Simone di Saintjust

Ottenere il rinnovo della cessione del quinto dello stipendio (o della pensione) è possibile nel caso in cui siano passati i 2/5 della durata complessiva della naturale durata del contratto.

L’articolo 39 della legge 180/1950, infatti, prevede che il soggetto già beneficiario di una cessione del quinto dello stipendio possa stipulare una nuova cessione del quinto a seguito dell’estinzione anticipata della cessione precedente dopo aver pagato le rate per un periodo di 2/5 della durata naturale del contratto.

Per un contratto di durata decennale, pertanto, versate 48 rate mensili, potrà essere stipulato un nuovo contratto di durata decennale per ottenere liquidità aggiuntiva, dopo aver estinto (obbligatoriamente) il debito residuo relativo alla vecchia cessione.

Trattandosi di un’operazione di credito in qualche modo garantita (dalla rata versata dal datore di lavoro e dal TFR vincolato a servizio del debito residuo), la finanziaria sorvola quasi sempre su eventuali eventi pregiudizievoli che hanno comportato l’iscrizione del nominativo del richiedente nelle Centrali Rischi pubbliche e private: la concessione del rinnovo della cessione del quinto non è praticamente influenzata dal merito creditizio del debitore al momento in cui presenta l’istanza.

Siamo fermamente convinti che per gestire le posizioni debitorie in sospeso, anche con accordi transattivi a saldo stralcio, non sia necessario il supporto di avvocati o agenzie di debito: il debitore, con un minimo di formazione di base, acquisita nel web leggendo di precedenti esperienze o ponendo quesiti specifici ai numerosi forum che forniscono un servizio gratuito di assistenza, potrà risolvere in modo soddisfacente i problemi che lo riguardano.

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