Pignoramento pensione già gravata da rata di rimborso prestito cessione quinto

Riformulo meglio la domanda posta qui: sono andato in pensione con mille euro netti al mese, su cui e transitata una cessione del quinto da stipendio di 325 euro, quindi sul cedolino rimangono 687 euro il minimo vitale, la domanda è questa: l'Inps non avrebbe dovuto rimodulare la rata? Cioè a 200 euro? Inoltre adesso che mi è arrivato un pignoramento presso Inps come procederà dato che la mia quota netta come detto prima e già di 687.

La pensione ai fini del calcolo dell'importo da prelevare a causa del pignoramento va considerata al netto degli oneri fiscali dovuti nonché al lordo della trattenuta a servizio del rimborso del prestito dietro cessione del quinto.

Nella fattispecie, la trattenuta sarà pari al 20% della differenza fra l'importo percepito da INPS al netto delle ritenute fiscali di legge noncHé al lordo della trattenuta a servizio del rimborso del prestito dietro cessione del quinto (1000 euro) e il minimo vitale corrente (690 euro circa).

Pertanto, la trattenuta che potrà essere destinata al creditore procedente sarà il quinto di 310 euro, ovvero circa 62 euro.

Circa la questione della rimodulazione delle rate, è vero: l'INPS su richiesta del debitore è tenuta a rimodulare la rata portandola da 325 euro a 200 euro. Tuttavia, se si guardano bene le carte relative alla concessione del prestito dietro cessione del quinto dello stipendio dovrebbe essere presente una clausola contrattuale o un documento sottoscritto dal debitore con il quale si autorizza il cessionario (il creditore che ha concesso il prestito dietro cessione del quinto dello stipendio) a risolvere unilateralmente il contratto, imponendo al debitore l'estinzione del prestito e la restituzione del residuo in un'unica soluzione qualora il piano di rimborso dovesse protrarsi dopo il passaggio in quiescenza: si tratta di una precauzione molto comune, adottata dal creditore in situazioni in cui la rata di rimborso del prestito dietro cessione del quinto dello stipendio si estende, per forza di cose, alla pensione ed applicata quando il debitore chiede la rimodulazione della rata in base all'importo pensionistico percepito.

In sintesi: il debitore cedente ha tutto il diritto di chiedere all'INPS ed ottenere dall'INPS l'adeguamento (la rimodulazione) della rata calcolata al momento della concessione del prestito dietro cessione del quinto dello stipendio rapportandola al 20% dell'importo netto effettivamente percepito con la pensione: tuttavia, procedendo in questo modo, il debitore può rischiare di dover restituire al cessionario l'importo residuo del debito in un'unica soluzione.

18 Ottobre 2022 · Tullio Solinas


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