La trappola delle carte revolving

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Gli servivano ventimila euro e si era affidato a un prestito che prevedeva la trattenuta in busta paga del quinto del suo stipendio. Peccato che i costi aggiuntivi non fossero specificati e gli interessi vicini al 20%, al limite dell’usura. Così il finanziamento è lievitato a oltre 48mila euro, il 133% della somma presa a prestito. Non è un caso isolato: sono sempre di più infatti gli italiani che si affidano a pagamenti a rate, come le carte revolving  e il Centro tutela consumatori lancia l’allarme.

Si  ricorre sempre di più agli acquisti a rate e l’occhio ricade spesso sulla carta revolving, che può contenere una vera propria riserva di denaro anche di 5 mila euro, o su altri tipi di prestiti personali come la cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Per acquistare degli elettrodomestici, come lavatrici o pc portatili, ad una decina di trentini è capitato che, dopo aver chiesto un finanziamento in negozio, si siano visti recapitare a casa una carta revolving con un addebito di spese pari a 20 euro, carta apparentemente mai richiesta.

Ma nel contratto di finanziamento che i consumatori hanno portato ad analizzare al Crtcu vi era una clausula con cui il cliente avrebbe acconsentito alla spedizione della carta a casa. «Per una forma del contratto di dubbia trasparenza abbiamo fatto una segnalazione all’Antitrust per valutare se si possa trattare di una prassi commerciale sleale», commenta Carlo Biasior.

Altre segnalazioni sono arrivate al Ctcu su debiti imprevisti contratti con la carta revolving dove i tassi d’interesse sono arrivati anche fino al 20%. Ciò significa ritrovarsi alla fine dell’operazione avendo rimborsato un importo decisamente superiore al costo del bene che si è acquistato.

La carta revolving è la vera carta di credito. Infatti oltre alle funzionalità di tutte le normali carte a saldo, ha un “prestito” incorporato, il quale può essere utilizzato sia per il ritiro di contanti che per il pagamento di beni o servizi. Con queste carte, dunque, è possibile rimborsare a rate il saldo di fine mese. Al pagamento delle rate si ricostituisce una disponibilità di spesa pari all’importo saldato.

Uno strumento insomma facile da usare e che consente di acquistare subito e pagare dopo, ma dal quale il Crtcu mette in guardia: «Ogni forma che agevola con facilità la spesa di denaro è pericolosa: rende facilmente il denaro a prestito e quindi aumenta il rischio di sovraindebitamento», continua Biasior. I problemi più grossi che il Crtcu ha riscontrato sono stati comunque quelli con i prestiti garantiti dalla cessione del quinto dello stipendio e dalla pensione. In un caso,  chi necessitava di 20 mila euro immediati per far fronte a delle spese urgenti ha acconsentito a farsi trattenere la rata direttamente in busta paga per avere una liquidità subito, senza però conoscere i costi aggiuntivi e il tasso d’interesse che faceva riferimento al Teg (tasso effettivo globale, in cui non vengono indicati i costi dell’assicurazione e delle tasse).

Alla fine tra interessi, commissioni oneri accessori e costi assicurativi il costo del finanziamento è lievitato a oltre 48 mila, il 133% della somma finanziata. «Sconsigliamo di concludere tali contratti – conclude Biasior – visto che al momento è difficile annullarli, alla base vi è una anomalia italiana che va eliminata a livello normativo». Nel caso di estinzione anticipata di cessione del quinto dello stipendio vengono inoltre chiesti costi elevati di intermediazione e i costi assicurativi.

13 Gennaio 2009 · Antonio Scognamiglio

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  • klv1000 1 Febbraio 2013 at 11:46

    Salve, purtroppo faccio parte del club degli indebitati. E’ dal gennaio 2012 che sono disoccupato e ho una situazione finanziaria disastrosa. Potendo contare negli anni precedenti su uno stipendio fisso a tempo indeterminato ho aperto varie linee di credito e un mutuo ipotecario. In qualche maniera i miei genitori mi stanno dando una mano a coprire il mutuo ma quello che mi stà dissanguando è la carta di credito revolving con Findomestic. Tale carta di credito è in mio possesso da quasi una decina d’anni per cui non so come verificare gli interessi applicati inizialmente. Attualmente ho uno scoperto di 5000€ e mi applicano un tan 19,20 % e taeg 21,66%..con questi dati mi mandano una rata fissa di 196€ che sono praticamente quasi tutti interessi..per cui mi è quasi impossibile rientrare della cifra. Non so più cosa fare! Mi potete consigliare?

    • Simone di Saintjust 1 Febbraio 2013 at 12:01

      Devo necessariamente farla facile, partendo dal presupposto che lei possa fare a meno, d’ora in poi, dei prelievi effettuati con la carta revolving. Chiuda il rapporto e restituisca la carta.

      Come pagherà lo scoperto di 5 mila euro e rotti? Semplicemente non li paga.

      E se l’emittente minaccia azioni esecutive? Al massimo il giudice concederà al creditore l’iscrizione di ipoteca sull’immobile di sua proprietà, ma non certamente il pignoramento e l’espropriazione. Vista l’esiguità della somma e anche considerando l’eventuale sua lievitazione correlata agli interessi (quelli legali però).

      Disponendo del minimo necessario per proporre opposizione dopo la notifica del decreto ingiuntivo, potrà, infatti, anche togliersi la curiosità di sapere in che misura e in che quantità, nel tempo, le sono stati applicati gli interessi. Il suo legale dovrà semplicemente chiedere al giudice che il creditore produca, per l’accertamento della pretesa, un estratto conto dettagliato.

      Si tratta di un documento che l’emittente della revolving non vorrebbe mai gli venisse chiesto. E, capita quasi sempre che nessuno lo chieda, perchè, purtroppo, nessuno presenta opposizione al decreto ingiuntivo.