Simonetta Folliero

La legge (con l’articolo 545 del codice di procedura civile) stabilisce che nel caso di accredito su conto corrente bancario o postale intestato al debitore, la pensione può essere pignorata solo per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale.

Dunque, pignorando il conto corrente su cui viene accreditata la pensione del debitore, la banca dovrebbe, per legge, lasciare sul conto corrente l’importo dell’ultima pensione accreditata (almeno fino all’occorrenza di 1.500 euro, ovvero il triplo dell’assegno sociale che ipotizziamo, per comodità, pari a 500 euro).

Nessuna particolarità prevista se sul conto corrente viene accreditata una pensione già pignorata del 20%, a meno che non si abbiano tempo, voglia e, soprattutto risorse finanziarie da investire in una battaglia giudiziale (da portare fino in Cassazione) per sancire un principio di diritto sacrosanto, quello secondo il quale, se il conto corrente del debitore è destinato all’accredito di una pensione già pignorata, è ingiusto ‘punire’ il debitore sottoposto ad azione esecutiva con un sostanziale doppio pignoramento.

Secondo giurisprudenza di legittimità al momento consolidata, infatti, … quando il creditore pignorante sottoponga a pignoramento somme esistenti presso un istituto bancario ove il debitore intrattiene un rapporto di conto corrente e sul quale affluiscono anche le mensilità di stipendio (o pensione ndr) il credito dei debitore che viene pignorato è il credito alla restituzione delle somme depositate che trova titolo nel rapporto di conto corrente. Sono, quindi, del tutto irrilevanti le ragioni per le quali quelle ‘somme’ sono state versate su quel conto: il denaro é bene fungibile per eccellenza.

Peraltro, per amore di verità, va detto anche che gli effetti del pignoramento di un conto corrente, dove confluisce la pensione del debitore sottoposto ad azione esecutiva, sono stati già ampiamente mitigati dalle recenti misure adottate dal legislatore, finalizzate, come riportato nella prima parte di questa risposta, a limitare il pignoramento alle somme depositate eccedenti il triplo dell’assegno sociale.

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