Quando il socio accomandante di una sas rischia di rispondere illimitatamente dei debiti societari

Com'è noto, nelle società in accomandita semplice diverso è il regime di responsabilità verso i terzi che caratterizza le distinte categorie dei soci: gli accomandatari, ai quali è riservato il potere di amministrare la società, che rispondono illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali; gli accomandanti, esclusi dalla amministrazione, che rischiano nei limiti della quota conferita.

L'articolo 2320 del codice civile disciplina le attività delle quali è fatto divieto al socio accomandante, individuate nel compimento di atti di amministrazione, trattazione o conclusione di affari in nome della società.

Il socio accomandante assume responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali ove contravvenga al divieto di compiere atti di amministrazione, intesi questi ultimi quali atti di gestione, aventi influenza decisiva o almeno rilevante sull'amministrazione della società, (non già di atti di mero ordine o esecutivi) o di trattare o concludere affari in nome della società.

Si tratta del principio giuridico enunciato dai giudici della Corte di cassazione nella sentenza 11250/16.

2 giugno 2016 · Annapaola Ferri

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Stai leggendo Quando il socio accomandante di una sas rischia di rispondere illimitatamente dei debiti societari Autore Annapaola Ferri Articolo pubblicato il giorno 2 giugno 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 18 maggio 2017 Classificato nella categoria impresa responsabilità patrimoniale socio ed amministratore Inserito nella sezione debiti ed imprese del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • Anonymous user 11 settembre 2017 at 16:33

    Sono stata licenziata a ottobre 2016 poiché il mio ex datore di lavoro aveva perso la gestione dell esercizio in cui lavoravo. Questi, non ha provveduto a pagare né il TFR né circa una mensilità e mezza(a tutti i 6 dipendenti. Mi sono rivolto ad un avvocato ed il 21 settembre abbiamo la causa, ma ho saputo che il mio ex datore di lavoro (socio accomandatario di una sas) ha venduto le proprie quote societarie insieme al socio accomandante (che deteneva la quota del 10% del capitale), infatti la società ha addirittura cambiato nome e sede. Cosa succede adesso? Entrambi non sono nulla tenenti, l’accomandatario ha una casa e dei mezzi. L’accomandante è una società che gestisce un bar.

    • Simone di Saintjust 11 settembre 2017 at 18:55

      Bisogna avere fiducia nel proprio avvocato: molto probabilmente, una volta ottenuta la sentenza che attesta l’inadempimento, egli provvederà ad avviare, nei confronti del suo ex datore di lavoro, riscossione coattiva tramite iscrizione di ipoteca o procedura di espropriazione dell’immobile di proprietà del debitore. Non è da escludere che il suo legale propenda anche per un’azione revocatoria dell’atto di cessione delle quote societarie: il debitore non può alienare i propri beni per ostacolare il rimborso coattivo di quanto è dovuto al suo creditore. Ma, come sempre, molto dipenderà dalla disponibilità del creditore ad anticipare le necessarie spese di giustizia.

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