Lavoro - patto di prova

Invalidità del patto di prova fra lavoratore e datore di lavoro

Piero Ciottoli - 25 marzo 2016

La causa del patto di prova va individuata nella tutela dell'interesse comune alle due parti del rapporto di lavoro, in quanto diretto ad attuare un esperimento mediante il quale sia il datore di lavoro che il lavoratore possono verificare la reciproca convenienza del contratto, accertando il primo le capacità del lavoratore e quest’ultimo, a sua volta, valutando l'entità della prestazione richiestagli e le condizioni di svolgimento del rapporto. Pertanto, il patto di prova deve considerarsi invalido ove la suddetta verifica sia già intervenuta, con esito positivo, per le specifiche mansioni in virtù di prestazione resa dallo stesso lavoratore, per un [ ... leggi tutto » ]

Nullo il secondo patto di prova dopo la scadenza del contratto a termine se il datore di lavoro non documenta l'esigenza di dover rivalutare il lavoratore

Tullio Solinas - 1 novembre 2015

Nel lavoro subordinato, il patto di prova tutela l'interesse di entrambe le parti del rapporto a sperimentarne la convenienza, dovendosi ritenere l'illegittimità dei fatto ove la suddetta verifica sia già intervenuta, con esito positivo, per le specifiche mansioni in virtù di prestazione resa dallo stesso lavoratore, per un congruo lasso di tempo, a favore dei medesimo datore di lavoro. Ne consegue che la ripetizione del patto di prova in due successivi contratti di lavoro tra le stesse parti è ammissibile solo se essa permette all'imprenditore di verificare non solo le qualità professionali, ma anche il comportamento e la personalità del [ ... leggi tutto » ]

Patto di prova del lavoratore » vanno conteggiati solo i giorni di servizio effettivo

Gennaro Andele - 4 dicembre 2014

Eventi che sospendono il patto di prova del lavoratore: la soluzione si trova nella contrattazione collettiva. Il decorso di un patto di prova determinato nella misura di un complessivo arco temporale, mentre non è sospeso da ipotesi di mancata prestazione lavorativa inerenti al normale svolgimento del rapporto, quali i riposi settimanali e le festività, deve ritenersi escluso in relazione ai giorni in cui la prestazione non si è verificata per eventi non prevedibili al momento della stipulazione del parto stesso, quali la malattia, l'infortunio, la gravidanza e il puerperio, i permessi, lo sciopero, la sospensione dell'attività del datore di lavoro [ ... leggi tutto » ]



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