Concordato creditori fallimento debitore esdebitazione (esdebitamento) estinzione debiti

L'amministratore che riscuote i propri crediti di lavoro verso la società fallita integra gli estremi della bancarotta preferenziale e non di quella fraudolenta

Ludmilla Karadzic - 25 dicembre 2015

L'amministratore che si ripaghi dei suoi crediti verso la società fallita relativi a compensi per il lavoro prestato, prelevando, ovvero comunque ottenendo, dalla cassa sociale una somma congrua rispetto a tale lavoro, risponde di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione? Al quesito hanno risposto i giudici della sezione penale della Corte di cassazione (sentenza 48017) argomentando che per stabilire se ricorra o meno il delitto di bancarotta fraudolenta è necessario stabilire se la somma prelevata dalle casse sociali dall'amministratore sia o meno congrua rispetto al lavoro prestato. Se, infatti, la somma prelevata corrisponde a quanto normalmente percepito dall'amministratore a titolo di [ ... leggi tutto » ]

Vendita con riservato dominio e fallimento dell'acquirente

Giorgio Martini - 26 giugno 2015

Nella vendita con riserva della proprietà (o con riservato dominio) il trasferimento della proprietà del bene è condizionato al versamento dell'intero prezzo pattuito, mentre la consegna del bene, si produce immediatamente alla stipula del contratto. In altre parole, nella vendita a rate con riservato dominio, il compratore acquista la proprietà del bene solo con il pagamento dell'ultima rata e, pertanto, fino a quel momento, non può disporre del bene (non può venderlo a terzi). I beni sui quali grava la riserva di proprietà creano a favore del compratore possessore, in caso di risoluzione del contratto e di riconsegna del bene [ ... leggi tutto » ]

Il reato di bancarotta fraudolenta si consuma nel momento in cui interviene la sentenza di fallimento

Giorgio Valli - 21 giugno 2015

Il reato di bancarotta fraudolenta si consuma nel momento in cui interviene la sentenza dichiarativa di fallimento. Non si può legare la consumazione del reato presupposto al momento della materiale “distrazione” delle somme di denaro dalle casse della società, azione in sé non configurabile come delitto fino al momento della dichiarazione di fallimento della società stessa. Insomma, non è integrato il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale nel caso in cui la somma sottratta dalle casse sociali, riportata da relativa annotazione contabile, sia incontrovertibilmente riversata nella sua integrante – dai soci che l'avevano prelevata – nelle casse della società prima della [ ... leggi tutto » ]

Quando l'artigiano è un piccolo imprenditore non fallibile

Patrizio Oliva - 24 marzo 2015

Com'è noto sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici. Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori i quali dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti: aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila; aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di [ ... leggi tutto » ]

Il piano di ristrutturazione che il debitore può presentare al giudice per pagare il possibile ed ottenere l'esdebitazione del residuo

Ornella De Bellis - 2 febbraio 2015

Molti debitori, pur avendo la volontà di mettere disposizione dei creditori l'intero patrimonio e le risorse reddituali non strettamente connesse alla sopravvivenza del proprio nucleo familiare, non possono liberarsi dei debiti accumulati nel tempo. Peraltro, le azioni esecutive avviate nei confronti del debitore sovraindebitato risultano, quasi sempre, inefficienti in termini di realizzo e di rimborso dei creditori. La legge, oggi, offre a tutti i debitori l'opportunità di sottoporre al giudice un piano di risanamento (ristrutturazione) del debito. Presupposto per l'omologazione del piano di ristrutturazione è che il debitore non abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere o [ ... leggi tutto » ]



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