Pratiche commerciali scorrette basate su azioni ingannevoli

E' considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:

  1. l'esistenza o la natura del prodotto;
  2. le caratteristiche principali del prodotto, quali la sua disponibilità, i vantaggi, i rischi, l'esecuzione, la composizione, gli accessori, l'assistenza postvendita al consumatore e il trattamento dei reclami, il metodo e la data di fabbricazione o della prestazione, la consegna, l'idoneità allo scopo, gli usi, la quantità, la descrizione, l'origine geografica o commerciale o i risultati che si possono attendere dal suo uso, o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sul prodotto;
  3. la portata degli impegni del professionista, i motivi della pratica commerciale e la natura del processo di vendita, qualsiasi dichiarazione o simbolo relativi alla sponsorizzazione o all'approvazione dirette o indirette del professionista o del prodotto;
  4. il prezzo o il modo in cui questo è calcolato o l'esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo;
  5. la necessità di una manutenzione, ricambio, sostituzione o riparazione;
  6. la natura, le qualifiche e i diritti del professionista o del suo agente, quali l'identità, il patrimonio, le capacità, lo status, il riconoscimento, l'affiliazione o i collegamenti e i diritti di proprietà industriale, commerciale o intellettuale o i premi e i riconoscimenti;
  7. i diritti del consumatore, incluso il diritto di sostituzione o di rimborso ai sensi dell'articolo 130 del presente Codice.

È altresì considerata ingannevole una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, induce o è idonea ad indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso e comporti:

  1. una qualsivoglia attività di commercializzazione del prodotto che ingenera confusione con i prodotti, i marchi, la denominazione sociale e altri segni distintivi di un concorrente, ivi compresa la pubblicità comparativa illecita;
  2. il mancato rispetto da parte del professionista degli impegni contenuti nei codici di condotta che il medesimo si è impegnato a rispettare, ove si tratti di un impegno fermo e verificabile, e il professionista indichi in una pratica commerciale che è vincolato dal codice.

E' considerata scorretta la pratica commerciale che, riguardando prodotti suscettibili di porre in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, omette di darne notizia in modo da indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza.

E' considerata scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario ovvero all'apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario.

E' considerata, altresì, scorretta la pratica commerciale che, in quanto suscettibile di raggiungere bambini ed adolescenti, può, anche indirettamente, minacciare la loro sicurezza.

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Commenti e domande dei lettori

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  • lucia001 1 febbraio 2013 at 13:19

    Il mio finanziamento per l'acquisto di un aiuto ha avuto a mio parere alcune omissioni, vorrei confrontarmi con voi per avere un riscontro:
    La finanziaria accettó miei documenti che comprovavano lavoro per una ditta estera, io a quel tempo stavo pianificando un ritorno in italia, lavoravo a distanza, e non avendo ancora spostata la mia residenza, misi l'indirizzo che avevo in Italia. Avevo un partime dipendente e partime con la mia firma. Nel prospetto del finanziamento misero lavoro in proprio (cosa che vidi solo quando cominciarono a sorgere i problemi), mi fecero pagare un'assicurazione di 1000 euro per eventuale copertura per perdita di lavoro che, al momento del licenziamento, mi dissero non era valida perche risultavo in proprio. Quando mi resi conto che non sarebbe valsa la pena venire in italia ho chiamato per alterare il mio indirizzo, e a fronte di alcuni problemi tecnici e di insoluzione, ho scoperto che la finanziaria non prevede rifinanziamenti, ne accodamenti di alcun tipo, con residenti all'estero. Di fronte alla mia difficolta di pagare la rata inizialmente stabilita hanno quindi chiuso tutte le porte ad altre trattative e mi hanno lasciata a piedi col debito. Nessuna di queste regole per risiedenti risulta nel contratto e non c'era modo di saperlo se non sperimentando sulla propria pelle! ho richiesto una mail ufficiale dove si elencano le direttive della finanziaria per questo tipo di situazioni, non ho ancora ricevuto risposta. Posso ricorrere con un avvocato, ci sono i presupposti? c'e un altro modo di rivalersi della scorrettezza fatta? grazie,
    saluti

    • Simone di Saintjust 1 febbraio 2013 at 13:52

      Santander cercherà di recuperare il credito. Lei verrà contattata direttamente da Santander o attraverso la società a cui Santander avrà affidato o ceduto il credito.

      Lei non pagherà.

      Forse (dipende dalla policy del momento) il creditore valuterà se procedere per decreto ingiuntivo, che, nel caso, le dovrà essere correttamente notificato. Lei avrà 40 giorni di tempo per contattare un avvocato, esporgli le sue ragioni e presentare opposizione chiedendo magari, in via riconvenzionale, il risarcimento dei danni.

      Io dubito molto che a Santander, o a chi per esso, convenga propendere per vie giudiziali. Se ciò tuttavia accadesse, la invito a dare la giusta importanza alla notifica del decreto ingiuntivo ed a presentare, anche a costo di un ulteriore sacrificio economico, la necessaria opposizione.

    • lucia001 3 febbraio 2013 at 01:35

      Grazie per la risposta. Ci potrebbe essere un blocco dei conti esteri come accennato in questo articolo http://indebitati.it/recupero-crediti-transfrontaliero-in-ambito-ue/? Non ho nulla a mio nome in Italia, ne all'estero, solo il conto bancario con cui esercito la mia professione.

    • Simone di Saintjust 3 febbraio 2013 at 07:47

      Tutto dipende dalle cifre in gioco e dalla convenienza economica dellà azione esecutiva. E, soprattutto, in ambito UE, resta privilegiato il recupero dei crediti di origine erariale.

      Ma, il blocco del conto corrente estero non può essere escluso. Anche per debiti verso una finanziaria.