Bonus fotovoltaico – Cosa c’è da sapere e perché conviene


In questi tempi di bollette pazze e carburanti costosissimi, sono molti quelli che, come me, stanno pensando di investire nel fotovoltaico: si vocifera anche, in questa direzione, si possa fruire di un bonus statale.

E’ vero? Se sì, come funziona?

Gli impianti fotovoltaici sono una scelta ecologica e permettono di produrre energia pulita e a basso impatto ambientale: installare un impianto fotovoltaico permette di avere un notevole risparmio che si realizza, in primo luogo, con una riduzione dei consumi legata a quella che si riesce a produrre e a consumare in maniera autonoma.

Ovviamente il vero e proprio risparmio si inizia ad ottenere nel momento in cui sono stati ammortizzati tutti i costi relativi alla sua installazione, che non sono pochi: il costo dei pannelli di un impianto fotovoltaico varia a seconda della loro tipologia e al numero di moduli.

Lo stesso vale per le batterie di accumulo.

Comunemente il prezzo delle batterie per fotovoltaico al litio si aggira sui i 1000-1500 €/kWh.

Per affrontare meglio la spesa, è possibile usufruire delle detrazioni fiscali grazie al bonus ristrutturazione e al superbonus 110%.

Nel primo caso lo sconto da recuperare in 10 anni nella dichiarazione dei redditi è pari al 50% della spesa, mentre nel secondo caso si può recuperare il 110% in 5 anni.

In entrambe i casi è possibile scegliere lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Nel caso in cui si decida di utilizzare il bonus ristrutturazione, in questo caso l’agevolazione copre sia la fornitura sia l’installazione dei pannelli solari, per un totale massimo di spesa che non può superare i 96mila euro.

Con la detrazione del 50% il costo effettivo di un impianto fotovoltaico e/o di un sistema di accumulo viene dimezzato e si hanno tempi di rientro dell’investimento ancora più vantaggiosi anche considerando l’IVA agevolata al 10% (per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e per gli impianti fotovoltaici).

Il limite massimo di spesa su cui richiedere la detrazione fiscale del 50% è fissato a €96.000 per immobile e sono pertanto detraibili in 10 aliquote di pari valore al massimo €48.000 per immobile. Il limite detraibile è calcolato su base annuale (e sul singolo progetto).

Ricordiamo che detrazione fiscale del 50% per interventi di ristrutturazione edilizia tra cui rientrano il fotovoltaico e i sistemi di accumulo non è da confondere con quella per interventi di riqualificazione energetica al 65%.

La detrazione copre anche la manodopera, la progettazione, le spese per perizie e sopralluoghi, l’iva, l’imposta di bollo, le autorizzazioni, ecc.

Installare il solo impianto fotovoltaico non permette di accedere alla detrazione del 110%. Se si vuole usufruire del superbonus 110% per l’installazione del fotovoltaico, bisogna fare altre opere di efficientamento energetico sull’immobile.

L’incentivo, infatti, è vincolato ai lavori trainanti, come per esempio l’isolamento termico delle superfici verticali, inclinate ed orizzontali per il 25% totale dell’edificio.

Inoltre sarà necessario migliorare la certificazione energetica APE dell’edificio di almeno due classi energetiche.

La detrazione del 110% può essere richiesta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 su villette unifamiliari o unità indipendenti se si dimostra di aver completo almeno il 30% dei lavori entro giugno 2022. Nel caso di condomini o edifici composti da 2 o 4 unità tutte intestate alla stessa persona si arriva fino al 31 dicembre 2025.

I sistemi di accumulo sono delle batterie che integrate all’impianto fotovoltaico permettono di ottimizzare la produzione e i consumi elettrici.
La loro funzione principale è quella di immagazzinare l’energia elettrica in eccesso, che in loro assenza verrebbe immessa nella rete elettrica nazionale, e renderla disponibile nei momenti di bisogno.

Secondo il GSE (gestore dei servizi energetici), solo il 30% dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico viene consumata durante il giorno dalle famiglie italiane, mentre il rimanente 70% viene dato alla rete se l’impianto fotovoltaico è sprovvisto di un accumulatore.

Il sistema di accumulo, invece, è capace di immagazzinare l’energia prodotta nelle ore di luce e di renderla disponibile anche di notte o nelle giornate di pioggia o nebbia.

In questo modo, si riducono le richieste alla rete elettrica e il costo delle bollette.

Un sistema di accumulo domestico di solito garantisce l’autoconsumo differito permettendo di utilizzare l’energia che l’impianto fotovoltaico produce in eccesso durante la giornata.

L’energia accumulata resta a disposizione all’interno delle batterie fino al momento di effettiva necessità. Questo permette di non sprecare l’energia che si produce e massimizzare il valore del sistema fotovoltaico.

11 Marzo 2022 · Gennaro Andele



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