Ornella De Bellis

Per quel che attiene la rateazione stipulata con l’Agenzia delle entrate, il mancato pagamento della prima rata entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, ovvero di una delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta la decadenza dal beneficio della rateazione e l’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni in misura piena.

Quindi credo che possa dire addio ad una ulteriore rateazione del debito. Cambiare residenza adesso non le servirà a nulla, inutile contare nella prescrizione o in difetti di notifica.

Il suggerimento è quello di non pensare alla triplicazione del debito ogni sei mesi (crediamo che la commercialista a cui si è rivolta abbia un pochino esagerato). Peraltro, se non si hanno soldi per pagare è inutile dannarsi l’anima.

Non perderà la pensione per questo debito. Nel momento in cui percepirà la pensione, quello che potrà capitarle è il pignoramento del 10% della somma che eccede il minimo vitale.

Per farle un esempio pratico, dovesse aver diritto a 1500 euro al mese, verranno prelevati dall’INPS (e versati all’Agenzia delle entrate) circa cento euro al mese per sanare il debito, qualunque sia la cifra a cui quel giorno potrà essere arrivato, con aggio, spese ed interessi moratori, l’originario importo di mille e seicento euro. Anche se il debito si fosse centuplicato, toccando i 160.000 euro, sempre cento euro al mese le toglieranno.

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