Quel pasticciaccio brutto della TARI gonfiata – Come ottenere il rimborso di quanto versato in eccesso?


Si parla molto della TARI, tariffa rifiuti gonfiata da alcuni Comuni e vorrei sapere come posso rendermi conto se ho pagato in più e come fare, eventualmente a riavere indietro i soldi che non mi spettava di versare.

Innanzitutto va detto che il problema potrebbe riguardare solo chi paga la TARI per le pertinenze dell’abitazione (box, garage e cantina). Tutti gli altri possono disinteressarsi della questione.

Per chi invece possiede un box, oppure una cantina, deve far riferimento al prospetto riepilogativo inviato dall’azienda comunale che si occupa della riscossione della tassa rifiuti.

Il prospetto, fondamentalmente è diviso in righe e colonne. Le righe fanno riferimento all’appartamento ed alle pertinenze, come cantina, box e garage. Le colonne, invece, si riferiscono alle due componenti per il calcolo della TARI, cioè alla quota fissa ed alla quota variabile. Se all’incrocio (si pensi alla battaglia navale) fra la colonna quota variabile e la riga box (o garage, o cantina) si trova un valore in euro diverso da zero, allora significa che quell’importo non era dovuto e si ha diritto al rimborso.

Un’immagine chiarisce meglio di mille parole:

Per quanto attiene il rimborso a breve i comuni dovrebbero fornire indicazioni al riguardo. Può darsi che il maltolto sarà restituito in autotutela o compensato alle prossima scadenza. Insomma, è assolutamente prematuro e fuori luogo parlare di ricorsi, anche perché i cittadini coinvolti sono tanti e le spese per un’azione legale sicuramente sarebbero maggiori dell’eventuale rimborso.

14 Novembre 2017 · Giorgio Valli



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