avviso di accertamento fiscale - avviso di accertamento bonario (comunicazione di irregolarità) e comunicazioni per la tax compliance

I bonifici dall’estero sono sempre elementi presuntivi di ricavi imponibili a meno che il destinatario degli accrediti non provi il contrario

Simonetta Folliero - 9 Maggio 2019

Qualora l'accertamento effettuato dall'Agenzia delle Entrate si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l'onere probatorio dell'Amministrazione è soddisfatto, secondo il Decreto del Presidente della Repubblica 600/1973, articolo 32, attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti, determinandosi un'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente. Ciò premesso, l'Agenzia, fornendo la prova che sul conto corrente del contribuente sono affluite ingenti somme per accreditamenti bancari dall'estero dimostra, in via presuntiva, la disponibilità in capo al contribuente di maggiori redditi tassabili, per cui spetta a quest’ultimo, sulla base di una prova, non generica ma analitica per ogni versamento bancario, [ ... leggi tutto » ]

I versamenti in conto corrente sono indici presuntivi di maggiore disponibilità reddituale per tutti i contribuenti

Giorgio Valli - 6 Aprile 2018

Dire che, ai fini fiscali, vale la presunzione legale per ogni versamento in conto corrente, significa, praticamente dover accettare le conseguenze derivanti dal fatto che, per il fisco, ogni versamento sul conto corrente del contribuente potrebbe indicare un maggior reddito non dichiarato. L'articolo 18 del DPR 600/1973 dispone, fra l'altro, che, per l'adempimento dei loro compiti, gli uffici delle imposte possono invitare i contribuenti a fornire dati ed informazioni rilevanti ai fini dell'accertamento fiscale nei loro confronti, anche relativamente alle operazioni annotate nei conti correnti e che possono altresì richiedere alle banche ed a Poste Italiane dati contabili relativi ai [ ... leggi tutto » ]

Controllate che il dentista o l’igienista indossino guanti sterili nuovi e vi forniscano bicchieri e boccagli aspira saliva monouso quando vi sottoponete a cure dentarie, perché qui si rischia il riuso

Giorgio Valli - 26 Febbraio 2018

Con l'ordinanza 4168/2018, i giudici della Corte di cassazione hanno dichiarato legittimo l'accertamento effettuato dall'Agenzia delle entrate e fondato sulla circostanza che, per il contribuente, era stata evidenziata una forte discrepanza tra l'entità del materiale di consumo utilizzato nell'esercizio della propria attività professionale di odontoiatra, indicativo di un correlativo numero di interventi sui pazienti, ed i ricavi denunciati nella dichiarazione sottoposta a rettifica. I giudici della Corte di cassazione hanno ritenuto che l'Amministrazione fiscale avesse legittimamente e coerentemente ricostruito il maggior reddito sulla base della quantità dei materiali usa e getta normalmente utilizzati nell'esecuzione delle singole prestazioni odontoiatriche (guanti sterili, [ ... leggi tutto » ]

Per il fisco gli accrediti in conto corrente sono sempre redditi imponibili: a carico del contribuente, sottoposto ad accertamento fiscale, l’onere di dimostrare il contrario, indicando la provenienza e la destinazione dei singoli movimenti nonché le diverse cause giustificative

Giorgio Valli - 11 Febbraio 2018

Come è noto, l'Agenzia delle Entrate può richiedere dati, notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto da banche e finanziarie con i propri clienti: il contribuente è tenuto a fornire non una prova generica, ma una prova analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle singole operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili. Infatti, i dati e gli elementi attinenti ai rapporti ed alle operazioni acquisiti e rilevati vengono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dalla normativa vigente, se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto [ ... leggi tutto » ]

Debiti tributari del defunto – ripartizione fra gli eredi e procedura di notifica

Giorgio Valli - 14 Ottobre 2017

Va innanzitutto premesso che in caso di successione di più eredi, per quanto riguarda i debiti acquisiti in vita dal defunto, si determina un frazionamento pro quota ereditaria dell'originario debito. Per l'avviso di accertamento intestato e diretto ad un contribuente deceduto, l'articolo 65 del dpr 600/1973 stabilisce che gli eredi del contribuente hanno l'obbligo di comunicare il decesso ed i propri nominativi, in modo che gli Uffici finanziari possano azionare direttamente nei confronti degli eredi le obbligazioni tributarie, il cui presupposto si sia verificato anteriormente alla morte del contribuente deceduto. Se tale comunicazione viene effettuata, gli atti impositivi devono essere [ ... leggi tutto » ]

Il lavoratore autonomo che riceve a corrispettivo un assegno il 30 dicembre non può emettere fattura a gennaio dell’anno successivo

Giorgio Valli - 27 Giugno 2017

Può un professionista, che riceve a corrispettivo un assegno datato 30 dicembre, emettere fattura nel gennaio dell'anno successivo adducendo come motivazione la circostanza che l'importo è stato reso disponibile dal traente solo a gennaio? Al quesito hanno risposto i giudici della Corte di cassazione con l'ordinanza 15439/2017. Secondo i giudici di legittimità, l'imputazione dei redditi da lavoro autonomo avviene secondo il principio di cassa ed è irrilevante che la somma portata dall'assegno avente data 30 dicembre sia stata resa disponibile con valuta nei primi giorni del mese di gennaio dell'anno successivo. La data di disponibilità dell'assegno, infatti, rileva esclusivamente per [ ... leggi tutto » ]

Come contestare un avviso di accertamento fiscale con la produzione della documentazione bancaria

Giorgio Valli - 20 Aprile 2017

Nelle ipotesi di omessa presentazione della dichiarazione da parte del contribuente, la legge abilita l'Ufficio delle imposte a servirsi di qualsiasi elemento probatorio ai fini dell'accertamento del reddito e, quindi, a determinarlo anche con metodo induttivo ed anche utilizzando, in deroga alla regola generale, presunzioni semplici prive dei requisiti di cui al dpr 600/1973. A fronte della legittima prova presuntiva offerta dall'Ufficio, incombe sul contribuente l'onere di dedurre e provare i fatti impeditivi, modificativi o estintivi della pretesa fiscale. Ma, quali requisiti deve avere la prova contraria, posta a carico del contribuente, per dimostrare assenza di redditi imponibili, ovvero che [ ... leggi tutto » ]

Se il contribuente vive con i genitori, godendo di alloggio e pasti gratuiti, l’accertamento sintetico deve tener conto della complessiva posizione reddituale dell’intero suo nucleo familiare

Giorgio Valli - 24 Gennaio 2017

Il fisco può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d'imposta, salva la prova che il relativo finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d'imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. La determinazione sintetica può essere altresì fondata sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva individuato mediante l'analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell'area territoriale [ ... leggi tutto » ]

Difetto di notifica dell’atto presupposto – implicazioni della scelta di impugnare il solo atto consequenziale o anche l’atto presupposto

Giorgio Valli - 10 Gennaio 2017

Atteso che la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria é assicurata mediante il rispetto di una sequenza procedimentale di determinati atti, con le relative notifiche, allo scopo di rendere possibile un efficace esercizio del diritto di difesa del destinatario, l'omissione della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell'atto consequenziale notificato. Poiché tale nullità può essere fatta valere dal contribuente mediante la scelta di impugnare solo l'atto consequenziale notificatogli (avviso di mora, cartella di pagamento, avviso di liquidazione), facendo valere il vizio derivante dall'omessa notifica dell'atto presupposto, o di impugnare cumulativamente anche [ ... leggi tutto » ]

Il ricorso tributario – tips and tricks

Giorgio Valli - 1 Gennaio 2017

Sì, è vero, possiamo sempre adire la Commissione Tributaria Provinciale (CTP) territorialmente competente (in base alla nostra residenza anagrafica o fiscale) per impugnare un avviso di liquidazione o di accertamento dell'Agenzia delle Entrate oppure una cartella di pagamento, originata da un presunto insufficiente od omesso versamento di tasse ed imposte, affidata ad Equitalia per la riscossione coattiva. Tuttavia, è necessario sapere che: Nel valutare l'opportunità di instaurare un contenzioso tributario, occorre comunque ponderare sia tempi che costi. Infatti, la proposizione di un ricorso comporta, nella maggior parte dei casi, costi aggiuntivi rappresentati dall'obbligo (per le controversie di valore superiore a [ ... leggi tutto » ]