Mancato pagamento di un assegno - Protesto e azione di regresso

Abbiamo già detto che i soggetti responsabili del pagamento sono il traente, i giranti e i loro eventuali avallanti, soggetti che rispondono in solido dell'obbligazione.

Il beneficiario/portatore può agire contro questi soggetti (individualmente o congiuntamente senza dover per forza osservare l'ordine nel quale si sono obbligati), nel caso in cui l'assegno non venga pagato, tramite un'azione detta "di regresso". Tale azione, essendo l'assegno un titolo esecutivo, è tipicamente quella esecutiva che inizia con l'atto di precetto (un'intimazione formale a pagare) per finire col pignoramento e la vendita forzata dei beni del debitore.

Se il portatore agisce direttamente contro il traente, tipicamente nel caso di assegno senza girate, non sono necessarie particolari formalità e non è necessario nè che l'assegno sia stato presentato tempestivamente nè che venga levato il protesto.

L'azione di regresso fatto contro gli altri obbligati (i giranti e i loro avallanti) è invece condizionata sia alla presentazione dell'assegno entro i termini sia alla levata del protesto o all'emissione di una dichiarazione della banca detta "constatazione equivalente".

Il protesto è un atto pubblico, redatto da un notaio, pubblico ufficiale o segretario comunale, nel quale si accerta in forma solenne l'avvenuta presentazione del titolo in tempo utile ed il conseguente rifiuto della banca di pagare. La "constatazione equivalente" è invece una dichiarazione del trattario (la Banca che deve pagare) posta sull'assegno con indicazione del luogo e giorno della presentazione.

Tale dichiarazione (datata ed attestante che l'assegno è stato trasmesso in tempo utile e non pagato) può anche essere emessa da una "stanza di compensazione", ovvero da uno degli uffici che si occupano della regolamentazione dei rapporti di credito/debito tra le varie Banche.

Sia il protesto che la constatazione equivalente devono farsi prima che sia scaduto il termine di presentazione dell'assegno al pagamento (si veda la sezione "Pagamento").

Il portatore potrà pretendere, oltre all'importo dell'assegno, gli interessi legali (calcolati dal giorno della presentazione) nonchè le eventuali spese relative al protesto o alla constatazione equivalente.

Dal momento in cui il soggetto che subisce l'azione paga, questi può pretendere la consegna dell'assegno quietanziato, col protesto o con la constatazione equivalente.

Se a pagare è il girante, questi può cancellare la propria girata nonchè quella dei giranti successivi.

L'azione di regresso si prescrive in sei mesi dalla scadenza del termine di presentazione dell'assegno al pagamento. Le azioni tra i diversi obbligati al pagamento (giranti) si prescrivono invece in sei mesi dal giorno in cui l'obbligato ha pagato o dal giorno in cui l'azione di regresso è stata promossa contro di lui.

Decorsi i sei mesi rimangono comunque fattibili l'azione causale e l'azione di arricchimento.

L'azione causale è quella legata al rapporto che ha dato causa all'emissione dell'assegno (poggiato su una fattura, un contratto, etc.) fattibile utilizzando l'assegno semplicemente come prova sulla cui base ottenere in sede giudiziaria un provvedimento esecutivo, tipicamente un decreto ingiuntivo.

L'azione di arricchimento, è invece quella fatta contro il traente o il girante per cercare di ottenere il rimborso della somma della quale tali soggetti si sono indebitamente arricchiti a danno del beneficiario (o portatore). Si tratta di un'azione la cui fattibilità è valutabile solo con l'aiuto di un legale, e che si prescrive nel termine di un anno dal giorno della perdita dell'azione di regresso.

Ambedue le azioni sono fattibili in Tribunale con l'intermediazione di un avvocato che è bene consultare fin dalle prime fasi valutative.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere cliccando questo link. Potrai utilizzare le tue credenziali social oppure accedere velocemente come utente anonimo.

  • beppe666 19 giugno 2013 at 14:19

    Mi è stata recapitata una raccomandata dalla prefettura in cui mi si contesta l’emissione di assegno senza autorizzazione. Preciso che questo assegno è stato pagato con bonifico e che un notaio mi ha consegnato l’assegno rimasto impagato con su scritto annullato, con timbro banca e notaio. Cosa mi consigliate di fare?

    • Simone di Saintjust 19 giugno 2013 at 15:28

      Mi sembra di capire che lei abbia emesso un assegno senza autorizzazione. E che, accortosi dell’errore, abbia poi richiamato l’assegno e proceduto al pagamento tramite bonifico.

      Purtroppo, capita spesso che l’impiegato di banca troppo zelante proceda comunque alla segnalazione al Prefetto.

      Se ritiene, tuttavia, di essere stato oggetto di una segnalazione illegittima, può provare a presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Il ricorso può essere inoltrato con raccomandata AR, allegando anche la documentazione che ritiene probante alle sue ragioni.

      Non serve il supporto di legali et similia. Qui troverà tutte le informazioni necessarie.

  • Rosaria Proietti 25 aprile 2012 at 16:58

    L’assegno puo’ essere pagabile ad una persona determinata o al portatore. Se non viene indicato niente, il titolo si intende emesso al portatore. L’assegno puo’ anche essere emesso all’ordine dello stesso traente (tramite la formula “mio proprio” o simili), generalmente allo scopo di prelevare contanti allo sportello.

    La scadenza del termine non impedisce di per se’ la presentazione dell’assegno al pagamento e la riscossione dello stesso da parte del portatore.

    • Rosario Scarnecchia 27 novembre 2016 at 16:58

      Va aggiunto che il traente (colui che ha emesso l’assegno), può cautelarsi rispetto ad una tardiva presentazione disponendo alla propria banca, per iscritto, la revoca dell’ordine di pagamento, dopo la scadenza dei termini di presentazione.

      Cosi’ facendo impedisce alla banca sia di pagare il titolo presentato in ritardo, sia di protestarlo, liberandola da ogni responsabilità al riguardo.

  • sara 25 novembre 2009 at 17:11

    per accordi con il contraente – pura cortesia – il mio cliente non ha mai incassato l’assegno. Ma non è stato debitamente pagato per cui mi chiedo:posso fare un precetto su qs assegno(che però è scaduto) o devo fare ricorso per decreto ingiuntivo?
    perfavore una risposta celere…grazie!

    • c0cc0bill 25 novembre 2009 at 18:16

      Se il portatore/beneficiario agisce direttamente contro il traente – tipicamente nel caso di assegno senza girate – non sono necessarie particolari formalita’ e non e’ necessario ne’ che l’assegno sia stato presentato tempestivamente ne’ che venga levato il protesto.

      Può procedere con l’atto di precetto.

  • antonio 24 settembre 2009 at 10:15

    ho ricevuto un assegno (poste italiane) postdatato e vorrei incassarlo subito. Perchè sia le poste che la mia banca mi dicono che non è possibile? loro ritengono che l’ssegno è irregolare e quindi non può essere incassato.
    è così?
    distinti saluti
    antonio la torre

    • c0cc0bill 24 settembre 2009 at 11:28

      Se l’assegno è irregolare non può certamente essere incassato

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca