Bancarotta fraudolenta

Vendita con riservato dominio e fallimento dell'acquirente

Giorgio Martini - 26 giugno 2015

Nella vendita con riserva della proprietà (o con riservato dominio) il trasferimento della proprietà del bene è condizionato al versamento dell'intero prezzo pattuito, mentre la consegna del bene, si produce immediatamente alla stipula del contratto. In altre parole, nella vendita a rate con riservato dominio, il compratore acquista la proprietà del bene solo con il pagamento dell'ultima rata e, pertanto, fino a quel momento, non può disporre del bene (non può venderlo a terzi). I beni sui quali grava la riserva di proprietà creano a favore del compratore possessore, in caso di risoluzione del contratto e di riconsegna del bene [ ... leggi tutto » ]

Il reato di bancarotta fraudolenta si consuma nel momento in cui interviene la sentenza di fallimento

Giorgio Valli - 21 giugno 2015

Il reato di bancarotta fraudolenta si consuma nel momento in cui interviene la sentenza dichiarativa di fallimento. Non si può legare la consumazione del reato presupposto al momento della materiale “distrazione” delle somme di denaro dalle casse della società, azione in sé non configurabile come delitto fino al momento della dichiarazione di fallimento della società stessa. Insomma, non è integrato il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale nel caso in cui la somma sottratta dalle casse sociali, riportata da relativa annotazione contabile, sia incontrovertibilmente riversata nella sua integrante – dai soci che l'avevano prelevata – nelle casse della società prima della [ ... leggi tutto » ]

Vendita sottocosto e bancarotta fraudolenta

Antonella Pedone - 16 marzo 2015

La vendita di merce sottocosto di beni aziendali integra il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione (previsto dall'articolo 216, comma 1, n. 1 del R.D. 16 marzo 1942 n. 267) laddove si accerti una serie sistematica e preordinata di operazioni di vendita sotto costo, o comunque in perdita, di beni aziendali (Cassazione, sentenza del 4 febbraio 2015, n. 5317). La Corte, per altro, ha espressamente escluso nel caso di specie la possibilità di ricondurre la condotta dell'imprenditore all'ipotesi meno grave di bancarotta semplice per operazioni di grave imprudenza, di cui al n. 3 dell'articolo 217 del R.D. 16 marzo 1942 [ ... leggi tutto » ]

Quando l'amministratore della società può essere ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta

Annapaola Ferri - 10 ottobre 2014

L'accensione di un ingente mutuo, al fine dichiarato del consolidamento di posizione debitoria nei confronti di due istituti di credito; il pagamento delle sole due prime rate del piano di ammortamento, nonostante la società avesse liquidità per farvi fronte; la custodia, assolutamente imprudente ed irragionevole di tali liquidità non già in banca, bensì nella cassaforte della sede sociale ed il successivo furto delle stesse ad opera di ignoti, possono essere ritenute integranti la nozione di operazioni dolose, caratterizzate da abusività degli elementari doveri inerenti alla qualità di amministratore. Tali dolose condotte possono essere ritenute, inoltre, causa del dissesto della società [ ... leggi tutto » ]

Esdebitazione fallimentare - la liberazione dai debiti dell'imprenditore fallito

Loredana Pavolini - 21 settembre 2014

Va innanzitutto chiarito che un imprenditore, per poter essere considerato "fallibile", deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti: aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo superiore ad euro trecentomila; aver realizzato, nei tre esercizi precedenti, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo superiore ad euro duecentomila avere un ammontare di debiti, anche non scaduti, superiore ad euro cinquecentomila. [ ... leggi tutto » ]



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