Nucleo familiare dei coniugi fra loro non conviventi - Nucleo familiare dei figli fiscalmente a carico (celibi e senza figli) non conviventi con i genitori

Com'è noto, in generale, il nucleo familiare del richiedente è costituito dai soggetti componenti la famiglia anagrafica (stato di famiglia) alla data di presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).

Nucleo familiare dei coniugi non conviventi

I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica fanno parte dello stesso nucleo familiare. A tal fine, identificata di comune accordo la residenza familiare, il coniuge con residenza anagrafica diversa è attratto nel nucleo la cui residenza anagrafica coincide con quella familiare.

In caso di mancato accordo, la residenza familiare è individuata nell'ultima residenza comune ovvero, in assenza di una residenza comune, nella residenza del coniuge di maggior durata. Il coniuge iscritto nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE) è attratto nel nucleo anagrafico dell'altro coniuge.

I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica costituiscono nuclei familiari distinti solo se, fra l'altro, è stata pronunciata separazione giudiziale o è intervenuta l'omologazione della separazione consensuale; se uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli; se è stato accertato l'abbandono del coniuge, in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali.

Nucleo familiare dei coniugi separati o divorziati conviventi con l'altro coniuge separato o con l'ex coniuge

I coniugi permangono nel medesimo nucleo anche a seguito di separazione o divorzio, qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione;

Nucleo familiare dei figli fiscalmente a carico (celibi e senza figli) non conviventi con i genitori

Il figlio minore di anni 18 fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale convive.

Sono considerati familiari fiscalmente a carico i figli ed il coniuge, anche non conviventi, che nel secondo anno solare precedente a quello in cui è resa la DSU hanno percepito un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili, uguale o inferiore a 2.840,51 euro.

Deve essere chiaro che l'attributo fiscalmente a carico di un figlio non convivente prescinde dalla fruizione delle detrazioni da parte del genitore.

il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando è di età inferiore a 26 anni, è nella condizione di essere a loro carico a fini IRPEF, non è coniugato e non ha figli.

DSU per l'Università - Coniugi con reddito cumulato complessivo pari o superiore a 6.550 euro lordi

Purché per lo studente sia verificata la condizione di residenza fuori dall'unità abitativa della famiglia di origine, da almeno due anni rispetto alla data di presentazione della domanda di iscrizione per la prima volta a ciascun corso di studi, in alloggio non di proprietà di un membro della famiglia anagrafica di origine, i coniugi possono costituire nucleo familiare autonomo (ai fini della DSU per l'Università) se la somma dei redditi percepiti da entrambi è almeno pari a 6500 euro lordi annui. L'interpretazione autentica dell'articolo 8 comma 2, del DPCM 159/2013 è stata fornita dall'INPS nella FAQ MB2_10 del 14 ottobre 2015.

21 marzo 2018 · Lilla De Angelis

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Stai leggendo Nucleo familiare dei coniugi fra loro non conviventi - Nucleo familiare dei figli fiscalmente a carico (celibi e senza figli) non conviventi con i genitori Autore Lilla De Angelis Articolo pubblicato il giorno 21 marzo 2018 Ultima modifica effettuata il giorno 11 febbraio 2019 Classificato nella categoria famiglia separazione divorzio lavoro pensioni isee » mini guide Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee.

Commenti e domande

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  • Anonimo 2 marzo 2019 at 07:59

    REQUISITO
    un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1). Tale soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.
    SE SI VIVE IN UNA ABITAZIONE IN COMODATO D’USO O A TITOLO GRATUITO?

    • Simone di Saintjust 2 marzo 2019 at 08:56

      Allora, nell’ambito del reddito di cittadinanza, non viene erogata al nucleo familiare la componente di contributo al canone di locazione o alla rata del mutuo.

  • Anonimo 2 marzo 2019 at 07:55

    buongiorno, potreste spiegarmi cosa si intende per “valore reddito Familiare” ? E’ uguale all’importo che inseriamo nell’isee?
    Esempio
    1 componente reddito da pensione 6000
    2 componente reddito lavoro dipend 7500
    3 componente reddito lavoro dipend 9500
    4 componente casalinga

    Reddito familiare 23000 € ?

    • Ludmilla Karadzic 2 marzo 2019 at 09:02

      Si tratta semplicemente della somma dei redditi lordi percepiti da ciascun componente il nucleo familiare così come dichiarati ai fini fiscali. E’ diverso dal reddito ISEE dal momento che l’ISEE recepisce il reddito complessivo del nucleo familiare, ma anche il 20% del valore del patrimonio ed è poi ottenuto dividendo il risultato per il fattore di scala (che è, in parole povere, correlato al numero dei componenti il nucleo familiare).

  • Anonimo 28 febbraio 2019 at 18:18

    Salve, chiedo un chiarimento sulla seguente situazione: mio padre percepisce una pensione sociale minima, una per invalidità civile e una per infortunio inail, per un totale di circa 1090€ mensili. Può presentare domanda per il reddito di cittadinanza? Considerando il fatto che vive con mia madre e mia sorella in un’abitazione di mia proprietà, quindi praticamente nn è nè affittuario nè proprietario.

    • Simone di Saintjust 28 febbraio 2019 at 19:52

      Per rispondere è necessario acquisire informazioni riguardo redditi e patrimoni ISEE del nucleo familiare: compilare la DSU/ISEE è fondamentale per capire se si hanno chances per la domanda di accesso al reddito di cittadinanza.

  • Anonimo 28 febbraio 2019 at 17:10

    Salve vi pongo un quesito. Sono residente nella mia casa di proprietà insieme ai miei genitori, invece mia moglie è residente in un’altra abitazione (in affitto). Lei deve presentare il modello isee, visto che i coniugi anche se residenti in abitazione diverse fanno sempre parte dello stesso nucleo familiare , scegliendo come residenza familiare la mia abitazione, deve inserire nella dichiarazione anche i miei genitori?

    • Simone di Saintjust 28 febbraio 2019 at 19:49

      Certamente: se i coniugi scelgono come residenza familiare quella del marito, il nucleo familiare viene formato partendo dallo stato di famiglia del marito ed aggiungendo la moglie.

  • Mimmo Gloria 8 febbraio 2019 at 13:14

    La ringrazio per la delucidazione esposta, purtroppo non tutti i caf ma alcuni danno informazioni sbagliate e difatti era come immaginavo… e per paura di sbagliare ho voluto avere delle delucidazioni in merito alla mia situazione personale. La ringrazio ancora…

    • Simone di Saintjust 8 febbraio 2019 at 16:11

      Non c’è alcun problema rispondere a quesiti chiari e circostanziati com’era il suo. Grazie a lei per l’attenzione riservataci.

  • Mimmo Gloria 7 febbraio 2019 at 21:35

    DSU Minorenni, genitori coniugati e con diversa residenza. La moglie ha la residenza con i propri genitori ma è a carico irpef sempre del marito, il marito ha residenza con la figlia minorenne(figlia di entrambi i genitori). Ora se non ho capito male i coniugi con diversa residenza devono scegliere di comune accordo la residenza e di conseguenza:
    – se si sceglie la residenza della moglie, allora, il nucleo sarà composto da madre, genitori della madre, marito e figlia come componenti attratti o aggiuntivi;
    – se si sceglie la residenza del marito, allora, il nucleo sarà composto da marito, figlia e sola madre?la madre è da considerarsi come componente attratta o aggiuntiva?
    nell’eventuale elaborazione dell’isee dei soli genitori della moglie, se la moglie ha scelto la residenza del marito lei dovrebbe confluire…? ringrazio anticipatamente.

    • Simone di Saintjust 8 febbraio 2019 at 02:08

      Se si sceglie la residenza del marito, il nucleo familiare sarà composto da marito, figlia e sola madre. La madre è componente, non aggiuntiva, ma attratta, nel nucleo familiare basato sulla famiglia anagrafica (stato di famiglia) del marito non convivente.

      Infatti, la scelta effettuata in chiave ISEE va comunicata a chi da tale scelta potrebbe essere coinvolto: nel caso specifico, qualora i suoceri dovessero presentare DSU/ISEE, il nucleo familiare dai suoceri riportato in DSU dovrà essere coerente con l’opzione esercitata dalla figlia, che, pertanto, non dovrà essere inclusa nel nucleo familiare dei suoceri, avendo ella scelto di far parte, come componente attratta, del nucleo familiare originato dalla famiglia anagrafica (stato di famiglia) del marito non convivente.

  • Anonimo 7 febbraio 2019 at 15:37

    Ho 39 anni, ho residenza anagrafica da solo, sono titolare di partita IVA e sono fiscalmente a carico dei miei genitori in quanto non ho guadagnato a sufficienza lo scorso anno. Vorrei sapere se posso percepire il reddito di cittadinanza, se nel calcolo del nucleo familiare ISEE rientro con i miei genitori e se nel calcolo del valore valore reddituale ai fini del reddito di cittadinanza (che è l’unico parametro che non rispetterei) rientrano anche i redditi da pensione dei miei genitori.

    • Ludmilla Karadzic 7 febbraio 2019 at 16:21

      Purtroppo il reddito di cittadinanza è assegnato al nucleo familiare: nel suo nucleo familiare rientrano entrambi i genitori conviventi pensionati per cui dubito che lei possa aspirare aspirare al reddito di cittadinanza.

  • Portogallosenzadebiti 1 aprile 2018 at 14:36

    Cittadino italiano sposato con cittadina Russa con matrimonio riconosciuto in Italia con regime di separazione dei beni.
    Abbiamo un figlio nato in Italia. Siamo tutti residenti in Italia presso abitazione dei miei due genitori.
    Da due anni viviamo in Portogallo dove abbiamo preso la residenza ( e mia moglie un permesso di soggiorno portoghese) ma non ho iscritto me e mio figlio all Aire per evitare che il mio stipendio portoghese possa esser attaccato da creditori pubblici e privati (una impresa individuale finita malissimo), visto che ci sono già ingiunzioni per decine di migliaia d euro ed a casa dei miei è già stato l ufficiale a constatare il fatto che non ho beni da pignorare. Ora mia zia vorrebbe comprare casa in Portogallo a nome di mio figlio e darne l usufrutto a mia moglie. Se mia moglie nel frattempo cancellasse la residenza italiana, annullerebbe così i suoi contatti col fisco italiano o no? Essendo cittadina russa, sposata con italiano, ma residente all estero con un lavoro ed una casa in usufrutto dovrebbe dichiarare in qualche modo tale diritto in Italia. Come si configurerebbe il nucleo familiare? L obbiettivo è non informare nessuno che siamo in Portogallo e se mia moglie pagasse in Italia le tasse per un immobile portoghese sarebbe come dire apertamente ai creditori dove siamo, che potrebbero chiedere ingounzioni europee.
    La legge portoghese ammette il pignoramento fino ad un terzo dello stipendio e questo ucciderebbe la mia famiglia.
    Grazie in anticipo a chi avrà la pazienza di rispondermi, con chiarimenti e consigli.

    • Simone di Saintjust 1 aprile 2018 at 17:12

      La sua signora è evidentemente cittadina russa perché pur essendo coniugata con un cittadino italiano non ha mai presentato la domanda di cittadinanza italiana pur potendolo fare, dopo sei mesi di residenza in Italia o dopo tre anni nel caso di residenza all’estero. (articolo 5 legge 91/92)

      La sua signora è comunque cittadina straniera residente in Italia (risultando iscritta nell’anagrafe della popolazione residente per almeno 183 gg) e, come tale, obbligata a presentare dichiarazione fiscale per i redditi percepiti in Italia e all’estero.

      Dunque, per raggiungere l’obiettivo sarebbe necessaria la cancellazione della sua signora dall’anagrafe della popolazione residente in Italia. Tuttavia, il cittadino (italiano, comunitario o extracomunitario) residente in Italia che intende trasferirsi all’estero o rientrare nel proprio paese di origine, deve dichiarare l’indirizzo di nuova residenza (potrebbero esserci controlli incrociati con il paese di nuova residenza prima di concedere la cancellazione). Ma così un qualsiasi creditore potrebbe risalire all’indirizzo di residenza della signora, che sarebbe, con elevata probabilità, anche quella del coniuge debitore.

      La cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente può avvenire per irreperibilità accertata in seguito a segnalazione di uno dei conviventi. In pratica il coniuge, o uno dei genitori del coniuge, dovrebbe dichiarare all’ufficiale di anagrafe che la signora risulta irreperibile da qualche mese, anche se si è messa in contatto telefonico per tranquillizzare sulla sua esistenza in vita (per evitare complicanze) ma esternando il fermo proposito di non rivelare il nuovo domicilio. La cancellazione si ottiene in un periodo minimo di un anno.

      Il risvolto della medaglia è che, in questo modo, la sua signora si espone ad eventuali azioni giudiziarie da parte del coniuge in tema di separazione, divorzio, affidamento dei figli e assegno di mantenimento.

      Attualmente (e fino a quando non sarà effettuata la cancellazione dall’anagrafe) il nucleo familiare del debitore (ai fini DSU/ISEE presentato da uno dei componenti) è costituito dal debitore stesso, dal coniuge, dal figlio e dai genitori del debitore. Dopo la cancellazione dall’anagrafe il nucleo familiare continuerà ad essere lo stesso a meno che il coniuge debitore non ottenga dal giudice una sentenza di separazione.

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