licenziamento disciplinare



Licenziamento illegittimo per chi denuncia il datore di lavoro all’autorità giudiziaria » anche se le ipotesi di reato si rivelano infondate

Chiara Nicolai - 27 Novembre 2017


L'obbligo di fedeltà (di cui all'articolo 2105 del codice civile), non può essere esteso sino a imporre al lavoratore di astenersi dalla denuncia di fatti illeciti che egli ritenga essere stati consumati all'interno dell'azienda, poiché, in tal caso, si correrebbe il rischio di scivolare verso, non voluti, ma impliciti, riconoscimenti di una sorta di dovere di omertà che, ovviamente, non può trovare cittadinanza nel nostro ordinamento giuridico. La presenza e la valorizzazione di interessi pubblici superiori porta ad escludere che nell'ambito del rapporto di lavoro la sola denuncia all'autorità giudiziaria di fatti astrattamente integranti ipotesi di reato, possa essere fonte [ ... leggi tutto » ]


Dipendenti pubblici – come verranno licenziati i furbetti del cartellino e i dirigenti che fingono di non vedere

Tullio Solinas - 3 Luglio 2016


Costituisce falsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalità fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi, per far risultare il dipendente in servizio o trarre in inganno l'amministrazione presso la quale il dipendente presta attività lavorativa circa il rispetto dell'orario di lavoro dello stesso. Della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta. Nel caso di cui la falsa attestazione della presenza in servizio, accertata in flagranza ovvero mediante strumenti di sorveglianza o di registrazione degli accessi o delle presenze, determina l'immediata sospensione cautelare senza stipendio del dipendente, fatto salvo il [ ... leggi tutto » ]


Utilizzo personale della navigazione in internet e della posta elettronica aziendale durante l’orario di lavoro – illegittimo il licenziamento del dipendente se la sua condotta non ha arrecato danno all’attività produttiva

Piero Ciottoli - 3 Novembre 2015


L'uso improprio di strumenti di lavoro aziendali e nella specie del personal computer in dotazione, delle reti informatiche aziendali e della casella di posta elettronica, non giustificano il licenziamento disciplinare, qualora non emerga che l'utilizzo personale della posta elettronica e della navigazione in internet abbiano determinato una significativa sottrazione di tempo all'attività di lavoro, oppure che la condotta del dipendente abbia realizzato il blocco del lavoro, con grave danno per l'attività produttiva. Nel caso esaminato dai giudici della Corte di cassazione (sentenza 22353/15) le risultanze della consulenza tecnica d'ufficio avevano rilevato l'utilizzo personale della posta elettronica e della navigazione in [ ... leggi tutto » ]


Licenziamento disciplinare – illegittimo se la contestazione non è immediata

Tullio Solinas - 27 Ottobre 2015


In materia di licenziamento disciplinare, l'immediatezza della contestazione integra elemento costitutivo del diritto di recesso del datore di lavoro in quanto, per la funzione di garanzia che assolve, l'interesse del datore di lavoro all'acquisizione di ulteriori elementi a conforto della colpevolezza del lavoratore non può pregiudicare il diritto di quest'ultimo ad una pronta ed effettiva difesa, sicché, ove la contestazione sia tardiva, resta precluso l'esercizio del potere e la sanzione irrogata è invalida, né la pendenza di un procedimento penale a carico del lavoratore impedisce al datore di lavoro la contestazione immediata dell'illecito disciplinare, con eventuale sospensione del relativo procedimento [ ... leggi tutto » ]