Gennaro Andele

Purtroppo anche la questione economica relativa ai pedaggi subirà un’impennata: dopo i rincari annunciati sulle bollette dell’energia e dopo il polverone sollevato dalla vicenda dei sacchetti biodegradabili obbligatori per frutta e vedura, il 2018 si apre con un’altra stangata per i consumatori.

Dunque, percorrere le autostrade nazionali comporterà una spesa maggiore rispetto all’anno precedente.

L’incremento medio del pedaggio per i veicoli sull’intera rete autostradale, calcolato sulla base delle percorrenze 2017, è pari al 2,74%.

I casi più emblematici sono le tratte che congiungono Milano a Torino e Roma a Tivoli.

In entrambi i casi, infatti, percorrerle nel 2018 significa spendere il 19% in più rispetto a tre anni fa, ovvero quasi 20 volte rispetto all’inflazione.

Nonostante siano due tratte che hanno già registrato aumenti considerevoli negli anni precedenti, il raffronto dei prezzi parla chiaro: il pedaggio della Milano-Torino passa dai 14,10 euro del 2015 ai 16,80 euro del 2018, mentre quello della Roma-Tivoli passa dai 2,10 euro del 2015 ai 2,50 euro di quest’anno.

Per quanto riguarda il centro Italia, le tariffe della Strada dei Parchi crescono del 12,89% (riguardano la A24 e la A25 tra il Lazio e l’Abruzzo).

Al sud invece gli aumenti sono del +5,98% per le Autostrade meridionali (la Napoli-Salerno) e del +4,31% per la tangenziale di Napoli. Le restanti tratte autostradali del paese invece rimangono invariate.

Sono tutti aumenti che, dati alla mano, sono sprovvisti di qualsiasi fondamento o giustificazione.

L’intenzione del ministero è quello di premiare le compagnie autostradali che si sono comportate meglio, tenendo conto della qualità del servizio, del recupero della produttività e degli investimenti.

Secondo i consumatori, però, si tratta però di aumenti inaccettabili, che mandano in tilt i bilanci dei pendolari.

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