Vendere casa per evitare pignoramento

Il Codice di Procedura Civile dispone che se la sentenza viene notificata al difensore presso il quale la parte ha eletto domicilio, la parte ha 30 giorni di tempo per appellare la sentenza, e questo è il cosiddetto termine breve.

In caso di mancata notifica, il termine per proporre appello, decorrente dalla pubblicazione della sentenza, è di un anno, a cui si aggiungono i 46 giorni tra il primo agosto e il 15 settembre, in cui i termini restano sospesi per il periodo feriale.

Se la vendita è effettuata a scopo precauzionale, per evitare eventuale ipoteca e successivo pignoramento ed espropriazione della casa, è bene non donarla o venderla fittiziamente a propri familiari.

10 gennaio 2013 · Tullio Solinas

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Commenti e domande dei lettori

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  • Gennaro Cafaro 8 aprile 2015 at 07:35

    In seguito ad una causa penale da me vinta e costituitomi parte civile per ottenere un risarcimento (vinta anche questa) il mio legale mi chiede solo di spese "vive" oltre 5000 euro e mi dice che i tempi per pignorare la casa del mio creditore vanno dai 5 ai 15 anni. Io sono un pensionato, ho 60 anni e stento ad arrivare a fine mese non ho figli e finora dal 2004 per questa storia ho sborsato con grande sacrificio moltissimi soldi. Ora che dovremmo essere alla fine mi sento dire che i tempi sono lunghissimi e ci vogliono ancora cifre per me da capogiro!!!!!! Ma per avere giustizia come si fa? Credevo fosse un diritto per un onesto cittadino.

    Sul danno la beffa!

    La mia causa dapprima penale è contro un individuo che mi ha aggredito e provocato lesioni più altri 7 reati per i quali fu a suo tempo condannato. Ma io QUANDO avrò giustizia e QUANDO sarò risarcito? Non posso continuare a sostenere le spese per il pignoramento e non credo vivrò abbastanza per vedere la fine di questa storia.

    Le chiedo ( oltre che qualsiasi consiglio lei voglia darmi) posso pretendere di pagare a storia finita una volta ottenuto il risarcimento? O devo rinunciare perdendo così tutto il denaro fin'ora speso dal 2004 e vedere perso il MIO DIRITTO per essermi rivolto alla legge come farebbe un cittadino onesto?

    Scusi il mio sfogo, ma sono disperato stanco, deluso.

    • Simone di Saintjust 8 aprile 2015 at 08:23

      Di solito non entriamo mai nel merito delle problematiche che intercorrono fra avvocato e cliente, perchè le vicende sono sempre molto articolate, complesse e le motivazioni di atti e comportamenti non possono essere esposte con compiutezza nelle poche righe di un commento.

      Qui, in merito alle sue lamentele, si può solo dire che fu introdotta con le liberalizzazioni del 2007 la legge che consentiva il patto di quota lite, in base al quale cliente ed avvocato potevano fissare, come onorario, una percentuale sull'indennizzo effettivamente percepito.

      Inutile aggiungere che la legge, a tutela dei cittadini, spesso "spremuti" dai propri legali, fu combattuta e vanificata, nel tempo, da lobbies, CNF e politici di parte.

      C'è anche da osservare che se la controparte possiede un immobile lo si pignora subito, a meno che il bene non sia stato confiscato dallo Stato, nel qual caso i tempi sono lunghi.

      Il suggerimento che mi sento di darle è quello di saldare il conto con l'attuale avvocato e poi rivolgersi ad un'associazione di consumatori presente sul territorio in cui lei vive: sarà così possibile avviare, sulla base delle due sentenze, azioni esecutive davvero efficaci, condotte da staff di professionisti a costi tutto sommato accessibili.