Truffe agli anziani - Cosa dice la normativa vigente e quali sono i consigli per difendersi adeguatamente

Mia madre, 80 anni, ha subito una delle classiche truffe di cui sono vittime gli anziani a causa di malviventi senza scrupoli: un sedicente amico di famiglia, fingendo di conoscermi, le ha scucito quasi 700 euro.

Non è la prima volta che mia madre viene raggirata.

Cosa dice la legge contro questi furfanti?

Quali sono i consigli da seguire per evitare queste frodi?

Recentemente è stato approvato all'unanimità in Senato (manca solo il via libera della Camera) il decreto legge che renderà, finalmente, la truffa agli anziani un reato autonomo, punito con la reclusione da 2 a 6 anni e una multa da 500 a 2.000 euro.

Una bella vittoria per la difesa dei soggetti più esposti a truffe e raggiri ad opera di quanti approfittavano della condizione di debolezza degli anziani per spillare soldi, spacciandosi per venditori o fornitori di gas, telefono etc.

D’ora in poi dovranno risarcire integralmente la persona truffata se vogliono usufruire della sospensione condizionale della pena.

La circonvenzione degli anziani, oggi, ricade nel reato di truffa previsto dall'art. 640 del codice penale, con pene da uno a cinque anni di carcere e multa da 51 a 1032 euro.

Con la nuova legge diventerà un reato autonomo applicabile a chiunque che “abusando della condizione di debolezza o di vulnerabilità dovuta all'età di una persona, induce taluno a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lui o per altri dannoso”.

Quello delle truffe ai danni degli anziani è un fenomeno sempre più diffuso.

I dati del ministero dell'Interno mostrano aumento del numero di reati: le vittime di truffa tra chi ha più di 65 anni sono salite da 14.461 nel 2014 a 15.909 nel 2015, fino ad arrivare a 20.064 nel 2016.

Insomma, un settore nel quale i truffatori si sono negli anni specializzati: abili seduttori, capaci di scegliere tempi e modi per far cadere nella trappola l'anziano. Arrivano nelle case soprattutto di mattina, quando è più facile trovare l'anziano da solo, si presentano spesso con la scusa di conoscere un familiare e talvolta riescono a far firmare contratti capestro o a carpire informazioni sensibili come le coordinate bancarie.

Frequente il caso di persone che si spacciano per impiegati che lavorano per enti di recupero crediti e richiedono somme di denaro. A tal proposito, è bene sapere che nessuno (né una banca, né un ente di riscossione) potrebbe inviare un funzionario presso la nostra abitazione.

Non apriamo dunque la porta e se proprio abbiamo un dubbio, facciamo una telefonata alla nostra banca per le opportune verifiche.

O ancora i truffatori fermano il malcapitato di turno per strada offrendosi di accompagnarlo alla posta o in banca con l'unico intento di reperire informazioni utili a truffarlo.

Seppur molti anziani sanno difendersi benissimo da soli, può essere utile dare qualche consiglio per non cadere nella trappola:

  • Non aprite la porta a sconosciuti: l'esperienza ci insegna che aprire la porta può far prendere coraggio a chi vuole importunarci (sia esso un venditore insistente o anche un vero e proprio truffatore) e a far cadere le difese psicologiche della persona anziana che avrà più remore a liberarsi bruscamente di chi lo sta importunando rispetto a quanto potrebbe fare un giovane.
  • Fatevi accompagnare quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o alla posta, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni.
  • Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.
  • Se qualcuno vi importuna, fingete di ricevere una telefonata o chiamate una persona cara magari facendo credere che vi raggiungerà di lì a poco.
  • Non firmate nessun modulo o contratto, in ogni caso fatevi lasciare una copia per farla visionare a un vostro familiare. In questo caso, sappiate che siete sempre in tempo per ripensarci: diritto di recesso si può esercitare entro 14 giorni dalla stipula del contratto (per i contratti di fornitura di servizi) e dalla consegna dei beni (se avete acquistato dei prodotti). Se invece non siete stati informati sul diritto di recesso, il termine sarà di 12 mesi decorrenti dalla fine del periodo di recesso iniziale (quindi, in totale, 14 giorni più 12 mesi) e per farlo potete sempre contare sull'aiuto dei nostri esperti.
  • >Un consiglio che poi può sembrare bizzarro ma è molto utile è poi quello di avere cura della propria spazzatura e della buca postale da cui si possono carpire informazioni sulla famiglia, indirizzi…

19 giugno 2019 · Andrea Ricciardi

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