Cosa è la regolazione giudiziale dei debiti

Quando tutti gli sforzi per una regolazione extragiudiziale dei debiti sono falliti, il creditore può avviare l'esecuzione forzata nei confronti del debitore. Ai sensi dell'articolo 2910 del codice civile il creditore, per conseguire quanto gli è dovuto, può fare espropriare i beni del debitore, secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile. Il creditore può scegliere tra diverse procedure esecutive (pignoramento presso terzi, pignoramento mobiliare o immobiliare), dando inizio anche a più procedimenti contemporaneamente.

Consiglio: cercate di trattare con i creditori, in quanto fino al pignoramento o alla prima udienza nel pignoramento immobiliare è sempre conveniente. L'esecuzione forzata può essere promossa soltanto in forza di un titolo esecutivo per un credito certo, liquido ed esigibile. I titoli esecutivi ai sensi dell'articolo 474 codice di procedura civile sono:

  1. le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva;
  2. le cambiali, nonché gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente la stessa efficacia;
  3. gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli. Inoltre dal momento dell'entrata in vigore del d.l. 35/2005 sono considerati titoli esecutivi anche le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute, ad es. un contratto di mutuo tra privati, le cui firme siano state autenticate.

Soltanto chi è in possesso di un titolo esecutivo o chi ha ottenuto dal Tribunale tramite il proprio legale un decreto ingiuntivo - al quale il debitore non si è opposto entro 40 giorni - può notificare allo stesso l‘atto di precetto.

Dal momento della notifica del precetto il debitore ha 10 giorni per pagare; se non paga, il creditore può notificare al debitore il pignoramento entro 90 giorni dalla notifica del precetto. Solo qualora siano ravvisabili obiezioni legali rilevanti al pagamento di quanto ingiunto, perché il debitore sostiene che il pagamento non sia dovuto o l‘importo del credito non sia esatto, lo stesso potrà opporsi al decreto ingiuntivo entro 40 giorni dall'avvenuta notifica del decreto.

Trascorsi i 40 giorni senza che il debitore si sia opposto al decreto ingiuntivo, quest’ultimo viene dichiarato esecutivo e non può più essere impugnato. Se il credito fatto valere dal creditore con il decreto ingiuntivo sussiste, non ha senso ricorrere ai mezzi giuridici (fare opposizione), mentre è indispensabile cercare il confronto con il creditore su delle proposte di pagamento o rivolgersi al servizio consulenza debitori.

Consiglio: Quando si nutrono dubbi circa la correttezza e la legittimità dell‘ingiunzione ricevuta, è importante lasciarsi consigliare in diritto. È possibile fare opposizione solo tramite un avvocato.

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