Patrizio Oliva

Clickbait (o clickbaiting) è un termine che indica un contenuto pubblicato sul web il cui titolo ambiguo, ingannevole e forviante, evidenziato nei motori di ricerca, ha l’esclusivo scopo di attirare il maggior numero possibile di lettori, nel tentativo di generare entrate pubblicitarie a favore dell’autore e dell’editore.

La legge 3/2012 per la composizione delle crisi da sovraindebitamento prevede la possibilità di presentare al giudice un piano di rientro dal debito detto del consumatore, che va a coprire solo parzialmente l’esposizione debitoria, azzerando l’eventuale debito residuo.

Innanzitutto, come lascia capire il nome stesso, deve trattarsi di debiti accumulati dal debitore in quanto consumatore e non derivanti dall’attività professionale o commerciale. Ma non è solo questo il punto: il debitore consumatore, per ottenere l’omologazione del piano e l’azzeramento del debito residuo, deve dimostrare di aver dato fondo ad ogni suo patrimonio o reddito. In pratica, se il debitore non possiede immobili, deve mettere al servizio del rimborso del debito la totale disponibilità in conto corrente e una cospicua parte della busta paga qualora svolga un lavoro da dipendente.

Queste precisazioni solo allo scopo di farle capire che, pur se i debiti della SAS avessero potuto rientrare nella legge 3/2012, non si sarebbe trattato comunque di una passeggiata.

Tornando alla realtà e lasciando da parte i contenuti piazzati in alcuni siti solo allo scopo di generare qualche clik in più, per far fronte all’emergenza che le sta rovinando le festività, lei deve innanzitutto versare la liquidità di cui dispone in banca in un altro rapporto di conto corrente, intestato a soggetto non debitore, del quale manterrà delega ad operare e disporre.

Per il resto, dovrà prepararsi psicologicamente a subire una trattenuta sullo busta paga: niente di terribile, se il suo stipendio netto non supera i 2 mila e 500 euro, si tratterà di lasciare ad Agenzia delle Entrate Riscossione il 10% di quanto le eroga, al netto degli oneri fiscali e contributivi, il suo datore di lavoro. Il tempo che i creditori impiegheranno, così, per arrivare al rimborso integrale dei 50 mila euro pretesi, non è affar suo.

In futuro, quando e se avrà necessità di acquistare una macchina, dovrà intestarla a terzi, altrimenti si beccherà, in men che non si dica, un fermo amministrativo.

Quelle appena elencate sono le regole basi di vita con cui deve, purtroppo, imparare a convivere il debitore.

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