Revocabilità della rinuncia all’azione di riduzione

Quando l’erede è un debitore, bisogna sempre tener presente che la rinuncia all’eredità in favore di altri eredi, non debitori, non rappresenta una soluzione al problema. Infatti, i creditori dei chiamati all’eredità che abbiano rinunciato, possono farsi autorizzare dal giudice, entro cinque anni dalla rinuncia, ad accettare l’eredità in nome e per conto del rinunciante debitore ex articolo 524 del codice civile, al solo scopo di soddisfarsi sui beni del debitore e fino a concorrenza dei crediti vantati.

Altre volte, la soluzione che si individua per tutelare il futuro erede oberato di debiti è quella di lasciare testamento con violazione della quota di legittima oppure effettuare, in vita, una donazione agli eredi non debitori. Tanto, è questo il concetto “naif” alla base, se il legittimario non si lamenta e non promuove l’azione di riduzione finalizzata ad ottenere il dovuto, chi è che può farlo?

Purtroppo la risposta è che, anche in queste circostanza, i creditori possono adire l’autorità giudiziaria per chiedere la revocatoria della rinuncia del legittimario a chiedere la riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della propria quota di legittima, ai sensi dell’articolo 2901 del codice civile.

Infatti, l’articolo 2901 del codice civile prevede che il creditore possa domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio coi quali il debitore rechi pregiudizio alle proprie ragioni.

Si potrebbe eccepire, nel caso specifico, la mancanza di un atto dispositivo, tale non potendo qualificarsi la rinuncia del legittimario a chiedere la riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della propria quota di legittima, non comportando tale rinuncia il trasferimento di diritti già acquisiti al patrimonio del debitore. Tuttavia, la giurisprudenza ha costantemente dato un’interpretazione estensiva del requisito dell’atto dispositivo nell’ambito dell’azione revocatoria, fino a ricomprendervi anche l’atto abdicativo (come si configura, appunto, la rinuncia a chiedere la riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della propria quota di legittima) in quanto atto comunque in grado di influire negativamente sul patrimonio del debitore.

D’altra parte, fra i presupposti ritenuti dalla giurisprudenza suscettibili per l’accoglimento dell’azione revocatoria, va ricompreso (oltre alla sussistenza di un atto dispositivo) anche l’esistenza del credito. E, comunque, è da ritenersi revocabile ogni ogni atto del debitore, anche non propriamente dispositivo (come l’atto di vendita, per esempio) che renda più difficile o più oneroso il rimborso del credito, esponendo il creditore ad un maggior pericolo di infruttuosità in una futura azione esecutiva.

In altre parole, quando si configura un’inerzia del legittimario debitore rispetto alla riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della sua quota di legittima ricorrono i presupposti sanciti dall’articolo 2900 del codice civile affinché il creditore possa agire nell’azione di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima del debitore, surrogandosi al legittimario.

7 Maggio 2013 · Ludmilla Karadzic

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Eredità di un immobile - Se il defunto lascia al debitore il diritto di abitazione il creditore non può esperire azione revocatoria della rinuncia del debitore a promuovere nei confronti dei coeredi ogni azione di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima
Supponiamo che il debitore accetti il diritto di abitazione, a lui destinato nel testamento, e rinunci a promuovere nei confronti dei coeredi testamentari dello stesso immobile caduto in successione, ogni azione di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima. In questo modo, il debitore preclude al creditore la possibilità di soddisfarsi sui beni che, in caso di esito positivo di una eventuale azione di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima, entrerebbero a far parte del suo patrimonio. La domanda che ci si pone è se possa essere oggetto di revocatoria, da parte del creditore, la ...

Il creditore non può sostituirsi al debitore, che ha ereditato per testamento il diritto di abitazione, per rivendicare la lesione della quota di legittima
Tanto per semplificare le idee, supponiamo che il de cuius non abbia fatto testamento ed abbia lasciato in eredità ai suoi due figli un immobile ciascuno, di uguale valore commerciale. Supponiamo che dei due figli uno sia debitore e rinunci all'eredità. Il creditore del figlio debitore, in base all'articolo 524 del codice civile, può impugnare la rinuncia, o meglio esercitare azione revocatoria dell'atto di rinuncia. Infatti, se taluno rinuncia a un'eredità con danno dei suoi creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare l'eredità in nome e luogo del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza ...

Il creditore può surrogarsi anche al debitore legittimario completamente pretermesso che non esercita azione di riduzione delle disposizioni testamentarie
L'articolo 557 del codice civile, comma 1, nell'occuparsi dei soggetti che possono chiedere la riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie lesive della porzione di legittima (quota riservata), stabilisce che la riduzione non può essere domandata che dai legittimari e dai loro eredi o aventi causa. Per giurisprudenza consolidata sappiamo che il creditore del legittimario che accetta l'eredità (pura e semplice) può essere senz'altro incluso, in riferimento all'articolo 557 del codice civile, fra gli aventi causa e al creditore deve, pertanto, riconoscersi la titolarità dell'esercizio, in via surrogatoria, dell'azione di riduzione delle disposizioni lesive della quota riservata ai legittimari, che ...

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su revocabilità della rinuncia all’azione di riduzione. Clicca qui.

Stai leggendo Revocabilità della rinuncia all’azione di riduzione Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 7 Maggio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 6 Febbraio 2019 Classificato nella categoria accettazione e rinuncia eredità - accettazione con beneficio di inventario Inserito nella sezione successione donazione rinuncia eredità

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)