Il nuovo regime forfetario in vigore dal primo gennaio 2016

Dal primo gennaio 2016 coloro che intendono avviare una nuova piccola impresa o attività professionale (aprendo una partita IVA) possono accedere al nuovo regime forfetario semplificato, introdotto dalla Legge di stabilità 2016.

In questo modo, viene meno l'esigenza di rivolgersi a commercialisti e fiscalisti per la tenuta delle scritture contabili e per il controllo delle scadenze e degli importi da versare all'Agenzia delle entrate.

Con il nuovo regime forfetario, infatti, l'IRPEF, le addizionali regionali e comunali e l'Irap vengono tutte rimpiazzate da un'aliquota sostitutiva unica, fissata, per i primi cinque anni, al 5% sul reddito imponibile calcolato forfettariamente sull'ammontare dei ricavi o dei compensi. Dal sesto anno in poi, l'aliquota salirà al 15%.

Il reddito forfetario imponibile è determinato applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti per l'esercizio dell'attività, un coefficiente di redditività, diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attività avviata (ad esempio il coefficiente di redditività e del 78% per i professionisti, del 40% per i commercianti). Sul reddito forfetario imponibile così ottenuto, si deducono gli eventuali contributi previdenziali obbligatori. Per la determinazione del prelievo fiscale, si considera il reddito forfetario imponibile, al netto dei contributi previdenziali obbligatori corrisposti, e si applica semplicemente un'imposta sostitutiva pari al 5% (per i primi cinque anni - poi del 15%).

In pratica, il reddito forfetario imponibile si determina moltiplicando il reddito imponibile per una percentuale di redditività (variabile in funzione del codice ATECO che contraddistingue l'attività intrapresa) che include la forfetizzazione dei costi sostenuti. Al reddito forfetario imponibile, dedotti gli eventuali oneri contributivi, si applica, nel corso dei primi cinque anni di adozione del regime fiscale, un'aliquota sostitutiva del 5% per determinare l'imposta complessiva dovuta all'erario.

Facciamo un esempio. Fatture emesse per un totale di 100 euro nell'ambito di un'attività il cui codice ATECO prevede un coefficiente di redditività pari al 70%. Contributi previdenziali versati alla gestione separata dell'INPS per 10 euro.

Qual è l'imposta da corrispondere all'Agenzia delle entrate? Il reddito forfetario imponibile è pari a 70 euro, da cui vanno dedotti i 10 euro per contributi previdenziali versati alla gestione separata. Dunque il reddito forfetario imponibile, al netto degli oneri contributivi, è di 60 euro. L'imposta sostitutiva dovuta ammonta al 5% di 60 euro, cioè 3 euro.

Una volta pagato l'obolo non si pensa più a scadenze, versamenti e dichiarazioni IVA, scadenze e versamenti IRAP, addizionali comunali e regionali IRPEF.

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Commenti e domande dei lettori

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  • ginger94 6 giugno 2016 at 17:41

    Sono stato socio al 25% di una Snc indebitata con l'inps, Equitalia e fornitori: abbiamo dovuto chiudere in quando avevamo difficoltà ad operare per il durc, e per la crisi nel settore edile.

    Adesso la ditta è cancellata da 18 mesi, ma quando faccio una prova nel sito inps digitando la vecchia partita iva dice che è attiva, nonostante tutti i soci abbiamo cessato le quote.

    Posso aprire nuova attività con regime dei minimi?

    Per attivita intellettuale d'albo, in quando non si puo adoperare con lavoro occasionale, credo che il durc non bisogna presentarlo per consulenze di qualche centinaio di euro, stile la redazione della prestazione energetica degli edifici. Posso usufruire dell'imposta agevolata del 5% ,?non ci sono limiti di età

    Avrò impedimenti per aprire questa attività? Devo pur lavorare visto che è difficile farsi assumere.

    • Giorgio Martini 6 giugno 2016 at 18:58

      La richiesta di cancellazione dell'impresa va fatta alla CCIAA e all'Inps. Dal primo gennaio 2016 coloro che intendono avviare una nuova piccola impresa o attività professionale (aprendo una partita IVA) possono accedere al nuovo regime forfetario semplificato, introdotto dalla Legge di stabilità 2016.

      In questo modo, viene meno l'esigenza di rivolgersi a commercialisti e fiscalisti per la tenuta delle scritture contabili e per il controllo delle scadenze e degli importi da versare all'Agenzia delle entrate.

      Con il nuovo regime forfetario, infatti, l'IRPEF, le addizionali regionali e comunali e l'Irap vengono tutte rimpiazzate da un'aliquota sostitutiva unica, fissata, per i primi cinque anni, al 5% sul reddito imponibile calcolato forfettariamente sull'ammontare dei ricavi o dei compensi. Dal sesto anno in poi, l'aliquota salirà al 15%.

      La regolarità contributiva (DURC) viene richiesta per tutti gli appalti pubblici, per la gestione di servizi ed attività pubbliche in convenzione o concessione; per i lavori privati in edilizia soggetti al rilascio di concessione ovvero a denuncia inizio attività (DIA), prima dell'inizio dei lavori; per l'iscrizione all'Albo dei Fornitori.

      Potrà avere problemi nella misura in cui i creditori della snc intenderanno pignorare i beni a lei intestati (compresi quelli della ditta individuale): come socio di una snc, infatti, lei risponde solidalmente ed illimitatamente dei debiti acquisiti nel tempo dalla società. In pratica un qualsiasi creditore potrà chiederle conto di tutti i debiti vantati nei confronti della società in nome collettivo di cui era socio prima della liquidazione.