Rintraccio debitori nel recupero crediti - le certificazioni anagrafiche di residenza

Le società di recupero crediti, per il corretto svolgimento della propria attività, si trovano spesso di fronte all'esigenza di richiedere agli uffici delle anagrafi una verifica circa il luogo di residenza dei soggetti presso i quali devono riscuotere un debito.

In proposito U.N.I.R.E.C. ha rilevato che le risposte alle suddette richieste di certificati di residenza variano notevolmente a seconda dell'ufficio interpellato.

Dall'esperienza maturata dalle società, infatti, risulta che talune anagrafi non richiedano alcuna particolare formalità e che altre, al contrario, pongano diversi ostacoli fino a giungere, in determinate circostanze, al totale diniego di rilascio del materiale richiesto.

U.N.I.R.E.C. riferisce che il più delle volte il diniego (generalmente imposto solo nei casi in cui la residenza del debitore si sia spostata dal Comune presso cui si richiede ad altro) è motivato dagli ufficiali dello stato civile richiamando la normativa sulla privacy e la Circolare del Ministero dell'Interno numero 11 del 2003 che, a loro dire, concederebbero la comunicazione dei dati anagrafici solo a motivata richiesta proveniente da Studi legali.

Non è ben dato di intendere, infine, ad U.N.I.R.E.C quale sia la disciplina fiscale dei citati certificati di residenza: gli uffici anagrafici sparsi sul territorio non presentano, neanche in questo caso, uniformità di disciplina. Alcuni, difatti, pretendono il versamento dell'imposta di bollo (€ 10,33), altri chiedono solo i diritti di segreteria (€ 0,26) mentre altri ancora riferiscono le informazioni richieste senza pretesa di imposta alcuna, anche via fax o telefonicamente.

Tutto ciò premesso U.N.I.R.E.C. pone i seguenti quesiti:

  1. esiste, in materia di certificati di residenza, una disciplina normativa organica oppure le singole anagrafi possiedono autonomia decisionale circa le formalità da richiedere per il rilascio e, in particolare, le società di recupero crediti hanno diritto di richiedere i suddetti certificati ovvero esiste una legislazione (in particolare quella sulla privacy) che esclude o limita tale facoltà?
  2. quale disciplina regola e in che modo il regime fiscale delle richieste di rilascio e dei certificati stessi?
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Stai leggendo Rintraccio debitori nel recupero crediti - le certificazioni anagrafiche di residenza Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 2 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 28 novembre 2016 Classificato nella categoria rintraccio del debitore nel recupero crediti Inserito nella sezione recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • maria 22 settembre 2009 at 15:19

    desidererei avere informazioni su come non pagare i bolli

    dell’auto degli anni addietro l’equitalia vuole mettermi il fermo dell’auto che ho attualmente è legale? esiste
    una tutela a questa ingiustizia? Grazie

    • c0cc0bill 22 settembre 2009 at 16:20

      Le informazioni che lei fornisce non consentono di esaminare la situazione.

      Se ha ricevuto cartelle esattoriali e non ha opposto ricorso nei termini, adesso è esposta a procedure di riscossione coattiva come il fermo auto.

      Sia più precisa, per favore.

  • karalis 20 giugno 2008 at 13:39

    lE CHIEDO SEMPLICEMENTE IL SUO PARERE IN MERITO ALLA AMMISSIBILITà DI ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO. IN ALTRI TERMINI MI CHIEDO SE POSSO ESERCITARE PRESSO LA P.A., MOTIVANDONE LE RAGIONI, IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI PAGANDO LE SOLE SPESE PER LA COPIA O I DIRITTI DI SEGRETERIA.

    La richiesta di certificazione anagrafica deve essere motivata, se non è autorizzata, tramite delega, dall’interessato.

    Il suo diritto a prendere visione di atti, comunque pubblici, non può comprimere il diritto alla privacy dei cittadini di cui lei chiede la certificazione.

    La composizione del nucleo familiare, la presenza eventuale di figli naturali ed altro, costituiscono un insieme di dati sensibili del quale lei non ha alcun diritto di prendere visione, anche invocando la 241.

    Solo gli studi legali possono richiedere certificazioni anagrafiche per soggetti terzi, anche senza delega, motivando la richiesta, ed assumendone la responsabilità penale, per urgenti necessità di notifica di atti processuali. Ed in ogni caso, la certificazione deve essere soggetta ad imposta di bollo.

    Purtroppo è invalsa la prassi incivile, da parte di alcune anagrafi, di concedere a chiunque ne faccia richiesta, informazioni di tipo anagrafico.

    Ma i responsabili di tali anagrafi andrebbero denunciati all’autorità giudiziaria, assieme ai richiedenti.

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