Ornella De Bellis

Non entriamo nel merito della questione inerente la possibilità del creditore di procedere al pignoramento presso terzi (la compagnia assicurativa) delle somme dovute al debitore come indennizzo, dal momento che, sul tema, la giurisprudenza di legittimità non ha un orientamento univoco.

Tuttavia, possiamo affermare con certezza che quando il creditore pignorante sottopone a pignoramento somme esistenti presso un istituto bancario ove il debitore intrattiene un rapporto di conto corrente e sul quale affluisce anche una somma per l’indennizzo del titolare, il credito dei debitore che viene pignorato e’ il credito alla restituzione delle somme depositate, che trova titolo nel rapporto di conto corrente.

Sono, quindi, del tutto irrilevanti le ragioni per le quali quelle “somme” sono state versate su quel conto: il denaro é bene fungibile per eccellenza (Cassazione, sentenza 17178/12).

E’ proprio il caso di affermare che, una volta confluite nel conto corrente, le somme percepite a titolo di indennizzo risultano completamente “riciclate”, perdendo qualsiasi relazione con la propria origine e trasformandosi in denaro che non ha più alcuna specifica individualità.

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