Fuori corso i foglietti bollati e le marche da bollo per cambiali

Con decreto del 26 maggio 2009, pubblicato in gazzetta ufficiale il 9 giugno 2009, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha dichiarato fuori corso i foglietti bollati e le marche da bollo per cambiali. In particolare, vanno fuori corso i foglietti bollati per cambiali recanti l'importo dell'imposta assolta in lire euro e in euro e le marche da bollo per cambiali, il cui valore è espresso in lire, in lire-euro e in euro.

A partire dal 5 dicembre 2009, il contrassegno "telematico"  ha sostituito in modo stabile e definitivo la vecchia marca da bollo cartacea.

Nel dettaglio:

  1. La Finanziaria 2007 aveva previsto che a decorrere dal 1° gennaio 2007 i valori bollati non costituivano più un sistema di pagamento dell'imposta di bollo . Il Ministero, valutati i tempi per lo smaltimento delle scorte, con il decreto ministeriale25/05/07 aveva dichiarato fuori corso, dal 1° settembre 2007 i valori bollati con importi espressi in lire, in lire-euro ed in euro. Il medesimo provvedimento, però, non aveva dichiarato il fuori corso dei foglietti bollati per cambiali e le marche da bollo per cambiali che, dunque, mantenevano la loro validità;
  2. l"articolo 1 del Decreto 26/05/09, dispone che a decorrere dal centottantesimo giorno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, (vale a dire dal 5 Dicembre 2009) i suddetti valori non avranno più diritto di circolare e prevede che, a decorrere dal 9 giugno 2009, possono essere avviate le procedure per la distruzione dei valori bollati non ancora distribuiti ai rivenditori ;
  3. a seguito dell'emanazione del decreto ministerialeè previsto che vi sia il solo foglietto per cambiali privo, al momento dell'acquisto, del valore del bollo e sul quale dovrà essere apposto il contrassegno telematico rilasciato dagli intermediari convenzionati con l'Agenzia delle Entrate (rivenditori di generi di monopolio e altri soggetti autorizzati alla vendita), attestante il pagamento dell'imposta dovuta.

Si ricorda che la cambiale è un titolo di credito all'ordine ed attribuisce al legittimo possessore il diritto incondizionato a farsi pagare una somma determinata alla scadenza indicata.

Il titolo nel quale manchi uno dei seguenti requisiti non vale come cambiale (artt. 2 e 101 della “legge cambiaria” - regio decreto 14 dicembre 1933, numero 1669 e successive modificazioni):

a) la denominazione di cambiale;
b) la promessa incondizionata o l'ordine incondizionato di pagare una somma determinata;
c) il nome del beneficiario (pagherò) o del trattario (tratta);
d) il nome del debitore, con l'indicazione del luogo e data di nascita e/o codice fiscale;
e) la sottoscrizione dell'emittente o del traente.

Il contrassegno ha elevatissime caratteristiche di sicurezza, in quanto presenta appositi punti di strappo che ne impediscono il distacco dall'atto senza che lo stesso si laceri, e i dati relativi a ogni valore emesso sono acquisiti dall'Agenzia delle Entrate tramite il gestore informatico del servizio, consentendo di individuare eventuali contraffazioni.

I contrassegni telematici non devono essere più annullati alle Poste.

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