Illegittimo il licenziamento per giusta causa del dipendente che produce in giudizio la documentazione aziendale

Il dipendente che produca in una controversia di lavoro copia di atti aziendali riguardanti direttamente la propria posizione lavorativa non viene meno ai doveri di fedeltà; infatti, da un lato la corretta applicazione della normativa processuale in materia è idonea a impedire una vera e propria divulgazione della documentazione aziendale, dall'altro, in ogni caso, al diritto di difesa deve riconoscersi prevalenza rispetto alle eventuali esigenze di riservatezza dell'azienda.

Il diritto di difesa costituzionalmente garantito dalla Costituzione sussiste anche in capo a chi non abbia ancora assunto la qualità di parte in un procedimento penale: basti pensare al diritto alle investigazioni difensive, alcune delle quali possono esercitarsi anche prima dell'eventuale instaurazione d'un procedimento penale.

A maggior ragione ciò deve valere riguardo a documenti prodotti nel corso d'un giudizio civile, avendo il ricorrente il diritto di suffragare le proprie affermazioni mediante prova testimoniale e/o produzione di documenti.

Pertanto, la produzione in una controversia di lavoro di copia di atti aziendali non può integrare una giusta causa o un giustificato motivo di licenziamento, rispondendo tale condotta alle necessità conseguenti al legittimo esercizio di un diritto.

Così hanno deciso i giudici di legittimità con la sentenza 25682/14.

9 dicembre 2014 · Marzia Ciunfrini

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Stai leggendo Illegittimo il licenziamento per giusta causa del dipendente che produce in giudizio la documentazione aziendale Autore Marzia Ciunfrini Articolo pubblicato il giorno 9 dicembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 4 agosto 2017 Classificato nella categoria sentenze e ordinanze della Corte di cassazione in tema di lavoro e pensione Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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