La multa immediatamente contestata – quando il verbale è nullo e la sanzione inefficace

Abbiamo già visto, nell'articolo dedicato alla multa in genere, che un verbale può, a giusta ragione, ritenersi nullo se inesatto o incompleto. Continuiamo l'analisi dei motivi di incompletezza e/o inesattezza di un verbale, limitatamente al caso in cui la multa venga immediatamente contestata.

Per inciso, la multa dovrebbe essere sempre contestata immediatamente quando si commette una infrazione. La contestazione differita dovrebbe essere effettuata solo in alcuni casi, che il legislatore ha specificatamente previsto per far fronte a situazioni del tutto eccezionali.

E, invece, la contestazione differita è ormai diventata la norma con cui vengono accertate infrazioni e comminate multe. Ma avremo modo di esaminare anche questo aspetto, con la dovuta attenzione.

Per ora limitiamoci a dire che quando la multa è contestata al trasgressore immediatamente, il verbale è nullo se:

  1. è stato firmato da un agente diverso da quello presente al momento della contestazione della violazione. Il verbale contiene sempre una sezione in cui sono riportati i dati dell'agente accertatore. Per i moduli del corpo della polizia municipale del Comune di Roma la sezione è, ad esempio, quella contrassegnata dal numero 3. Attenzione: tale sezione oltre a data e località (in cui viene accertata l'infrazione) riporta anche la dicitura “verbalizzanti”, mentre in realtà, all'interno della sezione, la formula di rito recita: “ noi sottoscritti …… abbiamo accertato che …” Ebbene in questa sezione devono essere riportati i dati relativi all'agente accertatore (e non verbalizzante). La sezione 11 invece è riservata all'agente verbalizzante (colui che redige e firma il verbale). Ora, può accadere che l'infrazione venga rilevata da un agente che poi, per motivazioni diverse, non partecipa alla stesura del verbale. Ebbene se, nell'ipotesi appena richiamata, nel verbale alla sezione 3 non è riportata la generalità esatta dell'agente accertatore, ovvero se agente accertatore e agente verbalizzante coincidono, il verbale è nullo. Ci troviamo nel campo dell'inesatta verbalizzazione, costantemente censurata dalla giurisprudenza. Il verbale è nullo e la sanzione inefficace.
  2. è stato firmato da un agente diverso da quello presente al momento della contestazione della violazione ma non viene indicata la motivazione per cui l'agente accertatore non ha partecipato alla redazione del verbale e non lo ha firmato. In questa eventualità le indicazioni riportate nella sezione riservata all'agente accertatore e quelle riferite nella sezione riservata all'agente verbalizzante sono corrette. Ma, è altresì necessario spiegare, nel verbale, ed a cura dell'agente verbalizzante, le ragioni per le qualil'agente accertatore non abbiapartecipato alla verbalizzazione. Siamo nel campo della incompleta verbalizzazione, altro motivo di nullità del verbale e di inefficacia della sanzione.
  3. non è riportata nel verbale la dichiarazione rilasciata del contravventore in merito alla contestazione dell'agente accertatore. In ogni verbale c'è una apposita sezione finalizzata ad accogliere le dichiarazioni delle parti. Se tali dichiarazioni non sono state messe a verbale ci troviamo nella fattispecie di una inesatta verbalizzazione. Il verbale è nullo e la sanzione inefficace.
  4. non è completamente riportata la dichiarazione del contravventore in merito alla contestazione dell'agente accertatore. La sezione riservata alle dichiarazioni delle parti ha, ovviamente, uno spazio limitato nel layout del modulo del verbale. Ora se il trasgressore ritiene di dover sollevare osservazioni riguardo la dinamica del fatto che ha portato alla contestazione della violazione nonché sulle modalità di accertamento della infrazione stessa è un suo diritto che talidichiarazioni vengano integralmente riportatenel verbale, anche se non è disponibile lo spazio necessario a recepirle. Un foglio con funzioni di integrazione al verbale dovrebbe essere allegato al verbale stesso in modo da consentire al trasgressore di esercitare un suo precipuo diritto. Se questa possibilità non viene concessa al trasgressore, la verbalizzazione è da ritenersi incompleta. Il verbale è nullo e la sanzione inefficace. Anche nel caso in cui l'agente verbalizzante si rifiuti di trascrivere le dichiarazioni rese dal trasgressore ritenendole dilatorie ed artificiose, egli deve riportare nel verbale tali motivazioni. Ma, anche in questa evenienza, la mancata verbalizzazione delle dichiarazioni rese dal contravventore costituiscono un valido motivo di ricorso.

Naturalmente l'ipotesi su cui si fonda l'eventuale ricorso per le motivazioni esposte ai punti 1. e 2. è il presupposto che il trasgressore abbia contezza della differenza che passa fra agente accertatore ed agente verbalizzante e che, nel momento in cui il trasgressor econtesta l'inesatta o incompleta verbalizzazione (ovviamente in fase di ricorso, altrimenti si rischia di concedere al “nemico” la possibilità di rimediare all'errore che sta commettendo) l'agente accertatore e quello verbalizzante riconoscano di essere incorsi in tale fattispecie. Del resto, la correttezza degli agenti del corpo della polizia municipale, dei carabinieri, della GDF ecc… costituisce, per quanto ci riguarda, un dato di fatto che non può assolutamente essere messo in discussione in questa sede. Anche perché la inesatta o incompleta verbalizzazione potrebbero essere successivamente rilevate dalla testimonianze di terze parti.

Bisogna chiarire altresì che gli agenti accertatori e/o quelli verbalizzanti sono di solito due. Ma qui basta dire che se la inesatta o incompleta verbalizzazione è riconducibile anche e solo al caso in cui si confondano, nel verbale, i dati relativi alle funzioni accertatrici e verbalizzanti di uno solo dei due agenti.

Sul presupposto di correttezza dell'agente verbalizzante si basa anche l'eventualericorso per le motivazioni esposte ai punti 3. e 4.

Per fare una domanda su quando il verbale di una multa immediatamente contestata sia da ritenersi nullo (e la relativa sanzione inefficace), su multe e ricorsi in genere e su cartelle esattoriali originate da multe clicca qui.

9 luglio 2008 · Giuseppe Pennuto

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Stai leggendo La multa immediatamente contestata – quando il verbale è nullo e la sanzione inefficace Autore Giuseppe Pennuto Articolo pubblicato il giorno 9 luglio 2008 Ultima modifica effettuata il giorno 1 maggio 2017 Classificato nella categoria se il verbale è nullo e la sanzione non può essere applicata Inserito nella sezione Multe - accertamento infrazione e notifica del verbale del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • c0cc0bill 2 novembre 2008 at 19:27

    sono stato fermato dalla municipale e mi è stato contestato il non uso delle cinture, poi mi è stato consegnato il verbale di contestazione che ho firmato.

    Ora mentre riempivo il modulo per provvedere al pagamento mi imbatto nel dover trascrivere:infrazione commessa dal veicolo targa … Vado a vedere sul verbale perché non la ricordo a memoria ed alla voce veicolo non c’era scritto assolutamente niente. Posso fare ricorso?
    Massimiliano 2 nov 2008

    Commento di massimiliano | Domenica, 2 Novembre 2008

    Fortunato, Max.

    Certo che puoi fare ricorso. E se non si vince un ricorso così, non se ne vincono più in nessun modo.

  • c0cc0bill 26 ottobre 2008 at 07:29

    Mi hanno fatto una multa, non l’ho firmata ma hanno preso i miei dati. La multa è valida?

    Commento di er truffa | Sabato, 25 Ottobre 2008

    La multa è validissima.

    Per ottenere qualche vantaggio reale, in funzione di un possibile ricorso, ha molto più senso far riportare le proprie osservazioni nello spazio a ciò riservato del verbale. Anzichè non firmare.

  • karalis 29 agosto 2008 at 16:28

    In sintesi allora posso dire solo che non sapevo il valore delle dichiarazioni che i tipi hanno ritenuto poco importanti. Il tabulato devo comunque presentarlo? Quale motivazione del ricorso mi consiglia per evitare storie?

    Grazie ancora

    Commento di Ugo | Venerdì, 29 Agosto 2008

    Non va presentato, a mio parere, perchè qui non si vuole comunque negare di aver parlato al cell durante la guida.

    Semplicemente si credeva che dovessero essere gli agenti a decidere se riportare o meno le dichiarazioni del presunto trasgressore.

    Per questo il verbale è stato firmato.

    Poi un avvocato da me interpellato mi ha detto … e di come siano andate le cose ne è testimone X Y di cui si allega dichiarazione asseverata (presso la cancelleria del GdP).

    Il verbale è nullo indipendentemente o meno dall’infrazione accertata. E’ nullo perchè è stato negato un diritto al sanzionato.

  • karalis 29 agosto 2008 at 02:06

    Anch’io mi trovo in una situazione simile a quella esposta nel commento precedente, ma con una differenza.

    Ero al telefono con vivavoce non regolamentare. Avevo il telefono in mano e il vivavoce usato era quello del telefono stesso e non il kit vivavoce o l’auricolare. Il telefono girava insieme al volante, perchè tenevo entrambi con la stessa mano sinistra e la destra era regolarmente sul volante.

    Giunto ad un incrocio mi passa davanti una pattuglia della polizia di stato che si ferma poco dopo l’incrocio. Io continuo a camminare e mi fermo 20 m. dopo, all’angolo successivo, regolarmente accostato alla carreggiata lato sx con le 4 frecce accese e il motore spento, per potere continuare a parlare, visto che il vivavoce del telefono non mi consentiva di capire granchè.

    Mentre parlo al telefono da fermo, mi accostano da entrambi i lati della macchina due agenti di polizia armati che mi invitano a scendere dalla macchina visto che non mi sono fermato all’alt. Ho ovviamente interrotto la telefonata e son sceso coi documenti dalla macchina. All’osservazione dei due agenti rispondo subito che uno che vuole scappare certo non si ferma 20 metri dopo a parlare al telefono e quindi, questo alt non l’avevo proprio visto.

    Uno degli agenti mi risponde che intuisce in me una “certa buona fede” (non posso dire cosa intuisco io di tutti e 2 gli agenti, perchè potrebbe essere perseguibile se lo esprimo!!!) ma che comunque stavo guidando col telefonino senza regolare kit viva-voce auto o auricolare.

    Cerco di far valere le mie ragioni, ma i due agenti mi fanno capire che se ho qualcosa da dire la conversazione continua al Commissariato.

    Spaventato dai loro modi di fare gli consegno allora i documenti e se ne vanno nella loro macchina a scrivere qualcosa. Mi avvicino dopo qualche minuto per avere chiarimenti su cosa stavano facendo e mi ordinano di allontanarmi e andarmene in macchina ad aspettare lì. Contesto che non capisco questi modi di fare, considerato pure che è mio diritto sapere cosa stanno facendo coi miei documenti, ma mi rispondono che non mi interessa al momento e che mi diranno solo dopo qualcosa, quando lo riterranno opportuno.

    Dopo 10 minuti mi chiamano e mi ordinano di firmare un verbale dove mi contestano che parlavo al telefonino all’incrocio dove mi hanno fermato. Cerco di ragionare su come sono andati i fatti ma continuano a intimorirmi con modi allucinanti. Alla scena assiste un mio amico che abita proprio dove questi 2 tizi mi vengono a disturbare e che doveva uscire con me e quindi mi aspettava giù!

    Poi mi chiedono se ho nulla da dichiarare e io ribadisco quanto più volte avevo detto loro sul vivavoce del telefono e sulla mia non fuga. Uno dei due scrive allora “nulla” nella parte riservata alle mie dichiarazioni e mi invita a firmare. Mi fanno intendere ancora una volta che se non firmo potrebbe finirmi molto peggio per quell’alt non rispettato secondo loro! Allora per paura firmo e me li tolgo di mezzo, beccandomi 148 euro di multa per guida col telefonino e 5 punti tolti dalla patente.

    Una situazione così assurda può permettere un ricorso al Giudice di Pace, facendo presente che nulla è stato dichiarato in verbale per l’abuso di potere esercitato dai due agenti, così come può confermare anche l’amico mio, che si è offerto di testimoniare, sconcertato dal comportamento dei due agenti?

    A mia difesa posso esibire il tabulato telefonico dove si evince che tra l’altro, all’ora indicata in verbale non ero al telefono. Gli agenti hanno infatti indicato come orario le 11,31, mentre io dalle 11,24 alle 11,40 non ho nè chiamato nè ricevuto chiamate in nessuno dei telefonini a me intestati.

    Spero in un Vs. aiuto.

    Commento di Ugo | Venerdì, 29 Agosto 2008

    La presenza di un testimone è l’unico caso in cui è possibile proporre ricorso nel momento in cui il verbale è sottoscritto dal presunto trasgressore e, nello spazio riservato alle dichiarazioni, non risultino essere state riportate le osservazioni che questi ha chiesto di mettere a verbale. Nè alcun riferimento alla richiesta avanzata.

    Il verbale deve ritenersi nullo in quanto le dichiarazioni del presunto trasgressore sono un elemento costitutivo del procedimento sanzionatorio.

    Nel ricorso al giudice di pace non enfatizzerei il comportamento degli agenti, non parlerei di intimidazioni nè di abusi e minacce per la firma del verbale. In questo caso avresti dovuto presentare una denuncia immediata e rischi comunque di dover poi rispondere ad una querela per calunnia e diffamazione.

    Mi limiterei a riferire che l’agente accertatore ha ritenuto non rilevanti le tue dichiarazioni e che solo in un momento successivo sei venuto a conoscenza della circostanza che, invece, queste dichiarazioni avrebbero dovuto comunque essere messe a verbale senza una preventiva censura sull’utilità e sul merito delle stesse.

    Naturalmente è necessaria anche una dichiarazione asseverata del tuo amico presente alla scena, da allegare al ricorso. Ma che riguardi soltanto la tua richiesta, negata, di riportare a verbale dichiarazioni relative all’infrazione sanzionata.

  • karalis 24 agosto 2008 at 08:18

    la parte riservata è completamente libera.

    Mario 24 agosto 2008 at 01:28.

    Siamo sempre lì, a mio parere.

    Dovevi chiedere di riportare eventuali contestazioni. E, nel caso il vigile si fosse rifiutato o avesse riportato parzialmente le dichiarazioni da te rese, senza annotare la circostanza nell’apposito spazio, avresti non dovuto controfirmare il verbale.

    La firma apposta dal presunto trasgressore non si riferisce certo alla condivisione di quanto scritto nel verbale dall’accertatore (tanto è vero che, pur firmando, è possibile poi ricorrere su quanto riportato nel verbale).

    Ma è da ritenersi almeno indicativa della condivisione di quanto riportato nello spazio riservato alle dichiarazioni del presunto trasgressore.

  • karalis 22 agosto 2008 at 17:21

    Come si può intuire anche io sono stato colto dal VIGILE “quasi” impeccabile e oggi mi hanno notificato un verbale tralasciando completamente la voce inerente le miei eventuali dichiarazioni e tra l’altro non mi è stato neanche chiesto, facendomi firmare in gran fretta il verbale.
    Domanda: ho qualche possibilità di contestare la sanzione?
    in un’altro verbale mi avevano riportato la dicutura “NULLA” e in altri ricordo di aver visto “nulla da dichiarare” o qualcosa di simile.
    avete notizie certe in merito? e se si avete l’articolo di legge riportante questa “anomalia”?
    grazie.

    Mario 22 agosto 2008 at 15:52

    Se hai firmato il verbale con la dicitura “nulla” o con la parte riservata al presunto trasgressore barrata, non c’è nulla da fare.

    E’ il presunto trasgressore che deve richiedere l’inserimento di dichiarazioni a verbale e firmare solo dopo che queste siano state recepite.

    Se non sono recepite completamente perchè l’accertatore le ritiene ininfluenti o comunque per mancanza di spazio, la circostanza deve essere riportata nel verbale prima della firma.

  • karalis 16 agosto 2008 at 18:30

    Fabio 16 agosto 2008 at 17:47

    Qualche giorno fa, sono stato fermato dalla polizia municipale che mi ha contestato una multa per eccesso di velocita (art. 142 comma 8) redingendomi poi il conseguente verbale. Essendo il primo verbale, non sapevo come comportarmi e non ho dichiarato nulla ed ho firmato alla voce trasgressore. Ora lasciando stare il limite di velocita della strada “incriminata” (50 km/h su una strada a 4 corsie, anche se in zona abitata) e il luogo dov’era posizionata la pattuglia con il velox (nascosta in distributore chiuso per turno), mi chiedo se sia possibile fare ricorso in quanto:
    1) l’ora riportata sul verbale non è corretta e differisce di un’ora da quella della foto (quest’ultima è quella esatta)
    2) sul verbale non vi è la “dichiarazione” di taratura dell’autovelox: il verbale riporta “….violazione accertata (e fatta constatare) con autovelox mod.104/C2. La violazione comporta la decurtazione….”
    Grazie

    L’imprecisione dell’ora non è rilevante in questo contesto, dal momento che diviene probante l’orario riportato sulla foto.

    Per quanto riguarda l’autovelox questo era controllato da agenti, risulta omologato e quindi l’omessa “dichiarazione di taratura” è ininfluente.

    Non credo sia consigliabile, in queste condizioni, l’opzione del ricorso.

  • karalis 11 agosto 2008 at 14:29

    angelo 11 agosto 2008 at 14:01

    Ma l’incompletezza del verbale non comporta la sua invalidità? E nel caso di ricorso potranno avere peso per l’eventuale accettazione dello stesso solo le motivazioni che non sono state riportate nel verbale, o anche il fatto che siano state omesse?

    “… Anche nel caso in cui l’agente verbalizzante si rifiuti di trascrivere le dichiarazioni rese dal trasgressore ritenendole dilatorie ed artificiose, egli deve riportare nel verbale tali motivazioni. Ma, anche in questa evenienza, la mancata verbalizzazione delle dichiarazioni rese dal contravventore costituiscono un valido motivo di ricorso…”

    Non aver voluto utilizzare un foglio allegato per le integrazioni del trasgressore. In questo caso il verbale è solo incompleto perchè c’è la motivazione (mancanza di spazio). La legge non prevede la nullità del verbale quando l’agente accertatore non ritiene di utilizzare fogli allegati per recepire le osservazioni del trasgressore.
    Il verbale resta incompleto ma valido.

    La mancanza di spazio rende ammissibile il ricorso del trasgressore che quindi potrà integrare al Prefetto o al GdP quello che non è stato trascritto nel verbale.

  • karalis 10 agosto 2008 at 21:59

    angelo 10 agosto 2008 at 20:23

    Mi è capitato di prendere una multa e quando si trattava di scrivere la dichiarazione del trasgressore, prima i vigili avevano scritto “nulla” senza chiedere, quando io ho espresso la volontà di dichiarare qualcosa hanno cancellato, poi dopo tre frasi che dicevo mi hanno fermato dicendomi che non potevo dichiarare così tanto ma dovevo starci nelle tre righe, io ho detto che avevo il diritto di dichiarare quello che volevo e loro insistevano nel contrario e mi volevano mandare via senza firmare, allora io ho detto, va bene, scrivete nelle tre righe “non mi si permette di dichiarare tutto quello che volevo con la scusa che non c’è spazio” e così hanno fatto e ho firmato. Ora, con questo verbale posso ricorrere?

    Beh, li hai aiutati un pochino. Bastava lasciare il periodo troncato e non firmare …

    Invece con l’indicazione della causa (mancanza di spazio) per la non verbalizzazione della dichiarazione del trasgressore, il verbale conserva la sua validità (anche se è incompleto).

    l’incompletezza, però è sempre una motivazione coerente per ricorrere al Prefetto o al Giudice di Pace ed illustrare in quelle sedi quanto non è stato verbalizzato per mancanza di spazio.

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