Tullio Solinas

Nella sua situazione non ci sono vie d’uscita, purtroppo: oO trova un impiego come grafico oppure costituisce una società a responsabilità limitata con capitale minimo, che eroghi servizi in linea con la professione che è in grado di svolgere, in cui lei assume il doppio ruolo di socio di minoranza nonché lavoratore dipendente (non può essere socio unico, nè avere una quota di maggioranza).

Certamente, con il rischio incombente di pignoramenti presso i suoi committenti da parte di Agenzia Entrate Riscossione, non è pensabile intraprendere un’attività autonoma con partita IVA.

L’espropriazione esattoriale di quote societarie di una srl possedute dal debitore è, al momento, una procedura che presenta notevoli complessità e, spesso, risulta inefficace. Al concessionario non resterebbe, quindi, che pignorare lo stipendio mensile (che lei potrà stabilire a livello di pura sussistenza) nella misura di 1/10.

Il rovescio della medaglia è che il socio di comodo maggioritario, stante l’attività direttiva ed organizzativa dichiarata, potrebbe essere obbligato a versare contributi alla gestione Inps commercianti. Gli adempimenti fiscali e contributivi relativi alla gestione di un contratto di lavoro dipendente non dovrebbero costituire un problema per il professionista che dovrà essere necessariamente chiamato a curare la contabilità della compagine sociale.

Si tratta di un’opzione che richiede, come abbiamo avuto modo di vedere, un investimento iniziale, seppur limitato. L’alternativa è quella che lei ha richiamato nel titolo.

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