Loredana Pavolini

La conversione del pignoramento puo’ essere richiesta al giudice dell’esecuzione tramite istanza, prima che sia disposta l’assegnazione delle somme rinvenute in conto corrente. Tuttavia e’ necessario che il debitore depositi a garanzia una somma non inferiore ad un quinto dell’importo per cui e’ stato eseguito il pignoramento (comprensivo degli interessi e delle spese legali sostenute dal creditore procedente).

Naturalmente, una volta bloccato il saldo di conto corrente del debitore in seguito a pignoramento, il creditore procedente difficilmente accetterà la conversione rateizzata se sul conto sono state rinvenute disponibilità superiori ad un quinto del credito per cui egli ha promosso l’azione esecutiva.

La conversione (non rateizzata) del pignoramento del conto corrente potrebbe servire, piuttosto, ad accelerare i tempi di liberazione delle somme pignorate che eccedono l’importo del credito azionato.

Ma, deve esser escluso da quanto esposto, che la conversione del pignoramento possa essere utilizzata come espediente dilatorio da parte del debitore.

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