Redditometro » Illegittimo se si prova la simulazione dell'acquisto

No all’accertamento tramite lo strumento del redditometro se si prova la simulazione nell’acquisto del bene: per il contribuente è sufficiente la dimostrazione del mancato passaggio di denaro.

È illegittimo l’accertamento da redditometro fondato su un incremento patrimoniale che il contribuente ha dimostrato essere solo simulato.

Tra le prove contrarie, infatti, è ammessa anche la dimostrazione che l’esborso non è avvenuto e che pertanto non sussisteva una reale disponibilità economica.

Questo, in sintesi, l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con sentenza 21442/14.

Da quanto si evince dalla suddetta pronuncia, al fine di contestare l’avviso di accertamento tramite redditometro, fondato sul metodo sintetico, il contribuente può far valere la simulazione degli atti da lui stipulati.

In parole semplici, per smontare il redditometro, è possibile dimostrare che l’acquisto del bene è, in realtà, simulato e non vi è stato un reale passaggio di denaro.

Praticamente, il contribuente deve provare che l’incremento patrimoniale è solo simulato.

Tra le prove contrarie, infatti, è ammessa anche la dimostrazione che l’esborso non è avvenuto e che pertanto non sussiste una reale disponibilità economica.

Resta dunque sempre salva la possibilità per il contribuente di fornire la prova contraria, consistente nella dimostrazione documentale della sussistenza e del possesso, da parte sua, di redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o, più in generale, nella prova che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore.

13 Ottobre 2014 · Paolo Rastelli

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Stai leggendo Redditometro » Illegittimo se si prova la simulazione dell'acquisto Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 13 Ottobre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 2 Agosto 2017 Classificato nella categoria dichiarazione dei redditi Inserito nella sezione fisco, tributi e contributi

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