Responsabilità per i danni causati a terzi da soggetto maggiorenne infermo di mente ma non interdetto

Se l'autore del danno è persona capace di intendere e di volere al momento del fatto, ove si tratti di minore di età (o di interdetto), il soggetto responsabile del danno causato dal minore o dall'interdetto è individuato in quello che, in ragione del rapporto parentale o in ragione della funzione tutoria è chiamato ad esercitare la sorveglianza sul soggetto minore e a fornirgli una adeguata educazione.

Se invece l'autore del danno è persona incapace di intendere e di volere (sia che si tratti di minore soggetto a responsabilità genitoriale, sia che si tratti di maggiorenne, soggetto o meno a tutela), il codice civile individua nel soggetto tenuto alla sorveglianza il responsabile per il fatto illecito dell'incapace.

I genitori di persona maggiore di età inferma di mente, ma non interdetta, non sono giuridicamente obbligati ad esercitare la sorveglianza sul figlio, né sono di per sé responsabili per i danni da questi provocati a terzi, al di fuori di una loro spontanea assunzione di responsabilità in tal senso.

Queste le linee guida fornite dai giudici della Corte di cassazione con la sentenza 1321/16 in tema di responsabilità ex art. 2047 del codice civile per l'ipotesi del danno provocato da soggetto incapace di intendere e di volere che sia maggiorenne, e di individuazione dei soggetti tenuti a rispondere per l'incapace.

31 gennaio 2016 · Annapaola Ferri

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Stai leggendo Responsabilità per i danni causati a terzi da soggetto maggiorenne infermo di mente ma non interdetto Autore Annapaola Ferri Articolo pubblicato il giorno 31 gennaio 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 18 maggio 2017 Classificato nella categoria risarcimento per danni a persone e cose Inserito nella sezione giurisprudenza.

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