La multa – le sanzioni e il pagamento

Quando si viola una delle disposizioni del codice della strada, il decreto legislativo285/92, si è soggetti ad una sanzione amministrativa (pecuniaria e, quando previsto, accessoria) la cui applicazione è disciplinata, oltre che dallo stesso codice (articolo 194 e seguenti), anche dalla legge 689/81 (articolo1-43).

In questa scheda analizziamo le sanzioni applicabili, le modalità di pagamento e le conseguenze di un pagamento tardivo od insufficiente.

SANZIONI APPLICABILI

Le sanzioni pecuniarie previste dal s. variano da un minimo ad un massimo, e la legge prevede -come regola generale- che in prima istanza sia applicabile la sanzione minima, a condizione che il pagamento avvenga entro 30 giorni dalla notifica del verbale.

Il pagamento in misura ridotta non è consentito nei casi in cui il trasgressore non abbia ottemperato all'invito a fermarsi o si sia rifiutato di esibire il documento di circolazione, la patente di guida o qualsiasi altro documento che deve avere con sè e mostrare a richiesta.

E' altresì inapplicabile per determinate violazioni, come la circolazione con un mezzo munito di targa non propria o di targa contraffatta, la guida senza patente, Il trasporto di merci pericolose senza autorizzazione, l'inversione del senso di marcia su autostrade o strade extraurbane, etc.etc.

In caso di mancato pagamento entro 30 giorni e qualora non sia stato presentato un ricorso, la sanzione applicabile è invece la metà dell'importo massimo previsto dalla legge per quella violazione.

In questo caso il verbale diventa titolo esecutivo e la riscossione coattiva segue le norme previste per le imposte dirette, ovvero iscrizione a ruolo ed emissione, da parte di un concessionario/esattore, della cartella esattoriale (entro cinque anni dalla notifica del verbale, si veda più avanti).

Questa procedura comporta inoltre l'addebito delle maggiorazioni previste dalla legge 689/81 (una sanzione calcolata semestralmente fino alla consegna del ruolo all'esattore) nonchè parte dei compensi dell'esattore (attualmente il 4,65%, a quanto ci risulta) e dei diritti di notifica della cartella.

Se si continuasse a non pagare, oltre a rischiare le procedure esecutive previste dalla legge (dal fermo dell'auto al pignoramento od addirittura all'ipoteca sulla casa, a seconda dei casi), si subirebbe l'addebito di ulteriori spese e sanzioni e degli interessi di mora.

Avverso la cartella esattoriale può essere proposta opposizione al giudice di pace entro 30 giorni, ma solo per i vizi concernenti la cartella stessa e la sua notifica, nonchè la notifica del provvedimento originale (verbale).

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Commenti e domande dei lettori

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  • nutrio 6 febbraio 2013 at 09:14

    Salve,
    il giorno 02/02/2013 mi è stata notificata via posta il seguente verbale di accertamento violazione alle norme del codice della strada:“il 27/09/2012 alle ore 10.40 a seguito della rilevazione del giorno 01/08/2012 (la decorrenza dei termini per la notifica del verbale in oggetto parte dal giorno 06/11/2012 poiché solo da questa data lo scrivente ufficio ha avuto informazioni sul trasgressore e/o obbligato in solido e sulla residenza dello stesso) nel Comune di Castelvenere (BN) in S.S. 372 – km 40+200 ….i sottoscritti ……hanno accertato a carico del conducente/proprietario dell'autoveicolo…… la violazione di cui al'’art. 142/comma / cds : superava di non oltre 10 km/h il limite massimo di velocità. Motivo della mancata contestazione: impossibilità di essere fermato in tempo utile…….velocità accertata km/h 66 – consentita km/h 60 – superato limite di km/h 1 tenendo presente la tolleranza del 5%......modalità estinzione entro 60 gg dalla contestazione/notifica è ammesso pagamento in misura ridotta di € 39,00 + € 383,40 (spese postali) + € 9,72 (spese di procedimento) per un totale di € 393,12 ed un totale di € 432,12 utilizzando l'allegato bollettino postale."
    Per fortuna non soffro di cuore altrimenti mi avrebbero ricoverato all'istante, comunque ho subito telefonato alla polizia locale per far presente che 383,12 euro per una raccomandata Benevento – Roma mi sembravano un pò eccessive. Chi mi ha risposto mi ha detto subito, ridendo, che c'era stato un errore e che mi sarebbe arrivata un'altra notifica (corretta).
    Rileggendo tutto il verbale però ho notato altri punti che mi lasciano un pò perplesso: Premesso che il termine di 90 gg parte dal momento dell'accertamento della violazione è mai possibile che possano passare quasi 100 gg dal momento della violazione al momento dell'accertamento considerato che sono il proprietario dell'auto dal 2006 e che ho la residenza nel mio comue da più di tre anni? Poi dicono di essersi sbagliati nel calcolo delle spese postali ma se io (come sicuramente hanno fatto tanti altri) non me ne fossi accorto ed avessi pagato?; 4) il fatto che alla fine ho superato di solo 1 km/h la velocità consentita mi puzza di “arrampicata agli specchi”.
    Non fidandomi assolutamente, in attesa del fantomatico verbale corretto mi conviene presentare ricorso? E secondo voi c'è la minima probabilità di perderlo visto il macroscopico errore sulle spese postali ed i termini strani?
    In attesa di risposta vi ringrazio e vi saluto.

    • Simone di Saintjust 6 febbraio 2013 at 09:55

      Se non ottiene lo sgravio di questo verbale prima della scadenza del termine utile per impugnarlo davanti al GdP (30gg dalla notifica), le conviene presentare ricorso.

      Per fare in modo che il GdP possa procedere ad addebitare le eventuali spese di giudizio al Comune di Castelvenere, le suggerisco di formalizzare la richiesta di sgravio con raccomandata A/R, mettendo in evidenza che qualora il provvedimento non fosse disposto e comunicato al trasgressore con l'urgenza necessaria, si provvederà al ricorso giudiziale.

      Gli altri vizi dal lei rilevati potranno, se del caso, essere denunciati con l'impugnazione del nuovo verbale che sostituirà quello con spese "abnormi" di spedizione.

    • nutrio 6 febbraio 2013 at 11:16

      Intanto complimenti per la velocità della risposta.
      penso di fare un ricorso al Prefetto perchè essendo solo di passaggio in quel comune presumo che ricorrendo al gdp andrei incontro a parecchi problemi tipo elezione domicilio, spese di trasporto per presenziare alla seduta presso il gdp ecc.
      Mi scusi se approfitto ma non mi sono chiare alcune cose:
      1) conviene aspettare ancora un pò per vedere se arriva un annullamento di questa multa oppure fare subito ricorso o, al limite richiamare i vigili e chiedere dirattamente questo annullamento?
      2) il ricorso al prefetto si paga?
      3) nel ricorso devo far presente solo l'errore delle spese postali o anche il problema dell'accertamento (avvenuto dopo più di tre mesi dalla violazione)?

      Grazie ancora.

    • Annapaola Ferri 6 febbraio 2013 at 14:23

      Lei deve, innanzitutto, formalizzare la presentazione di una istanza in autotutela, che dovrà comportare l'annullamento della multa attuale e la contestuale notifica di un nuovo verbale con il corretto importo per le spese postali; in tempi compatibili con la possibilità di inoltrare un eventuale ricorso in caso di rigetto o di silenzio-rigetto.

      Se opta per il ricorso al Prefetto, ha 60 giorni di tempo, dalla notifica della prima multa, per rendersi conto se il Comune di Castelvenere intende tirarla per le lunghe. Quello che rischia è che il Comune di Castelvenere le notifichi, al 61° giorno dalla notifica della prima multa, che le spese postali sono giuste e che, quindi, rigetta l'istanza da lei presentata (tramite raccomandata AR e mai per telefono). Oppure che non le risponda mai per iscritto. In questa evenienza non le resterà che pagare.

      Tenga presente che il Comune di Castelvenere si trova in evidente difficoltà. Una nuova notifica del verbale potrebbe, infatti, cadere oltre i termini di decadenza previsti dalla legge e costituire un vizio di nullità ancora più grave di quello che si intende rimuovere.

      In ogni caso, se la sua scelta, per motivazioni che lei ha già avuto modo di valutare ampiamente, è orientata all'impugnazione davanti al Prefetto, dovrà limitarsi, a mio modesto parere, ad eccepire esclusivamente l'abnormità delle spese postali indicate nel verbale.

      Il Prefetto non è un giudice, ma una parte del contenzioso al quale ci si ostina a riconoscere un carattere di terzietà che non esiste. Insomma, se il Prefetto le accorda la riduzione della pretesa in spese postali è già grasso che cola ...

    • nutrio 6 febbraio 2013 at 15:10

      Grazie ancora vi terrò informati.

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