Recupero crediti in ambito comunitario - Le controversie transfrontaliere civili nell'Unione europea

Vi è già capitato di fare acquisti su Internet da un altro paese dell'Unione europea, che poi non avete più ricevuto? O di comprare un computer in vacanza per scoprire, arrivati a casa, che non funziona? O ancora di avere affidato la ristrutturazione della casa di villeggiatura a un'impresa che non ha lavorato come doveva? Sono classiche situazioni, queste, in cui di solito si va per le vie legali. Ma cosa fare se il commerciante o la persona contro cui volete fare causa risiedono in un altro Stato membro? L'Unione europea ha predisposto tutto un corpus di leggi il cui scopo è aiutare il cittadino a districarsi nelle controversie transfrontaliere.

La presente guida ne illustra alcune e spiega i principi sui cui si fondano, in modo che chiunque possa scegliere se ricorrere a tali leggi ed eventualmente sappia dove procurarsi i moduli e tutte le informazioni necessarie. La guida riguarda solo le cause civili e commerciali e non tratta né di diritto penale o diritto di famiglia, né di fallimenti o successioni. Inoltre, non si applica alla Danimarca*.

Adire le vie legali è fonte di stress, richiede tempo e denaro. È meglio prima cercare un accordo consensuale, tentare i modi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR - Alternative Dispute Resolution) o la via della mediazione. Se tutto ciò non dà i risultati sperati, è bene assicurarsi di conoscere il nome e l'indirizzo esatti del la persona contro cui si intende fare causa, cercare di sapere se dispone dei mezzi per pagare poiché altrimenti non avrebbe molto senso intraprendere un'azione legale.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Annapaola Ferri 9 dicembre 2013 at 12:14

    Recupero crediti più facile nell'Unione europea. I ministri della Giustizia, con l'Italia rappresentata dal sottosegretario Giuseppe Berretta, hanno raggiunto un accordo per la creazione di un Ordine europeo di sequestro conservativo che, in attesa del giudizio definitivo sulla esigibilità del credito, permetterà il congelamento dei conti del debitore anche prima di ottenere un titolo esecutivo.Potranno essere emesse ordinanze senza che il debitore venga previamente informato garantendo l'effetto sorpresa.

    Secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, grazie all'Ordine europeo di sequestro cautelativo, i creditori potranno rivolgersi alle autorità del paese del debitore e – quando ci sono evidenti motivi di ragione – sfruttare l'effetto sorpresa ed impedire che il debitore moroso svuoti i suoi conti bancari e lasci insolute le fatture portate all'incasso, un fenomeno che fa volatilizzare qualcosa come 600 milioni di euro l'anno per cancellazioni di credito ingiustificate. Ma è per evitare gli effetti negativi di possibili “cause temerarie” che il creditore dovrà versare il deposito.

    Prevista anche la creazione di autorità nazionali ai quali il creditore potrà rivolgersi per ottenere informazioni bancarie sul debitore ed individuare così tutti i suoi conti. L'Italia, ha spiegato il sottosegretario, ha cercato di tutelare la privacy “pressando” ed ottenendo che l'accesso alle informazioni sia però limitato solo alla fase in cui il creditore abbia già ottenuto un titolo esecutivo nel paese del debitore.