Assegni familiari corrisposti al coniuge separato in seguito a separazione consensuale

A seguito della separazione consensuale verso a mia moglie 260 euro: ho diritto a continuare a percepire gli assegni per il nucleo familiare se lei convive comunque con me?

Nel caso di affidamento condiviso entrambi i genitori affidatari hanno diritto all'ANF e la scelta tra quale dei due genitori possa chiedere la prestazione è rimessa ad un accordo tra le parti. In mancanza di accordo l'autorizzazione alla percezione dell'assegno viene concessa al genitore convivente con i figli.

Tale diritto resta in capo al genitore affidatario anche quando questi non sia titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare (poiché non lavoratore o non titolare di pensione), e viene esercitato in virtù della posizione tutelata dell'ex coniuge, sempre che i requisiti di fatto, ossia i redditi del nucleo dell'affidatario, ammettano il riconoscimento al diritto all'assegno per il nucleo familiare.

Quindi, affinchè lei possa continuare a percepire gli assegni familiari in busta paga è necessario l'accordo ed il consenso del coniuge separato.

Va ricordato, infine, che separarsi legalmente (anche con accordo consensuale) e poi continuare a coabitare sotto lo stesso tetto, sebbene in camere separate, non è ammesso dal nostro ordinamento, se non per periodi di tempo limitati: se ci si separa legalmente, ci si deve separare anche fisicamente.

Diverso il discorso per i coniugi divorziati, i quali possono continuare a convivere nella medesima abitazione costituendo, tuttavia, due famiglie anagrafiche diverse.

16 ottobre 2018 · Ludmilla Karadzic

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Separazione » assegni familiari e assegno di mantenimento - La Cassazione fa chiarezza
L'articolo 211 della legge 19 maggio 1975 numero 151 prevede che Il coniuge cui i figli sono affidati ha diritto in ogni caso a percepire gli assegni familiari per i figli, sia che ad essi abbia diritto per un suo rapporto di lavoro, sia che di essi sia titolare l'altro ...
Agevolazioni prima casa » Separazione consensuale e attribuzione della proprietà al coniuge dopo il quinquennio: il beneficio resta
Il coniuge cui viene attribuita la proprietà della casa coniugale, in sede di separazione personale, non perde il diritto alle agevolazioni prima casa anche se è già proprietario di un'altro immobile. L'attribuzione al coniuge della proprietà della casa coniugale, infatti, in adempimento di una condizione inserita nell'atto di separazione consensuale ...
Irpef - dedurre gli assegni corrisposti al coniuge separato
Sono deducibili gli assegni periodici corrisposti al coniuge a seguito di separazione legale ed effettiva, o di scioglimento o annullamento del matrimonio, o cessazione degli effetti civili dello stesso. Gli importi destinati al mantenimento dei figli non sono invece deducibili. Quando il provvedimento dell'autorità giudiziaria non distingue la quota dell'assegno ...
Agevolazioni prima casa - Il mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi in seguito a separazione consensuale non è causa di forza maggiore
I benefici fiscali per l'acquisto della prima casa spettano alla sola condizione che, entro il termine di decadenza di diciotto mesi dall'atto, il contribuente stabilisca, entro il Comune dov'è situato l'immobile, la propria residenza. Se il contribuente non vi trasferisce la residenza nel termine appena indicato, non può essere riconosciuta ...
Separazione consensuale - legittimi gli accordi di futura vendita della casa coniugale e di sostituzione dell'assegno di mantenimento con altre forme di contribuzione
La separazione consensuale è un negozio di diritto familiare in cui, con il consenso reciproco a vivere separati, si regolano l'affidamento dei figli, l'assegno di mantenimento, ove ne ricorrano i presupposti, e le eventuali pattuizioni che i coniugi intendono concludere in relazione all'instaurazione di un regime di vita separata. Pertanto, ...

Briciole di pane

Altre info



Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Cerca