Il reddito complessivo del nucleo familiare e la scala di equivalenza nel calcolo dell'ISEE

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L’ISEE e’ calcolato, con riferimento al nucleo familiare di appartenenza del richiedente beneficiario della prestazione sociale come risultato del rapporto tra l’ISE, e il parametro della scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare.

L’ISE e’ la somma dell’indicatore della situazione reddituale, e del venti per cento dell’indicatore della situazione patrimoniale: se indichiamo con ISR l’indicatore della Situazione Reddituale, con ISP l’indicatore della Situazione Patrimoniale, e con fattore di scala il parametro della scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, avremo ISE = ISR + 20% ISP e ISEE = ISE / fattore di scala.

La composizione del nucleo familiare di appartenenza del richiedente differisce (e quindi differisce l’ISEE) sulla base della tipologia di prestazione richiesta limitatamente alle prestazioni agevolate di natura sociosanitaria; le prestazioni agevolate rivolte a minorenni, in presenza di genitori non conviventi; le prestazioni per il diritto allo studio universitario.

La normativa è regolata dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) 159/2013.

6 Gennaio 2019 · Giorgio Martini

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Commenti e domande

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  • Giorgio 8 Marzo 2022 at 21:38

    Ho una casa in comproprietà con la mia ex moglie che è stata assegnata a lei poiché vive con lei mia figlia: lLa domanda è questa casa rileva ai fini ISEE nel patrimonio immobiliare e non posso prendere reddito di cittadinanza. Assurdo direi poiché non ho altro reddito. È corretto inserimento in ISEE o dovrebbe non essere inserita e entrare nei diritti reali di godimento della mia ex?

    • Simone di Saintjust 9 Marzo 2022 at 10:38

      Il coniuge non assegnatario della casa coniugale ha pienamente diritto al reddito di cittadinanza: egli, dopo la separazione, detiene solo la nuda proprietà del 50% dell’unità abitativa assegnata al coniuge affidatario della prole.

      Infatti, il coniuga affidatario della prole ed assegnatario della casa coniugale detiene la piena proprietà sul 50% dell’immobile ed il diritto di abitazione sul restante 50% dell’immobile, almeno fino a quando la figlia non sarà diventata economicamente indipendente ed il coniuge non assegnatario presenterà istanza al giudice della separazione per la modifica del precedente provvedimento di separazione.

      Qualora il CAF dovesse eccepire che nell’anagrafe patrimoniale dell’Agenzia delle Entrate risulta la piena comproprietà dell’immobile, il richiedente DSU/ISEE esibirà il provvedimento di assegnazione giudiziale dell’immobile in comproprietà e pretenderà la cancellazione della comproprietà dell’unità abitativa, che fu casa familiare. Infatti, nella DSU ISEE non vanno indicati i beni che il richiedente detiene in nuda proprietà.

  • Anonimo 24 Marzo 2021 at 10:59

    Mi trovo il saldo attivo in dic 2019 presso Cassa Risparmio Saluzzo di circa 15 k€, ud un saldo attivo presso Bancoposta di 3’957 euro, mentre la giacenza media complessiva è circa 9’000 euro. Il saldo attivo è dovuto ad un prestito appunto di 15 mila euro della prima banca, più un prestito di circa 10 k€ da INPS, quindi, a mio avviso, il saldo patrimoniale mobiliare è negativo, avendo 25 mila euro da restituire. Domanda: perché l’ISEE non ne tiene conto? Posso fare qualcosa? Grazie.

    • Simone di Saintjust 24 Marzo 2021 at 12:17

      L’ISEE viene riferito al saldo e alla giacenza media del secondo anno precedente a quello di presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica. Non si tiene conto dell’esistenza del debito da rimborsare perchè si presume che se un soggetto attiva un prestito lo fa per il soddisfacimento di una precisa esigenza: acquisto di arredamento, di una automobile, il pagamento di un intervento chirurgico in clinica eccetera o di un viaggio di studi per il figlio, assumendo, in sostanza, che nemmeno la giacenza media ne venga influenzata dal momento che la liquidità resterebbe disponibile in conto corrente solo per qualche mese.

      Se, invece, il soggetto accede al credito esclusivamente per mantenersi disponibile un certo livello di liquidità, si presume che egli non abbia bisogno del sostegno pubblico.

  • Anonimo 16 Febbraio 2020 at 13:01

    Vorrei sapere perché il fattore di scala equivalenze per due componenti del nucleo familiare è cambiato (in peggio ), aumentando notevolmente il tetto massimo del reddito ISEE annuo.

    Così facendo, tantissimi poveri pensionati si vedono negare oltre alla pensione di cittadinanza anche, tanti Bonus sociali.

    • Simone di Saintjust 16 Febbraio 2020 at 13:59

      Dovendo contenere la spesa pubblica per le prestazioni sociali gratuite, il governo ha deciso di privilegiare i nuclei familiari numerosi. Si tratta di una semplice direttiva di politica sociale.