Quali sono gli atti impugnabili quando di propone ricorso presso una Ctp

Chiariamo quali sono gli atti impugnabili per la presentazione di un ricorso tributario presso una Ctp (Commissione Tributaria Provinciale).

Sono impugnabili tutti gli atti dell'amministrazione finanziaria (il ministero delle Finanze, le agenzie delle Entrate) dell'ente locale (Regione, Provincia, Comune), oppure del concessionario della riscossione (Equitalia, Cerit, etc.etc.).

Questi possono essere:

  • avviso di accertamento o di liquidazione del tributo (compresi gli "avvisi bonari", ovvero le semplici comunicazioni con cui l'amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, con o senza intimazione di pagamento, vedi sentenza Cassazione numero 16293/2007);
  • provvedimento che irroga le sanzioni;
  • ruolo e cartella esattoriale;
  • avviso di mora;
  • uno o più atti attinenti il classamento di immobili e l'attribuzione della relativa rendita (variazione di rendita catastale);
  • rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi non dovuti;
  • diniego o revoca di agevolazioni;
  • iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'articolo 77 del Dpr numero 602/73 ;
  • fermo di beni mobili registrati di cui all'articolo 86 del Dpr numero 602/73 (*);
  • tutti gli altri atti per i quali è consentito di ricorrere alla commissione.

Per quanto attiene il fermo dei beni mobili registrati di cui all'articolo 86 del Dpr numero 602/73, bisogna aggiungere che si tratta delle procedure amministrative di esecuzione forzata che possono scattare qualora una cartella esattoriale non risulti nè pagata nè contestata nei termini previsti (60 giorni dalla notifica). Il decreto Bersani, in sede di conversione in legge, ha stabilito che la competenza per i ricorsi è appunto il giudice tributario (d.l.223/06 convertito nella legge 248/06).

Gli atti notificati devono contenere l'indicazione del termine entro il quale il ricorso deve essere proposto e della commissione tributaria competente; gli atti (o le procedure) di cui sopra possono essere impugnati -anche autonomamente- solo per vizi propri, di forma o di notifica. La mancata notifica di atti autonomamente impugnabili adottati precedentemente all'atto notificato ne consente l'impugnazione unitamente a quest'ultimo (per esempio l'avviso di mora insieme alla cartella esattoriale precedentemente non notificata). (Fonte: decreto legislativo 546/92 articolo 19 commi 2 e 3).

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