Recupero crediti – non sono leciti comportamenti lesivi della dignità e della privacy del debitore

Messaggi telefonici preregistrati che intimano a pagare, messaggi affissi sulla porta visibili a tutto il condominio. L'attività di recupero crediti ha assunto in Italia modalità più consone a scagnozzi e usurai che a società specializzate, operanti per conto di grandi aziende, finanziarie e/o fornitrici di servizi.

Per porre freno a questo andazzo, l'Autorità per la tutela della privacy ha emanato un provvedimento a carattere generale che detta i principi a cui si devono attenere gli operatori del settore.

L'intervento dell'Autorità per la tutela della privacy è giunto al termine di accertamenti avviati a seguito di numerose segnalazioni sull'uso illecito dei dati personali nell'attività'di recupero crediti.

In particolare, veniva lamentato come attraverso gli incaricati venissero messe in atto modalità di ricerca, presa di contatto, sollecitazione al pagamento delle somme dovute, particolarmente invasive: visite a domicilio o sul posto di lavoro; reiterate sollecitazioni al telefono fisso o sul cellulare; telefonate preregistrate; invio di posta con l'indicazione all'esterno della scritta "recupero crediti" o "preavviso esecuzione notifica", fino all'affissione di avvisi di mora sulla porta di casa.

Spesso, inoltre, dati personali di intere famiglie risultavano inseriti nei data base del soggetto creditore o delle società di recupero crediti.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Assistenza gratuita e link a ritroso

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su recupero crediti – non sono leciti comportamenti lesivi della dignità e della privacy del debitore. Clicca qui.

Stai leggendo Recupero crediti – non sono leciti comportamenti lesivi della dignità e della privacy del debitore Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 17 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 16 marzo 2017 Classificato nella categoria privacy e dignità debitore Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Per un accesso rapido e anonimo puoi cliccare questo link. Ma puoi anche commentare o porre una domanda con le tue credenziali Facebook, Twitter, o Google+.

  • daros 2 marzo 2017 at 14:47

    Vorrei avere un Vostro consiglio su come comportarmi inerentemente ad un problema con un prestito del 2003 del quale ho bloccato i pagamenti, a suo tempo, poichè non erano state conteggiate alcune rate pagate con bollettino anzichè RID e che, nonostante le mie richieste, non sono state reinserite. Successivamente ho avuto dei problemi lavoratrivi a causa dei quali non ho potuto pagare le rimanenti rate.

    ….
    ….

    Secondo voi è stata violata la mia privacy e , nel caso, cosa posso fare per far valere i miei diritti. Secondo voi ho subito un danno morale che può essere risarcito oppure è tutto normale?

    • Simone di Saintjust 2 marzo 2017 at 15:26

      Caro Daniele, le abbiamo già risposto, e da tempo ormai, nel forum: precisamente qui.

  • hyland 24 luglio 2013 at 16:54

    Buonasera a tutti e spero, in questo forum, di trovare una risposta al mio problema.
    Ho ricevuto la telefonata (molto gentile) di un’addetta di una società di recupero crediti per conto di un banca che, prima di richiedermi le modalità con cui avrei voluto rientrare dal debito, mi ha elencato perfettamente tutti i miei dati riguardanti il reddito, il luogo di lavoro e il nome dell’azienda per cui lavoro. I dati in oggetto sono stati forniti direttamente dal datore di lavoro. Vorrei sapere se è lecito questo “trasferimento” di dati sensibili o se da qualche parte è stato commesso, diciamo…un errore!!.
    Grazie.

    • Simone di Saintjust 24 luglio 2013 at 18:06

      La procedura di pignoramento presso terzi prevede che il creditore si procuri un decreto ingiuntivo presso il tribunale, preposto a vagliare la legittimità della pretesa. Poi, munito di precetto, egli può ingiungere al datore di lavoro di presentarsi al giudice e fornire tutte le informazioni necessarie per consentire la corretta definizione della quota dello stipendio da pignorare, nei limiti previsti dalla legge (reddito percepito dal debitore nonché l’importo di eventuali pignoramenti preesistenti e di cessioni del quinto in corso).

      L’approccio diretto al datore di lavoro messo in atto dal creditore, privo di titolo esecutivo (decreto ingiuntivo e precetto), integra una palese violazione della privacy. Che può essere sanzionata dal Garante, qualora il datore di lavoro sia disposto ad ammettere il contatto ravvicinato del “terzo tipo”.

      Insomma, il primo, grave, errore lo ha commesso il creditore. Certo, il datore di lavoro non ha lesinato le informazioni, ma può ben invocare di essere stato contattato e di aver creduto, in buona fede, che le richieste avanzate dall’interlocutore fossero legittime.

  • giangigi 22 febbraio 2013 at 10:15

    Gentile Signora De Bellis,
    la ringrazio per i suoi consigli.
    Come diceva quel personaggio, la risposta è “la seconda che hai detto”.
    Stamane sono stato chiamato nuovamente dalla finanziaria e alle mie rimostranze su quanto già esposto, mi è stato risposto grosso modo che “avendo io stesso dato comunicazione dell’indirizzo del mio luogo di lavoro al momento della rischiesta del finanziamento, in pratica sarebbero autorizzati ad inviare l’esattore anche presso il mio luogo di lavoro”. La mia risposta è stata “Staremo a vedere” e provvederò oggi stesso ad inviare una diffida.
    Grazie ancora.

    • Ornella De Bellis 22 febbraio 2013 at 10:28

      Come lei ha già compreso, cosa che mi fa molto piacere, le affermazioni dell’addetto al call center sono libere chiacchiere al vento.

      Mettiamola così: al momento, l’unica azione lecita concessa al creditore, che non deve essere preventivamente concordata con lei, è la notifica del ricorso per decreto ingiuntivo.

      Anche la eventuale segnalazione del suo nominativo ad una Centrale Rischi, come CRIF, deve essere preceduta da un avviso ad adempiere inoltrato a lei con raccomandata AR.

  • giangigi 21 febbraio 2013 at 15:57

    Vengo subito al dunque, come per la maggior parte di noi, sto perdendo il lavoro e già da qualche mese mi è stato ridotto lo stipendio e non sono più in grado di far fronte ai miei debiti con due finanziarie. Oggi ho comunicato il fatto a una delle due che in risposta mi ha inviato un sms con questo contenuto: “Preso atto del mancato riscontro ai nostri solleciti bonari, le comunichiamodi aver predisposto la visita di un funzionario esattoriale presso il suo domicilio o in alternativa presso il posto di lavoro. Si renda reperibile onde evitare l’ulteriore aggravio di spese a suo carico. Ufficio…”
    Dagli articoli che ho letto mi pare di capire che potrei già appellarmi alle disposizioni del Garante della privacy, in quanto sembrerebbe che la procedura minacciata dalla società non sia esattamente in linea con queste ultime.
    Pensate che potrei cominciare a tutelarmi inviando una lettera alla società, citando il richiamo del Garante, ed invitandola ad attenersi allo stesso?
    Vi ringrazio anticipatamente anche per le indicazioni su come intervenire direttamente nel forum.

    • Ornella De Bellis 21 febbraio 2013 at 18:02

      Mi sembra di capire che lei abbia ricevuto un sms dall suo datore di lavoro, che minaccia di inviarle visita fiscale, causa assenza per malattia, e le chiede di rispettare la reperibilità di legge.

      Se, invece, è stata la finanziaria a scriverle Preso atto del mancato riscontro ai nostri solleciti bonari, le comunichiamo di aver predisposto la visita di un funzionario esattoriale presso il suo domicilio o in alternativa presso il posto di lavoro. Si renda reperibile onde evitare l’ulteriore aggravio di spese a suo carico. allora è proprio vero che non si finisce mai di imparare. Dalle formule giuridiche prese a prestito per intimorire i debitori con messaggi ingannevoli, adesso sono passati a scimmiottare le ASL.

      Inutile aggiungere che lei non è obbligato a ricevere funzionari esattoriali. E se dovessero farle lo scherzo “cinese” di inviare qualcuno sul luogo di lavoro, può immediatamente presentare esposti per violazione della privacy e molestie rispettivamente al Garante della privacy ed all’Autorità Giudiziaria.

  • ferdinando gattuccio 26 novembre 2009 at 11:38

    Stalking e recupero crediti

    Esattamente quattro anni fa, con provvedimento del 30 novembre 2005, il Garante per la protezione dei dati personali interveniva su alcune discutibili abitudini delle agenzie di recupero crediti, imponendo un piccolo codice comportamentale mirato alla tutela della dignità del presunto debitore.

    Ma se è vero che oggi le attività di recupero si concentrano sul solo debitore (non essendo dunque più consentita la pubblica gogna con tecniche subdole, mirate a far conoscere la morosità a colleghi, vicini e familiari), gli operatori osservano però quotidianamente una sempre maggiore aggressività (nel caso di chi scrive, sulla base dei racconti dei propri clienti): il presunto debitore viene assillato – soprattutto negli orari del riposo e più volte al giorno – a mezzo telefonate ed sms dal contenuto molto duro, quando non riceve addirittura continue visite di agenti (pur in forma ormai riservata, per fortuna) a casa o sul posto di lavoro.

    Ritengo che detti comportamenti – ovviamente non riferibili a tutte le società che operano nel settore – non siano compatibili con la recente disciplina del c.d. stalking, che sanziona le molestie assillanti. Sarebbe opportuno un nuovo intervento regolatore. cav. avv. Ferdinando Gattuccio

    • Anonimo 25 luglio 2010 at 19:13

      a me telefonano a tutte le ore anche dopo le 21 e pure di sabato e domenica, se non rispondo continuano imperterriti ad intervalli di un’ora o meno, anche se rispondo e dico che al momento non posso pagare, continuano tali e quali. Oggi alle 16.35 l’ultima (sempre con numero non disponibile naturalmente), registrata dall’operatore con mio consenso, ho subito detto che stavo proprio in quel momento scrivendo una lettera di intimazione (cosa vera), ho voluto nome e cognome del tizio, mi ha dato solo il nome ma si è rifiutato di darmi il cognome (bè tanto l’ha registrata), ha detto che il recupero crediti può telefonare a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno, in pratica a sentir loro sembra che ne abbiano diritto dato che sono in arretrato e loro devono recuperare… premetto che ho solo il cellulare e solo quel numero e me lo devo pur portare appresso quando esco. Non so se rientri nel stalking ma sicuramente facendo così mi rendono impossibile starmene tranquillo almeno di sabato e domenica, quando magari sto con amici.
      Spesso sono costretto a mettere a zero la suoneria e a volte perdo altre chiamate. Di cambiare numero non ci penso proprio. Ho o no il diritto a non essere tempestato di chiamate? Per di più anonime (potrebbe essere chiunque, anche se si sa ormai). Ultima cosa, nonostante il perfetto italiano, ha detto che chiamava dall’ufficio di Dublino… sarà mica che da là possono violare la privacy di quì?
      E tutto questo per una carta revolving.
      Posto la lettera che ho intenzione di trasmettere alla finanziaria:

      ****** 25 – 07 – 2010 – ore 16.35

      Spett.le Bar*****, in data e oario indicato, ricevo l’ennesima telefonata domenicale da uno dei vostri
      incaricati al recupero crediti (un certo sig. A*****, il cognome si è rifiutato di fornirmelo),
      telefonata registrata dal vostro operatore con mio consenso, che alla mia lamentela sul
      fatto che oggi è domenica, dice che il recupero crediti può chiamare in qualsiasi giorno
      anche di sabato e domenica e anche a tarda sera.
      So bene la mia posizione debitoria nei vs. confronti ma questo non giustifica l’utilizzo
      spropositato che state facendo o permettendo, del mio contatto telefonico, che come
      ben sapete è l’unico numero in mio possesso, chiamando più e più volte al giorno.
      Con la presente quindi vi intimo a non continuare, tramite vostri incaricati, uffici recupero
      crediti o chiunque per vostro conto e/o su vostre disposizioni, a tempestarmi di telefonate,
      a tutte le ore, sabato e domenica compresi al numero 392 *******.

      Sono esasperato dall’accanimento con il quale mi si telefona, ripeto, a tutte le ore, ripeto
      di sabato e anche di domenica, senza nessun rispetto per la mia libertà personale.

      Richiamando il provvedimento prodotto ai sensi dell’art. 154, comma 1, lett. c, da parte
      del Garante della Privacy del 30.11.05 “Liceità, correttezza e pertinenza nell’attività di
      recupero crediti”, ed in riferimento al medesimo, intimo voi e chi per voi a non contattarmi
      più, nè a voce nè con sms, al numero di cellulare 392 ******* (ripeto unico numero attivo
      in mio possesso), in quanto l’attività di recupero crediti telefonico si svolge attraverso
      modalità invasive ed insistenti, tali da incidere in maniera significativa sulla qualità della
      mia vita privata.

      Detto questo, fermo restando che ho coscienza dell’obbligo nei miei confronti di
      adempiere la prestazione creditizia da voi fornitami, vi informo nuovamente
      che riprenderò regolari pagamenti appena la mia situazione economica me lo consentirà.

      In base al D.Lgs 196/2003 Codice in materia di protezione dei dati personali,
      vi autorizzo al contatto esclusivamente tramite servizio postale all’indirizzo:
      *************, già in vostro possesso e solo attraverso plichi chiusi indicanti esclusivamente
      le informazioni strettamente necessarie all’individuazione del mittente, oppure tramite
      PEC (posta elettronica certificata) al seguente indirizzo e-mail:
      *******@****.it del quale vi autorizzo il trattamento.

      Appurato che ora di contatti per le vostre comunicazioni ne avete a sufficienza, qualora
      dovessi ricevere ulteriori contatti telefonici come sopra, adirò tutte le vie consentitemi
      dalle norme e dalle leggi in vigore al fine di tutelare i miei diritti alla privacy
      e alla tranquillità familiare e personale.

      Saluti.”

      Spero sia utile ad altri e se qualcuno ha migliorie da proporre saranno ben accette grazie.

    • cocco bill 25 luglio 2010 at 19:44

      Ciao Anonimo. Il tuo prezioso apporto di debitore esperto sarebbe ancor più efficace se erogato in questo forum.

      In ogni caso, grazie!

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca