Pubblicità ingannevole e clausole vessatorie

Polizze di assicurazione a copertura del rischio morte e clausole vessatorie - per la corte di cassazione la misura è colma » si tratta di un cocktail giugulatorio ed opprimente per il beneficiario

Eleonora Figliolia - 9 settembre 2015

Tutti sappiamo, per esperienza vissuta altrui e dati di fatto, quanto sia rischioso contrarre polizze di assicurazione a copertura del rischio morte, magari per assicurare un po' di dignità esistenziale ai nostri cari (soprattutto i figli minori) in conseguenza di un evento luttuoso che dovesse colpire l'unico soggetto percettore di reddito nel nucleo familiare. Le assicurazioni negli spot pubblicitari ti fanno sentire quasi un verme se rinunci a versare qualche migliaio di euro l'anno per assicurare un minimo di futuro decente ai tuoi figli e, magari al coniuge sprovvisto di reddito, in caso di premorienza. I messaggi sono di questo [ ... leggi tutto » ]

Tripadvisor non è responsabile della veridicità delle recensioni pubblicate sul sito

Giovanni Napoletano - 22 luglio 2015

Non è responsabile della veridicità delle recensioni il titolare del sito che pubblica in modo chiaro di non essere in grado di verificare il contenuto delle stesse. Così si sono espressi i giudici del TAR Lazio nella sentenza 9355/15, accogliendo il ricorso alla sanzione amministrativa di 500 mila euro inflitta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust o AGCM) alla società che gestisce il sito Tripadvisor, ritenuta colpevole di aver diffuso informazioni ingannevoli con false recensioni da parte di soggetti che non hanno effettivamente fruito dei servizi offerti dalle strutture oggetto della recensione stessa, alcune delle quali avevano addirittura [ ... leggi tutto » ]

Le clausole vessatorie previste in un contratto devono avere collocazione autonoma e separata rispetto alla altre

Chiara Nicolai - 22 novembre 2014

La specifica approvazione per iscritto delle clausole vessatorie deve essere separata ed autonoma rispetto a quella delle altre, perché solo in questo modo viene adeguatamente richiamata l'attenzione del contraente debole. Il richiamo in blocco di tutte le condizioni generali di contratto o di gran parte di esse, comprese quelle prive di carattere vessatorio, e la sottoscrizione indiscriminata delle stesse, sia pure apposta sotto la loro elencazione secondo il numero d'ordine, non determina la validità ed efficacia di quelle onerose, non potendosi ritenere che in tal caso sia garantita l'attenzione del contraente debole verso la clausola a lui sfavorevole compresa fra [ ... leggi tutto » ]

Autorità per la tutela della privacy - l'attività svolta nel campo del recupero crediti e della tutela del consumatore

Giovanni Napoletano - 16 giugno 2014

Nella sala Koch di Palazzo Madama, l'Autorità per la tutela della privacy ha presentato martedì 10 giugno 2014 la sua Relazione annuale relativa all'attività svolta nel 2013, in cui ha fatto un'analisi dell'anno appena trascorso con particolare riferimento alle azioni intraprese nel campo del recupero crediti e della tutela del consumatore. In relazione al primo trimestre 2013, viste le numerosissime segnalazioni che sono continuate a pervenire, nonostante la vigenza del provvedimento generale adottato il 30 novembre 2005 (liceità, correttezza e pertinenza nell'attività di recupero crediti), l'Autorità per il trattamento dei dati personali ha avviato un'attività istruttoria tesa a verificare non [ ... leggi tutto » ]

Call center molesti » intervento del garante della privacy

Giovanni Napoletano - 26 novembre 2013

Stop alle telefonate "mute" dai call center: l'Autorità per la tutela della privacy definisce regole per una pratica commerciale che che può arrivare a indurre stati di ansia e disagio nei destinatari. Il telefono squilla, voi rispondete ma dall'altra parte c'è solo il silenzio. È il silenzio di chi ci appresta a venderci qualcosa, la nuova frontiera del telemarketing importuno. Le telefonate mute a scopo commerciale sono state così frequenti negli ultimi tempi da spingere l'Autorità per la tutela della privacy a intervenire con alcune regole, per la prima volta. Si cerca così di bloccare un fenomeno che ingenera nel [ ... leggi tutto » ]

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