Piero Ciottoli

Cominciamo subito col dire - solo per non confondere eventuali lettori della discussione - che il dott. Petrella ha parlato di vincoli affettivi, di affinità o parentela che in genere vengono assunti esistere, salvo dichiarazioni contrarie dell'interessato, per aggregarlo alla famiglia anagrafica ospite in occasione di trasferimenti di residenze.

I vincoli di affinità sono quelli che intercorrono con i parenti acquisiti (suocero, suocera, nuora, genero, cognato ecc.).

Per quanto attiene gli altri interrogativi che lei pone, non so darle risposta senza cadere nella politica. Il nostro è uno stato clericale a tutti gli effetti, dove le unioni di fatto non hanno pari dignità di quelle tradizionali riconosciute da Stato o Chiesa.

Bisognerebbe domandarsi anche perchè la chiesa cattolica non paga l'ICI per edifici non propriamente dedicati al culto. O perchè l'istruzione privata nelle scuole private gestite dalla chiesa cattolica venga erogata da docenti pagati dallo Stato, ma scelti dai vescovi.

In alcune regioni italiane, addirittura, per l'esenzione ticket non viene considerato il nucleo familiare ISEE ma quello fiscale.

Ma quali soggetti sono stati penalizzati dall'adozione del nucleo familiare fiscale al posto del nucleo familiare ISEE?

Come le dicevo, è dai tempi remoti dei patti lateranensi che subiamo una intollerabile ingerenza della chiesa cattolica negli affari di stato ed assistiamo alle esternazioni (purtroppo) influenti di un clero aduso a "predicare bene e razzolare male", compiacente verso i ricchi ed i potenti, ma colpevolmente silente ed indulgente (in cambio di qualche sostanziosa prebenda, come appunto l'esenzione al pagamento dell'ICI sugli immobili di proprietà della Chiesa) quanto a comportamenti e condotte che avrebbero fatto rivoltare Gesù nella tomba, se non fosse resuscitato.

Se, di tanto in tanto, costretti malvolentieri da eventi innegabili e non mistificabili dai tiggì, i prelati muovono una flebile voce di ammonimento, non si capisce mai a chi tale ammonimento sia rivolto.

Giusto per consentire a qualche saltimbanco da circo di andare in televisione per riferire ed annunciare, come vangelo, l'interpretazione autentica: il porporato si riferiva immancabilmente a tutti coloro che mangiano carne di venerdì, non osservano il precetto pasquale, la domenica non si recano a messa, non confessano i propri settimanali peccati e non prendono la santa eucarestia ...

Appunto, fra coloro che vivono ai margini dell'etica e della morale cattolica, ed aggiungiamo dell'ipocrisia cattolica (quella contestualizzata ed opportunamente adattata da monsignor Fisichella, giusto per capirci) le vittime del nucleo familiare fiscale: le unioni di fatto con prole.

Infatti Compongono il nucleo familiare fiscale, oltre al coniuge non legalmente ed effettivamente separato, le persone a carico per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia in quanto titolari di un reddito non superiore ad Euro 2.840,51.

Esempio di applicazione: madre senza reddito convivente con figli minore e padre naturale non convivente. Il nucleo familiare ISEE sarebbe costituito dalla madre e dai figli soltanto, con reddito familiare nullo. Ma se il padre naturale, non convivente, percepisce reddito e gode delle detrazioni IRPEF per i figli, il nucleo familiare fiscale va a comprendere madre, padre e figli (il nucleo familiare fiscale non potrebbe essere costituito solo dal padre naturale e dai figli minori, essendo questi ultimi presenti nello stato di famiglia della madre).

L'effetto (in?)desiderato ed iniquo è rappresentato dal reddito familiare fiscale calcolato, di conseguenza, da quello del padre naturale. Questo anche se, come quasi sempre accade, il padre naturale non contribuisce in alcun modo al mantenimento dei figli.

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