Accordo con i creditori - composizione crisi sovraindebitamento (legge 3/2012)

Sovraindebitamento e legge 3/2012 - a chi può rivolgersi il debitore per farsi assistere nella procedura di composizione della crisi debitoria

Tullio Solinas - 23 agosto 2016

Come sappiamo, nelle procedure per la composizione delle crisi da sovraindebitamento disciplinate dalla legge 3/2012, e cioè per la presentazione di un'ipotesi di accordo con i creditori (da parte di un professionista non fallibile), di un piano di rientro dal debito del consumatore non professionista o di una proposta di liquidazione del patrimonio, il debitore deve essere assistito da un organismo di composizione delle crisi scelto fra quelli inclusi nell'elenco ufficiale predisposto dal Ministero della giustizia. Tuttavia, l'articolo 15 della legge 3/2012, al comma 9, nella formulazione attualmente vigente, prevede che i compiti e le funzioni attribuiti agli organismi di [ ... leggi tutto » ]

Legge per la composizione delle crisi da sovraindebitamento e piano del consumatore - considerazioni su meritevolezza e merito creditizio del debitore

Patrizio Oliva - 10 agosto 2016

La scelta operata dal legislatore induce ad escludere anzitutto che la finalità della norma sia unicamente quella di offrire al debitore consumatore sovraindebitato una possibilità di soluzione della crisi mediante il sacrificio dei creditori. A differenza dell'impresa in stato di insolvenza, assumono rilevanza le ragioni della crisi e la condotta del debitore: solo al debitore meritevole può essere concesso l'effetto esdebitatorio, mentre al debitore sovraindebitato non meritevole è precluso godere degli effetti del piano del consumatore, potendo egli ottenere l'effetto esdebitatorio solamente tramite l'accordo con i creditori o la liquidazione dei beni. A differenza dell'imprenditore, il debitore consumatore non è [ ... leggi tutto » ]

Sovraindebitamento e piano del consumatore » come interpretano la legge la cassazione e i tribunali di merito

Andrea Ricciardi - 16 maggio 2016

Vediamo, in merito alla famosa legge sul sovraindebitamento 3/2012, come l'hanno interpretata, nel dettaglio, i tribunali di merito e la Corte di Cassazione: tutte le informazioni utili all'interno dell'articolo. Come abbiamo avuto modo di capire in diversi nostri interventi sul blog, anche il comune cittadino, come un'impresa, può fallire nel momento in cui accumula una serie di debiti che non riesce a pagare. La legge 3/2012 sul sovraindebitamento, infatti, consente l'accesso a particolari procedure di ristrutturazione del debito in modo da trovare un accordo e un piano di rientro con i creditori. A distanza di qualche anno dall'entrata in vigore [ ... leggi tutto » ]

Il precetto deve far riferimento alla possibilità del debitore di intraprendere le procedure sulla composizione della crisi da sovraindebitamento

Ornella De Bellis - 29 giugno 2015

Il decreto legge 83/15 stabilisce che il precetto (evidentemente rivolto ai soggetti non fallibili) deve contenere l'avvertimento che il debitore può, con l'ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore. In pratica, servendosi delle opzioni concesse al debitore sovraindebitato dalla legge 3/12. L'omissione del riferimento al possibile esercizio di tale facoltà, sarà deducibile dal debitore precettato con il rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi ex articolo 617 del codice di [ ... leggi tutto » ]

Concordato preventivo, accordo con i creditori e piano del consumatore - il debito iva va pagato per intero e può essere solo dilazionato

Ornella De Bellis - 29 maggio 2015

L'accordo o a cui possono giungere i creditori con l'imprenditore non fallibile o il piano di ristrutturazione del debito presentato dal consumatore, possono prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento con riguardo ai tributi costituenti risorse proprie dell'Unione Europea, all'imposta sul valore aggiunto ed alle ritenute operate e non versate. Anche l'accesso alla procedura di concordato preventivo, che mira a sfociare nel patto concordatario con i creditori, non può portare ad omettere o ridurre il versamento dell'Iva alla scadenza di legge. Per quanto attiene il debito Iva, nel concordato preventivo, nonché negli accordi di ristrutturazione del debito fra creditori ed imprenditore [ ... leggi tutto » ]

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