Ludmilla Karadzic

Se i coniugi hanno adottato il regime di comunione legale dei beni, il debito del coniuge debitore può essere richiesto al coniuge non debitore.

Se i coniugi hanno adottato il regime di separazione legale dei beni, il debito del coniuge debitore può essere richiesto al coniuge non debitore se il creditore dimostra che il prestito è servito a soddisfare esigenze familiari. Ma l’azione esecutiva finalizzata ad escutere il coniuge non debitore non è affatto semplice.

Comunque, non bisogna firmare cambiali se non si ha la certezza di poterle onorare: in caso di mancato pagamento il creditore potrebbe pignorare lo stipendio di suo marito senza chiedere un decreto ingiuntivo al giudice, ma solo sulla base delle cambiali protestate. Insomma, firmando le cambiali e non pagandole non si guadagna tempo come potrebbe sembrare, ma, al contrario, si rende più rapida e agevole l’azione esecutiva promossa dal creditore.

Infine, non è detto che la società di recupero crediti proceda giudizialmente. Spesso si tratta solo di minacce: perché bisogna anticipare le spese legali e di solito le società di recupero crediti cessionarie (quelle che hanno acquistato il credito dalla banca – non incaricate solamente di gestirlo) non sono sempre disposte ad instaurare un contenzioso in tribunale.

Concludendo, nel caso esposto, giocano un ruolo fondamentale la propensione al rischio del debitore, il regime legale di separazione o comunione dei beni, il sapere se la società di recupero crediti è cessionaria o solo affidataria.


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