Lesione della privacy del debitore - Che cosa è e quali diritti tutela la segnalazione all'Autorità per la tutela della privacy

Quando non è possibile inoltrare un reclamo all'Autorità per la tutela della privacy perchè, tanto per fare un esempio, non si dispone delle informazioni dettagliate, si può inviare una segnalazione (articolo 141, comma 1, lettera b)), fornendo elementi utili per un eventuale intervento dell'Autorità volto a controllare l'applicazione della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali.

Modalità per la presentazione

La segnalazione può essere proposta in carta libera e non è necessario seguire particolari formalità. Possono essere utilizzati i recapiti indicati nella sezione “Contatti”.

Gratuità

La presentazione di una segnalazione è gratuita.

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Commenti e domande dei lettori

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  • hyland 24 luglio 2013 at 16:54

    Buonasera a tutti e spero, in questo forum, di trovare una risposta al mio problema.
    Ho ricevuto la telefonata (molto gentile) di un'addetta di una società di recupero crediti per conto di un banca che, prima di richiedermi le modalità con cui avrei voluto rientrare dal debito, mi ha elencato perfettamente tutti i miei dati riguardanti il reddito, il luogo di lavoro e il nome dell'azienda per cui lavoro. I dati in oggetto sono stati forniti direttamente dal datore di lavoro. Vorrei sapere se è lecito questo "trasferimento" di dati sensibili o se da qualche parte è stato commesso, diciamo...un errore!!.
    Grazie.

    • Simone di Saintjust 24 luglio 2013 at 18:06

      La procedura di pignoramento presso terzi prevede che il creditore si procuri un decreto ingiuntivo presso il tribunale, preposto a vagliare la legittimità della pretesa. Poi, munito di precetto, egli può ingiungere al datore di lavoro di presentarsi al giudice e fornire tutte le informazioni necessarie per consentire la corretta definizione della quota dello stipendio da pignorare, nei limiti previsti dalla legge (reddito percepito dal debitore nonché l'importo di eventuali pignoramenti preesistenti e di cessioni del quinto in corso).

      L'approccio diretto al datore di lavoro messo in atto dal creditore, privo di titolo esecutivo (decreto ingiuntivo e precetto), integra una palese violazione della privacy. Che può essere sanzionata dal Garante, qualora il datore di lavoro sia disposto ad ammettere il contatto ravvicinato del "terzo tipo".

      Insomma, il primo, grave, errore lo ha commesso il creditore. Certo, il datore di lavoro non ha lesinato le informazioni, ma può ben invocare di essere stato contattato e di aver creduto, in buona fede, che le richieste avanzate dall'interlocutore fossero legittime.

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