I tributi locali in unica imposta: la IUC

L'imposta unica comunale (IUC) è uno dei tributi locali il cui presupposto è costituito dal possesso o dalla occupazione, a vario titolo, di immobili ubicati nel comune, in sostituzione di imposte ora soppresse, in particolare l'IMU sulla abitazione principale e la Tassa per la raccolta dei rifiuti.

La IUC, introdotta dalla legge di stabilità 2014, è una imposta destinata al comune e articolata in tre distinti tributi, con differenti presupposti impositivi: la TARI, la TASI, l'IMU.

Si tratta pertanto di una imposta dalle molteplici caratteristiche, avente, da un lato, natura patrimoniale, analogamente all'IMU, in quanto imposta dovuta da chi possieda un immobile non adibito a prima casa e non di lusso, dall'altro di tassa sui servizi, come la le precedenti tasse sui rifiuti (TARSU, TIA, TARES).

L'Imu è l'imposta municipale già in vigore dal 2012, con alcuni piccoli ritocchi che hanno resa definitiva l'esenzione della casa di abitazione. La Tari e la Tasi vanno a sostituire la Tares, abrogata dal 2014.

Le norme sulla IUC sono contenute nella Legge di Stabilità 2014 che ne regola, come di prassi, gli aspetti generali. Tali norme devono poi essere completate dai regolamenti dei singoli comuni che devono dettagliare le modalità di applicazione (tariffe, riduzioni) e riscossione (scadenze delle rate, modalità di pagamento) dei singoli tributi.

I regolamenti comunali della Iuc

Come accennato in premessa, le disposizioni della legge di stabilità devono essere completate dai regolamenti comunali che dovranno dettagliare l'applicazione della IUC e delle sue componenti IMU, TARI e TASI.

I regolamenti, una volta adottati, devono essere comunicati telematicamente al Ministero dell'economia e finanze (MEF) per la pubblicazione sull'apposito sito web.

Per i tributi locali in generale, come per la Tari, l'efficacia dei regolamenti è legata alla loro approvazione e pubblicazione sul sito del comune.

La pubblicazione sul sito del Ministero dell'Economia, invece, deve avvenire entro 30 giorni dalla deliberazione, ed è meramente informativa, fatta eccezione per l'IMU e la TASI per le quali la pubblicazione sul suddetto sito è condizione di efficacia del regolamento.

le aliquote comunali Imu applicabili per l'anno in corso sono efficaci, per la seconda rata di conguaglio, solo se pubblicate sul sito suddetto entro il 28/10.

Da notare che la data ultima di adozione del regolamento IUC (ovvero dei regolamenti delle singole componenti) è il 31/7/2014, salvo ulteriori proroghe.

La dichiarazione della Iuc

Come abbiamo detto la Iuc è una tassa composta, ma la dichiarazione che i soggetti passivi devono presentare dovrebbe essere univoca.

Ciò dipende molto dai comuni, i quali possono differenziarla per tipo di tributo o prevederne una che raggruppa tutti e tre i tributi o solo due, generalmente Tari e Tasi, lasciando la dichiarazione Imu a parte.

Il termine di presentazione è il 30 Giugno dell'anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e/o delle aree assoggettabili ai tributi.

Nei casi di occupazione in comune la dichiarazione può essere presentata anche da uno solo degli occupanti.

La dichiarazione, che si deve presentare compilando un modello messo a disposizione dal comune, vale anche per gli anni successivi a meno che non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati a cui consegua un diverso ammontare dei tributi.

In questo caso si deve presentare una nuova dichiarazione, sempre entro il 30 Giugno dell'anno successivo a quello in cui sono intervenute le variazioni.

Nelle dichiarazioni riguardanti le unità immobiliari a destinazione ordinaria (tutta la categoria catastale A, comprese quindi le abitazioni) devono essere indicati come minimo i dati catastali, il numero civico di ubicazione dell'immobile e il numero dell'interno, ove esistente.

Ai fini della Tari, invece, restano fermi i dati delle superfici dichiarate o accertate ai fini delle precedenti imposte dei rifiuti (tarsu, tia, tares).

Per la Tasi, infine, si applicano le disposizioni concernenti la presentazione della dichiarazione IMU.

Da ciò si desume che se non sono intervenute modifiche ai dati rilevanti ai fini delle vecchie tasse sui rifiuti o ai fini IMU la nuova dichiarazione non è necessaria. Lo diventa in caso contrario.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su i tributi locali in unica imposta: la iuc.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • Guerrino Sbardella 15 febbraio 2015 at 09:32

    Il giorno 12 gennaio 2015 ho ricevuto una cartella di pagamento TARSU da parte del comune dove risiedo di ben 666 euro con pagamento in una sola soluzione, riguardante gli anni 2009/2010 2011/2012. L'anno 2009 deve essere pagato?

    • Ludmilla Karadzic 15 febbraio 2015 at 10:23

      Per quel che attiene l'accertamento delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti dei tributi locali, il Comune deve notificare al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato – a pena di decadenza – entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

      Pertanto, il temine di decadenza per l'avviso di accertamento per l'anno 2009 è il 31 dicembre 2014.

      Se lei si reca presso gli uffici comunali preposti alla riscossione della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, chiedendo, com'è suo diritto, l'ostensione della ricevuta di spedizione dell'avviso di accertamento che le è stato recapitato il 12 gennaio 2015, molto probabilmente, vi troverà indicata la data di uno degli ultimi giorni del dicembre 2014.

      E tanto basta al mittente per essere in regola con i termini di decadenza fissati per legge, indipendentemente dalla data in cui l'avviso di accertamento è stato effettivamente consegnato dal postino al destinatario.