Legittima l'acquisizione di dati e notizie dei conti bancari intestati all'imprenditore quale contribuente in proprio

La sezione tributaria della Suprema corte ha giudicato erronea la disposizione della Corte di merito che ha ritenuto che l'acquisizione, da parte della Guardia di finanza, di dati e notizie dei conti bancari intestati all'imprenditore, quale contribuente in proprio, non fosse legittima, sia perché la relativa autorizzazione lo riguardava quale presidente del consiglio di amministrazione di due società cooperative e quindi due soggetti diversi, sia perché, in generale, la procedura di verifica posta in essere e applicabile ai soli soggetti esercitanti attività d'impresa commerciale, agricola, artistica o professionale.

La vicenda ha origine dall'accertamento fiscale basato su indagini bancarie effettuato nei confronti di persona fisica che era presidente del consiglio di amministrazione di una cooperativa.

Il contribuente ricorrendo contro l'atto impositivo si presentava davanti alla Commissione Tributaria Provinciale lamentando, in particolare, che il fisco poteva svolgere le indagini in questione solo nei confronti di imprenditori o professionisti e non anche di privati, come era avvenuto nella specie avendo acquisito i dati e gli elementi relativi ai propri conti personali.

I giudici della CTP accoglievano le doglianze del ricorrente.

L'Amministrazione finanziaria proponeva ricorso contro la decisione dei giudici di prime cure inanzi alla Commissione Tributaria Regionale che confermava la sentenza di primo grado.

Così, contro la pronuncia della Commissione Tributaria Regionale l'ufficio ricorreva per Cassazione.

E qui, ribaltando le decisioni dei giudici di merito, gli Ermellini accolgono il ricorso dell'Agenzia affermando che una tale limitazione dell'ambito applicativo della disciplina sulle indagini bancarie, circoscritta cioè solo a coloro che esercitano attività imprenditoriali o professionali, è priva di qualsivoglia riscontro normativo.

In particolare hanno ritenuto viziata la sentenza di secondo grado nella parte in cui si è affermato che l'acquisizione, da parte della Guardia di Finanza, di dati e notizie dei conti bancari intestati al ricorrente, quale contribuente in proprio, non fosse legittima, sia perché la relativa autorizzazione lo riguardava quale presidente del consiglio di amministrazione di due società cooperative a r.l., quindi due soggetti diversi, sia perché, in linea di massima, la procedura di verifica posta in essere e applicabile ai soli soggetti esercitanti attività d'impresa commerciale, agricola, artistica o professionale.

16 ottobre 2013 · Giorgio Valli

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