Ornella De Bellis

L’atto di pignoramento del conto corrente viene notificato al terzo pignorato (la banca) e al debitore esecutato.

Tuttavia, se l’ufficiale giudiziario passa prima per la banca, quando il debitore esecutato riceve l’atto di pignoramento, il prelievo del saldo di conto corrente è, quasi sempre, già operativo.

Insomma, per il debitore esecutato l’unico segnale utile di allarme da prendere in considerazione, deve essere, esclusivamente, la notifica del precetto; questo per quanto attiene la riscossione ordinaria. Nello specifico, trattandosi di riscossione esattoriale, il debitore deve ritenere altamente probabile l’imminente pignoramento del proprio conto corrente, provvisto di sufficiente liquidità, appena dopo la notifica della cartella esattoriale, oppure, extrema ratio, decorsi inutilmente i termini fissati per l’adempimento nell’avviso di ingiunzione al pagamento (in genere 5 giorni) notificatogli dal soggetto a cui è stata affidata la riscossione del credito vantato dalla Pubblica Amministrazione, se è passato più di un anno dalla notifica della cartella esattoriale senza che ci sia stato l’avvio delle azioni esecutive.

Infine, giusto per precisione, attualmente non è più Equitalia a pignorare il conto corrente per conto della PA, ma Agenzia delle Entrate-riscossione (o qualche agente locale).

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