fallimento e concordato preventivo

Tutela del debitore » il quadro delle normative più efficaci per ostacolare il creditore

Andrea Ricciardi - 9 Marzo 2017

Dal pignoramento all'esecuzione forzata, passando dagli assegni postdatati fino alla ricerca dei beni del debitore, fallimento, fondo patrimoniale e vendite all'asta: quali sono tutti gli ostacoli per il creditore a tutela del debitore? Approfondiamo la questione nei capitoli successivi. Come noto non esiste, in Italia, una carta fondamentale contenente con i diritti del debitore. Molte sono, però, le norme che stabiliscono alcune garanzie inderogabili in favore di chi è moroso e non ha adempiuto alle proprie obbligazioni. Le opinioni, comunque, sono assai contrastanti. Se da una parte si decanta il fatto che l'Italia tuteli più i debitori che i creditori, [ ... leggi tutto » ]

L'imprenditore può essere dichiarato fallito entro un anno dalla data di cancellazione dell'impresa dall'apposito registro - anche se l'attività è effettivamente cessata in epoca anteriore

Roberto Petrella - 30 Agosto 2016

Il termine di un anno, entro il quale l'imprenditore che abbia cessato la sua attività può essere dichiarato fallito, decorre dalla cancellazione dal registro delle imprese, senza possibilità per l'imprenditore medesimo di dimostrare il momento anteriore dell'effettiva cessazione dell'attività, perché solo dalla suddetta cancellazione la cessazione dell'attività viene formalmente portata a conoscenza dei terzi, salva la possibilità concessa ai creditori e al Pubblico Ministero di dimostrare che l'attività è di fatto proseguita successivamente. Così i giudici della Corte di cassazione hanno argomentato la sentenza 17360/16. [ ... leggi tutto » ]

Finanziamenti alle imprese - recupero crediti più veloce con il decreto legge 59/2016

Patrizio Oliva - 7 Maggio 2016

Il decreto legge 59/2016 contiene importanti misure per snellire le procedure di recupero dei crediti. Le misure sulle procedure di insolvenza e sulle procedure esecutive, che si aggiungono a quelle già varate l’estate scorsa, insieme all’istituto del cosiddetto patto marciano contribuiranno a semplificare gli adempimenti e a snellire le procedure per il recupero dei crediti. Sarà più facile per le imprese ottenere finanziamenti dagli istituti di credito, che possono contare su procedure semplificate e celeri per recuperare le somme erogate in caso di inadempimento nel pagamento delle rate. Il patto marciano Il “patto marciano” prevede l’assegnazione stragiudiziale degli immobili dati [ ... leggi tutto » ]

L'istanza di revocazione dei crediti ammessi al passivo fallimentare non può essere presentata dal soggetto fallito

Roberto Petrella - 5 Ottobre 2015

L'istanza di revocazione dei crediti ammessi al passivo fallimentare ha carattere d'impugnazione straordinaria, finalizzata a conseguire il risultato che l'esecuzione collettiva vada a vantaggio di coloro che risultano effet­tivamente creditori, e può quindi essere proposta, oltre che dal curatore e dai sog­getti titolari di diritti sui beni del fallito, soltanto dai creditori ammessi al passivo. Questi ultimi, infatti, sono gli unici portatori di un interesse concreto ed attuale all'esclusione di crediti o garanzie fatti valere da terzi, potendo ricevere concreto pregiudizio dalla partecipazione al concorso di soggetti privi della qualità di creditore. La facoltà di proporre la predetta istanza non [ ... leggi tutto » ]

Insinuazione al passivo - nessun termine di decadenza per i crediti sopravvenuti

Tullio Solinas - 4 Agosto 2015

La legge fallimentare dispone che le domande di ammissione al passivo di un credito, di restituzione o rivendicazione di beni mobili e immobili, depositate in cancelleria oltre il termine di trenta giorni prima dell'udienza fissata per la verifica del passivo e non oltre quello di dodici mesi dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo sono considerate tardive; in caso di particolare complessità della procedura, il tribunale, con la sentenza che dichiara il fallimento, può prorogare quest’ultimo termine fino a diciotto mesi. Decorso tale termine, e comunque fino a quando non siano esaurite tutte le ripartizioni dell'attivo fallimentare, le [ ... leggi tutto » ]

Accordo consensuale di separazione e contestuale trasferimento della proprietà di un immobile al coniuge affidatario - quando l'atto può considerarsi a titolo oneroso

Ornella De Bellis - 3 Agosto 2015

Separazione consensuale, trasferimento dell'immobile di proprietà al coniuge separato affidatario dei figli minori e successivo fallimento del coniuge obbligato. La domanda che ci si pone è se la l'atto di alienazione possa essere dichiarato inefficace nei confronti della curatela fallimentare. Si tratta, in pratica, di stabilire se l'atto possa, o meno, considerarsi a titolo oneroso. La difesa del coniuge affidatario eccepisce che il trasferimento dell'immobile deve considerarsi a titolo oneroso, perchè in base all'accordo di separazione consensuale il fallito risultava esonerato dalla prestazione periodica e sistematica in favore dei figli (l'altro coniuge disponeva di un reddito personale sufficiente al proprio [ ... leggi tutto » ]

Cessione crediti ed opponibilità al fallimento del cedente

Piero Ciottoli - 30 Luglio 2015

Qualora il cessionario abbia pagato in tutto o in parte il corrispettivo della cessione ed il pagamento abbia data certa, la cessione è opponibile al fallimento del cedente dichiarato dopo la data del pagamento. La norma dispone anche che l'efficacia della cessione verso i terzi non è opponibile al fallimento del cedente, se il curatore prova che il cessionario conosceva lo stato di insolvenza del cedente quando ha eseguito il pagamento e sempre che il pagamento del cessionario al cedente sia stato eseguito nell'anno anteriore alla sentenza dichiarativa di fallimento e prima della scadenza del credito ceduto. Il momento dal [ ... leggi tutto » ]

Registro delle imprese e diritto all'oblio - la questione è rimessa alla corte di giustizia europea

Lilla De Angelis - 20 Luglio 2015

Nasce l'esigenza di sapere se i dati conservati nel registro delle imprese dalle Camere di commercio, in adempimento della funzione ad esse demandata dalla legge, possano essere resi non più disponibili a chiunque in forza di un diritto all'oblio, disponendosene la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco, allorquando sia decorso un tempo che (allo stato attuale della disciplina) non è determinato o determinabile a priori in modo netto, ma è da individuare in quello necessario allo scopo per cui il dato è stato raccolto. Si tratta del quesito posto ai giudici delle Corte di cassazione dai legali [ ... leggi tutto » ]

Il reato di bancarotta fraudolenta si consuma nel momento in cui interviene la sentenza di fallimento

Giorgio Valli - 21 Giugno 2015

Il reato di bancarotta fraudolenta si consuma nel momento in cui interviene la sentenza dichiarativa di fallimento. Non si può legare la consumazione del reato presupposto al momento della materiale “distrazione” delle somme di denaro dalle casse della società, azione in sé non configurabile come delitto fino al momento della dichiarazione di fallimento della società stessa. Insomma, non è integrato il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale nel caso in cui la somma sottratta dalle casse sociali, riportata da relativa annotazione contabile, sia incontrovertibilmente riversata nella sua integrante – dai soci che l'avevano prelevata – nelle casse della società prima della [ ... leggi tutto » ]

Il concordato preventivo non può essere chiesto al solo scopo di differire la dichiarazione di fallimento

Giorgio Martini - 19 Maggio 2015

In pendenza di un procedimento di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, il fallimento dell'imprenditore, su istanza di un creditore o su richiesta del pubblico ministero, può essere dichiarato soltanto quando la domanda di concordato sia stata giudicata inammissibile, quando sia stata revocata l'ammissione alla procedura, quando la proposta di concordato non sia stata approvata e quando, all'esito del giudizio di omologazione, sia stato respinto il concordato. Pertanto, la pendenza di una domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, non rende improcedibile il procedimento prefallimentare iniziato su istanza del creditore o su richiesta del pubblico [ ... leggi tutto » ]