famiglia separazione assegno di mantenimento e divorzile

Assegno divorzile - criteri per l'accoglimento della domanda

Marzia Ciunfrini - 16 Agosto 2019

Nell'esaminare la domanda di assegno divorzile, il giudice deve innanzitutto verificare se, a seguito del divorzio, si sia determinata tra gli ex coniugi, una rilevante disparità della situazione economico-patrimoniale, sicché, se non v'è disparità, o se la disparità non è rilevante, non v'è assegno. Se, invece, la disparità c'è, può darsi che l'uno dei coniugi versi in situazione di non autosufficienza economica, autosufficienza, beninteso non certo da intendere quale parametrata allo standard della mera sussistenza, ma ancorata ad un criterio di normalità, avuto riguardo alla concreta situazione del coniuge richiedente nel contesto in cui egli vive, nel qual caso l'assegno [ ... leggi tutto » ]

Pensione di reversibilità negata se l'assegno di mantenimento viene stabilito in sede di separazione ma non è confermato in occasione del divorzio

Ornella De Bellis - 25 Aprile 2019

L'assegno previsto in sede di separazione, di natura alimentare e fondato sul presupposto della permanenza del vincolo coniugale, non può rivivere una volta dichiarata la cessazione degli effetti del matrimonio e non conferisce, all'ex coniuge, il diritto alla reversibilità della pensione percepita dal coniuge divorziato in assenza del riconoscimento giudiziale anche ad un assegno divorzile (Corte di cassazione, ordinanza 11129/2019). Infatti, la pensione di reversibilità realizza la sua funzione solidaristica in una duplice direzione. Nei confronti del coniuge superstite, come forma di continuità della solidarietà coniugale, consentendo la prosecuzione del sostentamento prima assicurato dal reddito del coniuge deceduto. Nei confronti [ ... leggi tutto » ]

L'obbligato che non corrisponde l'assegno dovuto ai figli e al coniuge separato o divorziato commette un reato indipendentemente dal fatto che, per effetto dell'omissione, ai beneficiari non vengono comunque a mancare i mezzi di sussistenza

Marzia Ciunfrini - 6 Aprile 2018

Come sappiamo, l'articolo 570 del codice penale prevede che chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro. Il delitto è punibile a querela della persona offesa tranne quando il reato è commesso nei confronti dei minori (nel qual caso si procede con una denuncia): com'è noto la querela è la dichiarazione con la quale la persona che [ ... leggi tutto » ]

Anche la moglie separata con addebito per colpa, che non percepisce l'assegno di mantenimento, ha diritto alla pensione di reversibilità

Marzia Ciunfrini - 11 Febbraio 2018

Non è giustificabile il diniego da parte dell'INPS, al coniuge cui fosse stata addebitata la separazione per colpa, di una tutela che assicuri la continuità dei mezzi di sostentamento che il defunto coniuge sarebbe stato tenuto a fornirgli. Peraltro, la legge 903/1965, che disciplina la concessione della pensione di reversibilità, non richiede (a differenza che per i figli di età superiore ai diciotto anni, per i genitori superstiti e per i fratelli e sorelle del defunto), quale requisito per ottenere la pensione di reversibilità, la vivenza a carico al momento del decesso del coniuge e lo stato di bisogno, ma [ ... leggi tutto » ]

Come il coniuge beneficiario può riscuotere coattivamente l'assegno di mantenimento dal coniuge obbligato inadempiente ex articolo 156 del codice civile, senza effettuare il pignoramento presso il datore di lavoro o l'inps

Ornella De Bellis - 2 Gennaio 2018

L'articolo 156 del codice civile stabilisce che, in caso di inadempienza, su richiesta dell'avente diritto, il giudice può ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all'obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto. In particolare, poi, l'articolo 8 della legge 898/1970 dispone che il coniuge cui spetta la corresponsione periodica dell'assegno di mantenimento, dopo la costituzione in mora a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento del coniuge obbligato e inadempiente per un periodo di almeno trenta giorni, può notificare il provvedimento in cui è stabilita la misura dell'assegno ai terzi tenuti a [ ... leggi tutto » ]

Assegni a vuoto, utilizzo irregolare di carte di credito, debiti non saldati - quando non è possibile fruire del prestito per l'anticipo della pensione (ape)

Tullio Solinas - 21 Ottobre 2017

L'APE (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica) volontaria può essere richiesto dagli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata che, al momento della richiesta di APE, abbiano un'età anagrafica minima di 63 anni e che maturino il diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purché siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell'assicurazione generale obbligatoria. Non [ ... leggi tutto » ]

Nessun diritto all'assegno divorzile per l'ex coniuge che forma una nuova famiglia di fatto, anche se la convivenza viene successivamente meno

Marzia Ciunfrini - 4 Settembre 2017

L'instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, anche se di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell'assegno divorzile a carico dell'altro coniuge. Con la formazione di una nuova famiglia di fatto, il diritto all'assegno divorzile non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso: infatti, la formazione di una famiglia di fatto, è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l'assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto [ ... leggi tutto » ]

Dopo l'esclusione del criterio relativo al tenore di vita goduto durante il matrimonio, il coniuge beneficiario farebbe bene a pensarci due volte prima di presentare istanza di revisione dell'assegno divorzile

Genny Manfredi - 26 Luglio 2017

Come è ampiamente noto, con la famosa sentenza 11504/2017, resa a sezioni unite dai giudici della Corte Suprema, con la quale è stato decretata l'esclusione del parametro relativo al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio dai criteri adottati per stabilire la sussistenza del diritto a percepire l'assegno di divorzio e per determinarne l'importo, sono stati affermati due importanti principi giuridici. Il primo afferma che il diritto all'assegno di divorzio è condizionato dal suo preventivo riconoscimento in base ad una verifica giudiziale che si articola necessariamente in due fasi, tra loro nettamente distinte e poste in ordine progressivo dalla [ ... leggi tutto » ]

Tenore di vita goduto durante il matrimonio - criteri differenti nella quantificazione dell'assegno di separazione e di quello divorzile

Annapaola Ferri - 17 Giugno 2017

In tema di separazione, l'obbligo di assistenza materiale trova di regola attuazione nel riconoscimento di un assegno di mantenimento in favore del coniuge che versa in una posizione economica deteriore e non é in grado, con i propri redditi, di mantenere un tenore di vita analogo a quello offerto dalle potenzialità economiche dei coniugi. Sotto tale profilo con l'espressione redditi adeguati la norma ha inteso riferirsi al tenore di vita consentito dalle possibilità economiche dei coniugi; tale dato, non ricorrendo la condizione ostativa dell'addebito della separazione, richiede un'ulteriore verifica per appurare se i mezzi economici di cui dispone il coniuge [ ... leggi tutto » ]

L'obbligato perde il lavoro e la beneficiaria torna a casa dei genitori - si alla riduzione dell'assegno divorzile con efficacia retroattiva decorrente dalla data di licenziamento

Marzia Ciunfrini - 6 Giugno 2017

La giurisprudenza ha in più occasioni ritenuto legittima la revisione retroattiva dell'assegno divorzile in presenza di un evento che la giustifichi, evento che può essere rappresentato anche dalla perdita del lavoro da parte dell'ex coniuge obbligato (Cassazione civile sentenze 11913/2009 e 16173/2015). La beneficiaria dell'assegno divorzile non può opporsi alla riduzione retroattiva dell'importo a decorrere dalla data di licenziamento dell'ex coniuge obbligato invocando, come compensazione all'evento negativo rappresentato dalla perdita di lavoro, l'intervenuto peggioramento delle proprie condizioni economiche se, nel frattempo, si è trasferita presso la famiglia di origine. Così si sono espressi i giudici della Corte di cassazione con [ ... leggi tutto » ]