Pignoramento dello stipendio - Omissione del versamento del quinto


Con riguardo alla procedura esecutiva presso terzi, l’articolo 546 del codice di procedura civile, comma 1, stabilisce che dal giorno in cui gli è notificato l’atto previsto di pignoramento, il terzo è soggetto, relativamente alle cose o alle somme da lui dovute e nei limiti dell’importo del credito precettato aumentato della metà, agli obblighi che la legge impone al custode.

Qualora l’oggetto del pignoramento sia un credito, gli obblighi che la legge impone al custode devono interpretarsi nel senso che il terzo, una volta notificatagli il decreto giudiziale di assegnazione al creditore procedente delle somme detenute in custodia, non può compiere atti di disposizione sulla somma pignorata e non può consegnare o pagare le somme da lui dovute al debitore sottoposto ad azione esecutiva, senza apposito ordine del giudice. Ciò all’evidente scopo di evitare la sottrazione delle somme dal medesimo dovute all’azione esecutiva del creditore procedente.

Ne discende che, in caso di custodia ex articolo 546 del codice di procedura civile, comma 1, l’unica violazione degli obblighi del custode suscettibile di integrare il delitto di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (articolo 388 del codice penale) è costituita dal mancato accantonamento delle somme dovute al proprio creditore (il dipendente debitore) in favore del creditore procedente, cioè dalla sottrazione di esse dal vincolo di indisponibilità impresso dal pignoramento presso terzi.

Pertanto, nessuna penale responsabilità può discendere quando il datore di lavoro, terzo pignorato, dopo aver consegnato al creditore procedente le somme accantonate, ometta di versare il quinto dello stipendio del dipendente debitore al creditore di quest’ultimo.

Si tratta di quanto stabilito dai giudici della Corte di cassazione, sezione penale, nella sentenza 24882/2019.

24 Agosto 2019 · Chiara Nicolai



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Stai leggendo Pignoramento dello stipendio - Omissione del versamento del quinto Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 24 Agosto 2019 Ultima modifica effettuata il giorno 15 Settembre 2020 Classificato nella categoria Article schema org Inserito nella sezione pignoramento

Commenti e domande

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  • Anonimo 23 Aprile 2021 at 08:12

    Leggo: “secondo quanto stabilito dai giudici della Corte di cassazione, sezione penale, nella sentenza 24882/2019”.- nessuna penale responsabilità può discendere quando il datore di lavoro, terzo pignorato, dopo aver consegnato al creditore procedente le somme accantonate, ometta di versare il quinto dello stipendio del dipendente debitore al creditore di quest’ultimo.-
    E’ davvero assurdo !!

    IO ho proceduto a pignoramento presso datore lavoro che fino alla chiusura del procedimento esecutivo ha accantonato e conferito correttamente le quote di stipendio sino ad allora accantonate: al mese successivo la conclusione del procedimento esecutivo, (e quindi appena non ha più ricoperto la posizione di “custode”) il datore di lavoro non ha più versato 1/3 dello stipendio assegnato dal Giudice.

    HO LETTO il testo integrale della SENTENZA PENALE di CASSAZIONE DA VOI RIPORTATA

    SCUSATE….MA ALLORA E’ UNA BEFFA !!…A COSA SERVE PAGARE UN AVVOCATO E SPENDERE TUTTI QUEI SOLDI SE POI QUESTA
    LEGGE NON VALE NIENTE? SE POI IL DATORE DI LAVORO NON VERSA QUANTO IL GIUDICE ORDINA?

    Io ero con il Patrocinio a Spese dello Stato, il Giudice ha liquidato le Spese legali a carico della Procedura: IN DEFINITIVA IO VENGO BEFFATA
    DALLA LEGGE? L’AVVOCATO HA PRESO I SOLDI….ED IO NON HO PRESO NIENTE . vivo allo stremo della povertà dal 5 anni ….
    ho in mano una ordinanza di assegnazione MA IL TERZO NON MI VERSA QUANTO Stabilito dal Giudice.
    Voi potreste informarmi su quale azione civile si può fare per avvalorare di più questa ordinanza di assegnazione?
    Grazie infinite
    Angelina

    • Simone di Saintjust 23 Aprile 2021 at 08:26

      Il terzo pignorato non va in galera per aver violato l’articolo 388 del codice penale (mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice), ma anch’egli è assoggettabile ad azioni esecutive del creditore (pignoramento dei beni di proprietà dell’amministratore della società datrice di lavoro, dei beni sociali in ragione di un quinto, ecc.). Inoltre il creditore potrà se vuole, querelare il datore di lavoro, terzo pignorato inadempiente per appropriazione indebita ai sensi dell’articolo 646 del codice penale.

      In sintesi, assistita da un buon avvocato potrà perseguire il datore di lavoro, terzo pignorato inadempiente, sia civilmente che penalmente.

      Il dispositivo dei giudici deve essere inteso nel senso che nessuna responsabilità penale – derivante dalla violazione dell’articolo 388 del codice penale – può discendere quando il datore di lavoro, terzo pignorato, dopo aver consegnato al creditore procedente le somme accantonate, ometta di versare il quinto dello stipendio del dipendente debitore al creditore di quest’ultimo.

  • Anonimo 11 Aprile 2021 at 07:58

    In 2017 e arrivato il atto di precetto, pignoramento presso i terzi, insomma tutta la procedura con il tribunale, che decide di pignorare lo stipendio di mio marito, il datore di lavoro che trattiene per diversi mesi somme dallo stipendio, ed infine chiude la ditta. Apre una nuova ditta, assume mio marito un’ altra volta, però questa volta non trattiene nulla. Dopo diversi mesi mio marito cambia il lavoro, e ci affidiamo a un avvocato in quanto l’ex datore di lavoro non vuole pagare il tfr e altre buste paga non pagate. Così scopriamo che lui non ha pagato niente dopo la decisione del tribunale alla Banca ifis, pur trattenendo dei soldi. Non vuole pagare il tfr, invocando che ha il pignoramento presso i terzi. Adesso la mia domanda é:come dobbiamo procedere?

    • Rosaria Proietti 11 Aprile 2021 at 10:45

      Linearmente, andrebbe denunciato l’ex datore di lavoro, e poi perseguito civilmente per il pagamento del trattamento di fine rapporto, degli stipendi non corrisposti nonchè degli accantonamenti non corrisposti a Banca IFIS: querela che, tuttavia, non converrà presentare qualora dal debitore sottoposto ad azione esecutiva (suo marito) e dall’ex datore di lavoro sia stata concordata la chiusura (formale) dell’azienda esclusivamente finalizzata ad evitare gli obblighi del terzo pignorato e, quindi, i prelievi per il dipendente debitore esecutato (suo marito).

      Insomma, alla fine l’ex datore di lavoro si è dimostrato più furbo di suo marito.

  • Anonimo 11 Luglio 2020 at 14:02

    Salve; si parla di pignoramento di un quinto del rateo mensile di pensione; tale quinto è operato pure sulla tredicesima e quattordicesima? Grazie.

    • Rosaria Proietti 12 Luglio 2020 at 11:05

      Purtroppo sì, la ritenuta del quinto, sulla parte eccedente il minimo vitale, si applica su ogni rateo di pensione erogato dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS).

  • Giovanni Raimondi 10 Novembre 2019 at 22:33

    Ho avuto decreto ingiuntivo per un mio debito ceduto a banca IFIS: premetto che ho dato le dimissioni dall’azienda dove lavoravo per motivi personal. Dato che l’azienda mi deve ancora saldare le spettanze di fine rapporto(tfr, ratei tredicesima, ferie non godute ecc… nel caso arrivasse nel contempo pignoramento presso il mio ex datore di lavoro, in che misura possono pignorarmi le somme a me dovute visto che Il mio tfr va gia a coprire residuo cessione quinto e mi resterebbero circa 6000 euro? Il mio debito con IFIS è di circa 4000 euro più spese e interessi fino a soddisfo.

    • Ornella De Bellis 11 Novembre 2019 at 03:04

      Il creditore che le ha concesso il prestito per la cessione del quinto avrà diritto al 20% delle spettanze (trattamento di fine rapporto, ratei di tredicesima, ferie non godute). Lo stesso otterrà Banca IFIS, qualora azionasse il pignoramento presso il datore di lavoro.

      In sostanza, lei potrebbe lasciare sul campo il 40% delle somme che ancora le spettano per l’attività svolta come lavoratore dipendente.

      Tuttavia, conformemente a quanto previsto nel contratto di prestito sottoscritto, il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) potrebbe essere stato interamente vincolato alla soddisfazione del debito residuo.