Esattori recupero crediti - Condotta estrema: uso della forza, violazione di domicilio, intimidazione

Gli esattori non possono presentarsi in casa o sul posto di lavoro senza un preventivo assenso del debitore e senza concordare ora e luogo dell'incontro. In particolare gli esattori non possono:

  • usare o minacciare l'uso della forza contro di voi, un vostro familiare o altra persona a voi legata;
  • danneggiare o minacciare di danneggiare beni di vostra proprietà;
  • bloccare l'accesso a casa vostra o bloccare il vostro passaggio;
  • entrare in casa vostra se avete negato il permesso o rifiutarsi di andarsene quando chiedete loro di farlo.
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Stai leggendo Esattori recupero crediti - Condotta estrema: uso della forza, violazione di domicilio, intimidazione Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 24 giugno 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 16 marzo 2017 Classificato nella categoria privacy e dignità debitore Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • michelare 14 novembre 2014 at 11:12

    Sono stata utente Telecom per 24 mesi con molti problemi dovuti all’incompetenza che mi ha lasciato per più di 1 mese senza telefono in quanto non riuscivano nella configurazione.

    Ho pagato sempre tutte le fatture. Per tutte le comunicazione venivo contattata al numero di cellulare che avevo fornito e firmato per la Privacy.

    Alla scadenza del contratto ho cambiato operatore telefonico.

    Premessa: io vivo in trasferta da 20 anni in un’altra città, tutte le comunicazioni le ricevo al mio domicilio o al mio cellulare.

    Dopo 2 mesi dalla cessazione del servizio Telecom è arrivata una telefonata a casa dei miei genitori (numero fisso) da una persona che dichiarava di essere di un ufficio amministrativo di Roma dicendo se Michela abitava li, loro hanno detto di no e hanno chiesto che cosa era successo, la persona che ha chiamato ha lasciato un numero di telefono e ha chiesto di dirmi di contattare prima possibile.

    I miei genitori si sono subito allarmati pensando al peggio! Se ne sentono molte e ricevere una telefonata del genere li ha veramente agitati.

    Mi hanno chiamato al cellulare, ho cercato di calmarli dicendo che non ne avevo idea ma che avrei chiamato subito.

    Ho chiamato il numero dicendo di essere stata contattata ma di non sapere il mittente della chiamata ne la motivazione, non volevano dirmi nulla fino a quando io non avessi fornito le mie generalità.

    Già questo mi è sembrato assurdo! Tu mi cerchi, io chiamo e devo dirti io chi sono?!?

    Comunque alla fine mi hanno passato l’operatrice che aveva chiamato casa mia, ho chiesto la motivazione e mi ha detto che era dovuta ad una morosità per la Telecom.

    A me non tornava perché l’ultima fattura che avevo ricevuto l’avevo pagata, ho chiesto dettagli e mi hanno detto che era stata emessa un’ulteriore fattura a chiusura del contratto.

    Ho chiesto perché non mi hanno mai contattato al numero di cellulare o all’email che avevo dato alla Telecom la risposta è stata … noi possiamo cercare dove vogliamo perché il nostro metodo di lavoro è questo! Ho fatto degli incroci e ho trovato il numero dei suoi genitori!

    Quando ho detto che il numero al quale aveva chiamato non era il mio e che aveva creato agitazione in 2 persone anziane di cui una anche malata la risposta è stata …che problemi posso aver creato? se si sono agitati non vedo il motivo!

    Mi sono fatta dare (a fatica) il numero dell’operatore.

    Ho chiamato la Telecom per chiedere conferma dei miei riferimenti mi hanno detto che hanno solo il mio cellulare.

    Ho comunicato via email a questa azienda di recuperatori che sto verificando gli importi in fattura non appena terminate le verifiche con Telecom.

    La mia domanda è: possono contattarmi ad un numero che io non ho fornito?

    • Annapaola Ferri 14 novembre 2014 at 11:53

      Diciamo subito che quanti lavorano per le società alle quali viene assegnato il compito di recuperare un credito, per cessione o affidamento in gestione, possono fare tutti gli incroci che vogliono, se ciò li gratifica facendoli credere dei novelli Tom Ponzi; ma, certamente, non possono contattare i genitori, né gli amici, né i parenti o gli affini, né i vicini di casa, né i datori o colleghi di lavoro del debitore. A tutela del debitore leso nella privacy la legge mette a disposizione tutta una serie di strumenti a cui abbiamo dedicato una specifica sezione del blog: Tutela del debitore e della sua privacy, difesa dai creditori – consigli a cui si rimanda per gli eventuali necessari approfondimenti.

      Si tratta di azioni che non necessitano dell’assistenza di avvocati o procuratori legali, nè esborsi in denaro rilevanti se non quelli necessari all’inoltro di qualche raccomandata AR. Ma, è bene chiarirlo subito, richiedono determinazione e tempo da dedicare alla questione, se viene intesa, come correttamente dovrebbe essere, nel contesto di un principio di cui si esige il rispetto. Tempo che spesso il debitore, anche solo presunto tale, non ha ha disposizione, in tempi frenetici, stressanti e di crisi come quelli attuali in cui viviamo.

      Perché si verificano questi incidenti incresciosi, perché la temeraria, e maleducata, operatrice del contact center si permette, con stupida ignoranza, di replicare al soggetto che reclama il rispetto della propria privacy affermando che noi possiamo cercare dove vogliamo perché il nostro metodo di lavoro è questo! Ho fatto degli incroci e ho trovato il numero dei suoi genitori!?

      Le società di recupero crediti, in questi tempi di crisi di offerta di lavoro, possono permettersi il lusso di assumere, anche laureati (spesso pretendono la laurea come requisito minimo, addirittura), a provvigioni da fame (non stipendi, ma percentuali sul recuperato che girano intorno allo zero virgola). Non investono neanche un cent in formazione (e perché dovrebbero farlo) e quindi figuriamoci se si piccano di fornire agli addetti al contact center l’abc delle regole vigenti sulla privacy del soggetto contattato. Quello che conta è portare a casa la misera provvigione per sé stessi ed il lauto guadagno al datore di lavoro.

      Questo è il profilo generale dell’addetto al contact center presso una società di recupero crediti di oggi. Tutto ciò solo per spiegarle il contesto in cui è maturato l’episodio che l’ha coinvolta, offendendola. La signora o signorina cui piace darsi arie da investigatrice navigata (la sera passerà il suo tempo, forse, a guardare affascinata le serie di “Criminal intent” o di “Rizzoli e isles” come del resto faccio anche io) continuerà a comportarsi a questo modo, violando leggi e dando dimostrazione di cattiva educazione e di crassa ignoranza, fino a quando troverà un debitore, o presunto tale, che, inviando, ad esempio, con raccomandata A/R una diffida al datore di lavoro e segnalando il caso con minaccia di seguire vie legali, farà in modo da insegnarle quali sono i metodi leciti di lavoro che bisogna adottare.

      Ecco, se vuole adesso, e dopo la lettura di qualche ulteriore paginetta del blog, sa come compiere due opere buone: quella di offrire un contributo educativo alla signora/signorina con cui ha parlato e quella di evitare che un’altro soggetto riviva, almeno con la stessa operatrice, la medesima amara, desolante ed irritante esperienza.

  • SABRI 9 marzo 2010 at 19:10

    Avendo io già la cessione del V in busta paga quando la banca Santander mi concesse un prestito volle la firma di mio marito come garante…Ad aprile 2009 mio marito ha perso il lavoro e ovviamente non riesco a pagare il loro prestito, ho dato fondo a tutti i miei risparmi per pagare fino a gennaio 2010 poi li ho chiamati e ho chiesto se come recita il contratto potevo usufruire dell’assicurazione e mi hanno risposto che quella vale solo se muoio.
    Ora ho un problema serio mi telefonano 50 volte al giorno, oggi dopo la 26esima ho spento il telefono e loro hanno rintracciato, non so come, il numero di mia suocera, facendole prendere un colpo e dicendole che sarebbero andati a casa loro a pignorare ecc. ecc. premettendo che mia suocera non sapeva nulla che non siamo dei bambini, abbiamo più di 50a, che ho detto e ripetuto di non disturbarmi più ma di scrivermi ufficialmente.
    Vi chiedo come posso denunciare le loro minacce e i soprusi tipo andare a telefonare a mia suocera? Devo rivolgermi ai carabinieri? Oppure devo scrivere alla banca dicendogli che se continuano li denuncio? Come e a chi si fa la denuncia? Fra l’altro non ho la prova delle chiamate perché telefonano sempre con il numero privato.
    Grazie anticipatamente per qualsiasi consiglio.
    Sabri

    • cocco bill 9 marzo 2010 at 19:17

      Innanzitutto presenti un esposto denuncia presso P.S. o Carabinieri, citando la testimonianza di qualcuno presente anche ad una sola delle telefonate ricevute da sua suocera.

      Poi presenti al Garante per la Privacy una segnalazione, un reclamo oppure un ricorso. Si tratta di strumenti flessibili e modulabili in ragione del tempo e dell’impegno che il debitore vessato intende profondere.

      Senz’altro costa meno che che chiedere tutele attraverso un avvocato e l’azione sarà senz’altro più incisiva e “dolorosa” per i molestatori.

      SEGNALAZIONE

      Che cosa è e quali diritti tutela

      Quando non è possibile presentare un reclamo circostanziato (in quanto, ad esempio, non si dispone delle notizie necessarie), oppure non si intende proporlo, si può inviare al Garante una segnalazione (art. 141, comma 1, lett. b)), fornendo elementi utili per un eventuale intervento dell’Autorità volto a controllare l’applicazione della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali.

      Modalità per la presentazione

      La segnalazione può essere proposta in carta libera e non è necessario seguire particolari formalità. Possono essere utilizzati i recapiti indicati nella sezione “Contatta il Garante”.

      Gratuità

      La presentazione di una segnalazione è gratuita.

      RECLAMO

      Che cosa è e quali diritti tutela

      Il reclamo al Garante è, invece, un atto circostanziato con il quale si rappresenta all’Autorità una violazione della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali (art. 141, comma 1, lett. a)). Il reclamo può essere proposto sia quando non si è ottenuta una tutela soddisfacente dei predetti diritti di cui all’articolo 7, sia per promuovere una decisione dell’Autorità su una questione di sua competenza. Al reclamo segue un’istruttoria preliminare e un eventuale procedimento amministrativo nel quale possono essere adottati vari provvedimenti (articolo 143).

      Modalità per la presentazione

      Il reclamo può essere proposto in carta libera, ma a differenza della segnalazione va presentato solo utilizzando questo modello e le istruzioni del Garante, utilizzando i recapiti indicati nella sezione “Contatta il Garante”.

      Diritti di segreteria

      Al reclamo va allegata la prova del versamento dei diritti di segreteria, seguendo le indicazioni contenute nel modello.

      RICORSO

      Che cosa è e quali diritti tutela

      Il ricorso al Garante è un atto ancora più formale in quanto la decisione che viene adottata ha particolari effetti giuridici.

      Occorre, in particolare, seguire attentamente quanto prevede il Codice (articolo 147). Il ricorso va presentato solo per far valere i diritti di cui all’articolo 7 del Codice (art. 141, comma 1, lett. c)) e può essere presentato al Garante solo quando la risposta del titolare (o del responsabile, se designato) all’istanza con cui si esercita uno o più dei predetti diritti non perviene nei tempi indicati o non è soddisfacente, oppure il decorso dei termini sopraindicati lo esporrebbe ad un pregiudizio imminente ed irreparabile.

      Diritti di segreteria

      Al ricorso va allegata la prova del versamento dei diritti di segreteria (euro 150,00). Si consiglia di effettuare il versamento utilizzando:

      * conto corrente presso Poste Italiane S.p.A. – IBAN IT 75 Y 07601 03200 000096677000;
      * bollettino di conto corrente postale n. 96677000,

      tutti intestati a “Garante per la protezione dei dati personali”, Piazza di Monte Citorio, 115/121 (00186 Roma), indicando come causale “diritti di segreteria per ricorsi”.

      Spese del procedimento

      A conclusione del procedimento instaurato dal ricorso, se una delle parti lo ha richiesto, il Garante determina l’ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso e lo pone a carico, anche in parte, della parte soccombente. Il Garante può compensare le spese, anche parzialmente, se ricorrono giusti motivi.

      La determinazione dell’ammontare delle spese è, per legge, forfettaria (art. 154, comma 4).

      Il Garante ha fissato tale misura forfettaria, anche in continuità con quanto deciso dai precedenti collegi del Garante e al fine di adeguare gli importi a suo tempo stabiliti all’incremento delle spese da sostenere per ricorrere al Garante, nell’importo minimo di euro 500,00 (cinquecento/00), aumentabile sino ad un massimo di euro 1.000,00 (mille/00), in ragione della eventuale complessità dei singoli procedimenti.

  • karalis 19 settembre 2008 at 05:39

    La cosa strana è che la banca non si è fatta sentire mai né con me, né con il garante, avendo tutt’ora il conto aperto lì il garante. Ricordo che quando andavo a versare tipo 100, 200 euro al mese,una volta andai a parlare con il legale della banca,e la mia pratica in quei armadietti nemmeno si trovava.poi è vero ho cambiato diversi domicili finchè mi sono trasferito da nord a sud per problemi familiari.non per imitare la storia di pippo,ma mi sono successe un sacco di cose negli ultimi anni.nel 2000 mia mamma ha avuto un ictus,mio padre era malato terminale e quindi è deceduto nel 2005.le posso solo dire che ero una persona piena di vita,ho fatto di tutto nella mia vita,anche comparse nei film della rai con attori molto noti,calendari e via dicendo.ora mi trovo a 33 anni a fare l’accompagnatore-domestico-amministratore a mia mamma,con una pensione mensile di 750 euro dobbiamo andare avanti facendo salti mortali.ha il 100% d’invalidità ma senza accompagnamento.per una badante ci vogliono €830 al mese messa in regola,come potrei andare a lavorare con uno stipendio di 1000 1200 € al mese e pagare una persona estranea che magari neanche fa il 50% di quello che faccio io a mia mamma?e chi me lo da un lavoro a 33 anni senza un diploma?ma questa è un’altra storia,siamo in causa da 4 anni con l’inps e non si chiude mai,una volta per l’avvocato,poi per il giudice che è in maternità,ancora il ctu che non si presenta,è veramente una cosa da striscia la notizia.tornando alla questione mia,durante i traslochi che ho fatto i documenti i contratti non so dove sono finiti,e no facendosi sentire più ho pensato all’assicurazione che mi hanno fatto firmare.sto leggendo la lettera e c’è scritto,cessione di credito e mandato del recupero.è una costituzione in mora ed intimazione di pagamento?

    ANTOINE 19 settembre 2008 at 01:42
    è quindi una messa in mora?mi preoccupo solo dell’amicizia con il garante,semmai vanno da lui per il recupero della somma.quindi non dovrei tentare un saldo e stralcio?magari prossimamente non in questi periodi neri.lui però ha garantito con lo stipendio e non con qualche proprietà. ma dopo quando vanno in prescrizione?sono 9 anni!comunque non sono più il buon pagatore che andava a fare anche 3 lavori in una giornata,per non aver nessun problema.ora sono una bestia,ho un nervoso in corpo per tutte le cose che non funzionano in italia.visto che non ho niente da perdere a parte mia mamma,se un giorno si presenta qualcuno alla porta
    ci perderà senz’altro,magari lo sentiremo dai giornali.anche se è donna.rispetto coloro che fanno questo lavoro,ma prima di presentarsi e telefonare ai vicini per assicurarsi che io viva lì(è così che mi hanno trovato spacciandosi per funzionari inps),allora devono pensarci molto bene.Ma perchè non vedono se il soggetto in questione ha un reddito oppure no?io la ringrazio di tutte le sue risposte.

    ANTOINE 19 settembre 2008 at 01:10

    Allora la lettera di cui parli è una comunicazione di cessione. Quando un credito viene ceduto da un creditore all’altro, il nuovo creditore ha l’obbligo di comunicarlo al debitore.

    A quanto ho capito le lettere di messa in mora sono già state inviate all’indirizzo che avevi quando hai ricevuto i finanziamenti. Poichè è un tuo preciso obbligo comunicare eventuali variazioni di residenza, quelle lettere di messa in mora hanno interrotto i termini di prescrizione. Quindi i crediti non sono andati in prescrizione.

    I tuoi creditori potranno rivalersi sul garante, se ha beni immobili o altro.

  • karalis 18 settembre 2008 at 08:41

    sono sempre io, però leggendo i suoi commenti e la storia di PIPPO, adusbef a LEI gli fa na PIPPA. Scusi il gioco di parole,ma lei è troppo forte. Mi sento veramente come si dice a napoli NU RE’.quindi non avendo niente di niente,s’attaccano!volevo sapere se l’abitazione di mia mamma resta lei proprietaria e a me lascia l’usufrutto vitalizio,questi esattori sull’usufrutto,cosa possono fare?
    comunque ho controllato,la ragazzetta che si spaccia per D.SSA,ha fatto una serie di errori inviando la prioritaria,e non una AR.Indicando poi la somma di circa € 12.000 + interessi da versare in un unica soluzione.(ESSA)Ma che ora li vuole,magari glie li dò tutti a un centesimo.comunque devo sperare che non arrivi ad una agenzia associata vero?ho controllato e non risulta assolutamente nell’elenco.sicuramente è una di quelle che nella storia di pippo Lei racconta,smalto,sugo,bigodini ecc. La ringrazio ancora anticipatamente.Antoine

    Commento di ANTOINE | Giovedì, 18 Settembre 2008

    L’usufrutto una società seria di recupero crediti, volendo, potrebbe anche pignorartelo (la misura dipenderebbe dal giudice e non sarebbe solo di un quinto perchè non trattasi di stipendio o pensione).

    Tornando alla casalinga che per arrotondare si improvvisa agente esattoriale, secondo me sta facendo un tentativo disperato di recupero, tipo getto l’amo e vediamo chi abbocca …

    Lo dimostra il fatto che su una “messa in mora” non ci spreca manco i soldi della raccomandata. Quando è così, te lo dico per esperienza diretta (così facevo anche io), non tentare neanche un accordo a saldo e stralcio.

    A meno che non tu non abbia bisogno di un finanziamento. Perchè ricorda, senza la liberatoria della signorina della sdr tu resti iscritto nell’archivio dei cattivi pagatori (CRIF) vita natural durante! (n.b. ho scritto vita natural durante – non tre anni. Quella dei tre anni è solo una favola …)

  • karalis 18 settembre 2008 at 08:21

    Volevo sapere è possibile che il recupero crediti mandi la messa in mora per posta prioritaria?la questione è molto lunga magari la spiegherò in seguito.

    Commento di ANTOINE | Giovedì, 18 Settembre 2008

    Sarà un invito bonario a comporre la questione.

    La messa in mora al destinatario non ha alcun senso senza raccomandata A/R, cioè senza una ricevuta per il mittente che attesti la “data di messa in mora”.

  • karalis 18 settembre 2008 at 08:33

    il fatto è che: avendo fatto un prestito nel 99 con una banca,di lire 20.000,000 ma con la firma del garante.hanno fatto una fideiussione e firmare un’assicurazione.dopo 2 anni di rate paghate perdo il lavoro,e finisce a conto a sofferenza,continuo a versare senza una rata fissa per un anno.conoscendo un direttore di banca chiedo consigli,mi spiega che essendoci l’assicurazione non devo temere.dopo un telegramma di quest’anno,ricevo con posta prioritaria una lettera di una società di recupero crediti,dicendo che loro hanno acquistato la mia pratica dalla banca nel 2005.e che entro il giorno tot dovevo pagare la somma per intero con gli interessi(la lettera è anche arrivata dopo il giorno di scadenza in cui avrei dovuto pagare l’intera somma)(PAZZI).volevo sapere il garante in tutto questo centra ancora?e perchè la banca non si è mai fatta sentire ne con me ne con il garante per tanto tempo?ero sicuro che l’assicurazione risolveva tutto,come è possibile tutto questo?tanto silenzio e poi ricompare l’incubo,tra virgolette.preciso che non sono in possesso di niente,neanche di un reddito.quindi durerà tutta la vita questa caccia al debitore?Vi ringrazio anticipatamente.

    Commento di ANTOINE | Giovedì, 18 Settembre 2008

    Per capire in che termini l’assicurazione copriva il debito in caso di perdita del posto di lavoro, bisognerebbe leggere il contratto.

    Alcune assicurazioni saldano il debito con banca o finanziaria ma poi si rifanno comunque sul debitore.

    Il garante è sempre responsabile del debito. Se nel contratto non è previsto il beneficio di escussione, il creditore potrebbe addirittura chiedere il saldo dei debiti al garante, prima che al debitore.

    Uno di motivi più frequenti per cui si crede spesso ed erroneamente di essere stati dimenticati dal proprio creditore è l’aver cambiato domicilio senza averlo comunicato (come è d’obbligo) al proprio creditore.

    L’altra ragione è che le pratiche, come spiegato nell’articolo, vengono vendute ripetutamente e lasciate per anni in scatoloni polverosi in qualche stanzetta dimenticata.

    Fin quando qualche funzionario comincia a lavorarle. E prende quelle che stanno per andare in prescrizione o che in prescrizione lo sono già (beninteso si tratta solo un errore di distrazione).

    Poi per risparmiare, magari, manda una messa in mora con posta prioritaria …

    Se quella che hai ricevuto è davvero una messa in mora nel contenuto, a mio parere puoi dormire sonni tranquilli…

  • karalis 27 agosto 2008 at 22:41

    Io ho una situazione simile, avevo disdetto telecom adsl perkè ero andato a vivere all’estero,ora ke sono rientrato mi perseguitano minacciandomi che viene l’esattore a pignorarmi tutto,da 100 euro sono scesi a 440 euro,ora hanno scoperto il mio nuovo indirizzo solo fastweb lo sa per via del telefono di casa pero’ io nn avevo dato il consenso per l’elenco,ora loro hanno saputo dove abito,posso querelarli per la privacy?
    come devo comportarmi? mi hanno detto ke la settimana prossima verra un incaricato a vedere cosa pignorare.

    Commento di andrea | Mercoledì, 27 Agosto 2008

    Per poter pignorare qualcosa è necessario un decreto ingiuntivo del giudice. Per ottenerlo occorrono anni, spese legali e soprattutto il procedimento giudiziario deve essere notificato alla parte.

    Insomma il solito addetto al call center che cerca di spaventare il debitore.

    Comunque la cosa migliore è sempre affrontare queste situazioni.

    Intimando alla società di recupero crediti la trasmissione di tutta la documentazione in base alla quale viene vantato il presunto credito. Invitando i funzionari ad attenersi alle sole comunicazioni epistolari e diffidandoli dal proseguire l’attività di recupero attraverso contatti telefonici non graditi, che, configurandosi come molestie, sono passibili di denuncia all’Autorità Giudiziaria e al Garante per la Privacy.

    Il tutto, ovviamente, attraverso comunicazione scritta inviata con raccomandata A.R.

    A casa, naturalmente, non verrà nessuno. Ma se ciò dovesse verificarsi, l’esattore va gentilmente, ma con fermezza, invitato ad allontanarsi. Senza lasciarsi intimidire in alcun modo. Nel caso di particolari insistenze deve essere richiesto l’intervento della forza pubblica.

  • karalis 20 giugno 2008 at 18:11

    sono un debitore assediato dai recupero crediti. tutto molto interessante. resta il fatto che avere il fiato sul collo di gente del genere è la cosa più sgradevole si possa immaginare. inoltre anche senza urlare o minacciare esplicitamente, questa gente ti mette un bel po’ di paura. ho scritto più volte all’associazione di categoria per chiedere conferma della legittimità di certi comportamenti, tra l’altro di loro associati, ma non ho mai ricevuto risposta. a me hanno minacciato di iscrivermi nella bad bank, che la mia banca mi chiude il fido, che mi vengono a pignorare l’anello di nozze. a mia moglie che se continuo a non pagare la rata del prestito ci verranno a svuotare casa e che il camion degli ufficiali giudiziari parcheggiato sotto casa ci farà sfigurare col vicinato… del fatto che abbiamo un figlio in terapa intensiva e che per curarlo mia moglie ha lasciato il lavoro e ci siamo impegnati evenduti anche quello che non avevavmo non frega niente a nessuno… ma ho letto il libro che vi dicevo, ho scelto le mie priorità e valiutato cosa ho da perdere veramente. così adesso che faccaino cosa gli pare, a noi ci basta una preoccupazione vera: far guarire ns. figlio. per il resto si vedrà.
    dopo aver visto un’articolo su questo stesso sito, queste cose che gli esattori non possono fare le ho lette anche sul libro come non pagare i debiti e vivere felici, che ho comprato di conseguenza. sto raccogliendo le prove delle infinite violazioni e vedremo come andrà a finire… grazie alli autori del sito

    Quelli che si spacciano per esattori, ma che esattori non sono (comportandosi come estorsori) approfittano sempre della emotività e del timore della gente.

    I veri agenti esattoriali si devono limitare a consegnare una comunicazione di messa in mora o a riscuotere una rata; ma solo se c’è un piano di rientro concordato con il debitore e, comunque, previo appuntamento.

    Non possono violare la privacy. Non possono assumere atteggiamenti insistenti, petulanti o addirittura di minaccia.

    Basta saperli prendere: se alla prima vessazione, minaccia o insistenza si chiama il 113 e si sporge denuncia ridiventano persone civili.

    Se intravedono timore, se cioè annusano l’odore del sangue, allora si comportano da iene ed avvoltoi.

    L’esattore UNIREC è un professionista che offre una opportunità al debitore e concorda con lui piani di rientro, facendosi carico di sempre possibili e reali situazioni di difficoltà.

    Ma di fronte alla evidente impossibilità di pagare non minaccia, non pone in essere vessazioni non mette il debitore in uno stato di sudditanza psicologica e di disagio.

    Occorre trattare gli estorsori che danneggiano l’immagine della categoria di agente esattoriale con fermezza e non lasciarsi mai intimorire.

    Altrimenti è finita: si entra in un incubo.

    Il nome del sito “Recuperare credito” si riferisce anche a questo tentativo: far recuperare credito alla figura dell’agente esattoriale che il sentire comune associa, giustificatamente ma anche erroneamente quando la generalizzazione prende il sopravvento, allo stereotipo del camorrista malavitoso.

  • Marco 15 giugno 2008 at 20:32

    buono a sapersi

    • andres82 10 luglio 2013 at 23:23

      Buongiorno, sono nuovo del sito, ma per quel poco che ho letto lo trovo molto interessante e utile.
      Vorrei descrivere brevemente la mia situazione debitoria,
      Sono un dipendente statale in servizio nel nord Italia dal 2004, sposato e con due figli, tutti a carico.
      Nel corso degli anni per via di difficolta economiche ho richiesto e ottenuto diversi prestiti, prima cessione del V, poi delega di pagamento, poi prestiti personali vari con Agos ducato soprattutto, ora ho sempre pagato, (per 7 anni) ma spesso per pagare chiedevo altri prestiti che mi permettevano di pagare per periodo medio lungo e cosi via…. fino ad oggi. Ora ho una carta di credito Agos con debito 8500 euro – un altra con debito 2000 – un prestito Agos con di 18000 euro, un altro Santander con 3500 residui. da qualche mese a questa parte non sono riuscito più a pagare, ora chiaramente ricevo telefonate tutti i giorni e lettere, mai raccomandate ad oggi, tutte minacciano di passare la mia pratica ai “recupero crediti”, Ora io ora non posso più pagare, mi pento di aver fatto tutti quei debiti per pagare le loro rate, ma ormai è fatto. Che mi consiglia di fare? io vorrei far passare le pratiche ai recupero crediti per poi magari trovare un accordo più vantaggioso nel pagamento. Il mio stipendio è di 1400 euro, ma con gli extra e carichi di famiglia arrivo a circa 2000 euro (non tutti i mesi). Ho una cessione del v di 320 euro e un delega di 220 euro, le rate in totale sono di 320+165+220+150 per un totale 855 euro + 320 + 220, in tutto circa 1400 di debiti. cioè tutto il mio stipendio base. Non ho proprietà immobiliari ma solo un auto di valore 3000 euro e i mobili di casa di valore 9000 euro. Abito in un alloggio gratuito da circa un anno per cui non pago quasi nulla d’affitto. Queste società possono informare il mio datore di lavoro della mia situazione debitoria? a che cosa posso andare in contro? e in che tempi? come ho già scritto ho moglie e figli a carico….. Grazie.

    • Simone di Saintjust 11 luglio 2013 at 07:21

      La cosa più ragionevole da fare nella sua situazione è ignorare le pretese dei creditori ed attendere che essi (non tutti ilo faranno) si attivino per il pignoramento del 20% dello stipendio. Lei pagherà il 20% dello stipendio per tutti i suoi debiti, tramite trattenuta operata dal datore di lavoro (pignoramento presso terzi). Ma, ho l’impressione che lei tema questa soluzione. Se è così lei ha ben poche chances per condurre una trattativa con i creditori, anche per un saldo stralcio. Perchè la minaccia di pignoramento dello stipendio è la classica pistola puntata alla tempia del debitore, se questi ritiene che un pignoramento presso terzi sia cosa disonorevole e da evitare ad ogni costo.

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